Cinquanta sfumature di negro

Pur avendo già detto abbastanza chiaramente cosa penso delle dichiarazioni di Sacchi di un paio di giorni fa e di tutto il circo di improbabili giustificazioni che ci si è alzato intorno, ci sono ancora domande alle quali nessuno pare in grado di rispondere, ci sono ancora quelle parole che mi girano per la testa.

“Vedere così tanti giocatori di colore è un’offesa per il calcio italiano”

Leggo i numeri che girano in questi giorni, leggo le belle storie raccontate da Sabine, e mi faccio un paio di domande.

Così tanti giocatori di colore.
Ma così tanti quanti? Ma di quale colore?

Domande retoriche, sentite mille volte, vuote di significato? Sì, forse sì.
O forse no.

Senza titolo

Così tanti

Nei tre gironi del Campionato Primavera ci sono ad oggi 1.163 giocatori tesserati per 42 squadre. Di questi, solo 189 provengono da federazioni straniere. Non “extraeuropee”, “africane” o chissà cosa eh: straniere. Contiamo anche gli svizzeri, per capirci. I giocatori di colore tra questi 1.163 sono 54.

Estendendo il discorso a tutte le squadre giovanili troviamo numeri che fanno ancora più impressione. L’Inter ha 15 giocatori provenienti da federazioni straniere su 265 tesserati. La Juventus ne conta 21 su 352. Il Milan, udite udite, ZERO su 264.

Il 16% di stranieri, meno del 5% di neri -e Dio solo sa quanto mi vergogni ad aver fatto un calcolo del genere- in tutto il campionato. Squadre che non arrivano ad avere il 6% di stranieri su tutti i tesserati.

Questi sono tanti?
Di più: questi sono così tanti?

E non lo chiedo a Sacchi eh, sia chiaro: lo chiedo a voi. A voi che ancora ieri cianciavate degli stranieri cattivi che prendono il posto ai giovani fenomenali italiani (per la cronaca: il figlio di Bargiggia ad oggi risulterebbe giocare nel Delta Porto Tolle. Ora non dico l’Inter degli stranieri cattivi, ma almeno un posticino in Serie B per sto presunto fenomeno non s’è trovato?). A voi che parlavate di poveri bambini strappati alle loro famiglie e usati solo per vincere i tornei, per poi essere rispediti a casa a fare la fame. A voi che pontificavate sul divario fisico perché “per forza un nero matura prima di un bianco a parità di età”.

CINQUANTA SU MILLEDUECENTO.

Ma di cosa state parlando?

Giocatori di colore

Prima storia. Negli anni 70 una donna somala riesce a fuggire dal suo paese in guerra e si rifugia in Italia. Conosce un uomo, Ezio, che sposa e che diventa il padre di suo figlio. Il bambino, di colore, perde suo padre all’età di 15 anni e da quel momento in poi cresce solo con sua madre. E con un pallone.

Seconda storia. Pochi anni dopo un uomo italiano e una donna guineana si incontrano in Algeria. E in un villaggio algerino, Aflou, si sposano e nasce loro figlio. Di colore anche lui, sì, come il bambino di prima.

Terza storia. Thomas e Rose fuggono dal Ghana e trovano rifugio in Italia. E’ qui, appena arrivati, che nasce il loro primo figlio. Il bambino ha gravissimi problemi di salute, e dopo tre anni di interventi chirurgici e difficoltà economiche intervengono anche i servizi sociali per affidarlo a dei nuovi genitori, aggiungendo un’altra difficoltà a una vita che già ne aveva messe in fila parecchie. Ah: è nero anche lui, neanche a dirlo. Nerissimo.

Quarta storia. In Etiopia, a Gondar, nasce “sua bellezza”. Uno che con un nome così dev’essere per forza destinato a grandi cose. Non subito, però: all’età di 4 anni lascia il suo paese e viene adottato da una famiglia italiana. E’ nero, sì.

Quinta storia. Nasce a Gonesse, in Francia, da genitori statunitensi e arriva in Italia a 15 anni. Una vita, ancora brevissima, già interamente dedicata al calcio. Nerissimo anche lui.

Sesta storia. Torniamo in Ghana, a Kumasi. Nasce qui un altro giovane calciatore, che cresce in Veneto come uomo e tra Santa Lucia, Ogliano e Padova come giocatore prima di arrivare in Serie A a 19 anni. Neanche più il bisogno di specificare che sì, è nero anche lui.

Settima storia. Camerun, primi anni 80. A Nkongsamba nasce una vita pazzesca, che farà il giro del mondo: Douala, Madrid, Barcellona, Maiorca, una parentesi in Italia, Mosca, Londra, Liverpool, poi di nuovo Italia. Nerissimo. Anzi negro, come lui stesso si definisce.

Loro sono Fabio Liverani, tre presenze con la maglia dell’Italia, Matteo Ferrari, 66 presenze dall’Under15 alla Nazionale maggiore, Mario Balotelli, 59 presenze (and counting) dall’U21 in su, Melkamu “Mel” Taufer, Capitano dell’Inter e della Nazionale U17, Dylan Alexis Romney, riserva di Bonazzoli all’ultimo Viareggio, Isaac Donkor, fresco di debutto in Serie A con la maglia dell’Inter e Samuel Eto’o, che in Italia ha scritto pagine importantissime della storia del calcio. E ce ne sarebbero decine di altri, centinaia.

Qualcuno, cortesemente, mi spiega chi tra questi è un’offesa per il calcio italiano e perché?

Giacché ci siete, spiegatemi anche qual è il limite. Spiegatemi quand’è che si smette di essere calciatori e si inizia a essere offese, spiegatemi quali sono i parametri, quali sono le differenze, qual è il confine.

Spiegatemelo davvero però, su questi sette esempi qui.
Perché io da solo non ci arrivo, giuro.

Scegliete un punto e facciamo che da lì in poi sono troppo negri?

Scegliete voi un punto e facciamo che da lì in poi sono troppo neri?

About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.

84 commenti

  1. Vedi Sandro
    Per me il motto in se non dice proprio nulla.
    E quindi non giudico il motto.
    Giudico il fatto che si sia voluto elogiare, enfatizzare e pontificare il proprio maestro nel contesto che ha detto Cazzate usando frasi razziste…..
    Quindi tu Carletto mi provochi…. e io ti purgo…

    Tanto per usare lo stesso linguaggio.

    Occhio per occhio….è chiaro il concetto?

    Questa gente ha rotto il Cazzo di dire e fare ciò che crede difesa da tutto e da tutti come se niente fosse.

    Poi poco importa se c’è un disegno, se parlano per altri, se non ci arrivano o sono dei nuovi Hitler.

    Sono famosi, miliardari, riconosciuti e premiati….non possono!!!!!

  2. maigob: Giudico il fatto che si sia voluto elogiare, enfatizzare e pontificare il proprio maestro nel contesto che ha detto Cazzate usando frasi razziste…..
    Quindi tu Carletto mi provochi…. e io ti purgo…

    Tanto per usare lo stesso linguaggio.

    Occhio per occhio….è chiaro il concetto?

    c’è un bell’articolo di Simonetti su Fabbrica; al di là di dire se giusto o sbagliato, pure lui però “giustifica” ed “interpreta” Sacchi.
    C’è da intenderlo un infiltrato milanista tra di noi?

  3. io più che della copertura a Inzaghi mi preoccuperei della convergenza con salvini, ma tant’è, alla fine il milan passa ancora per una squadra di calcio

  4. Sandrex: c’è un bell’articolo di Simonetti su Fabbrica; al di là di dire se giusto o sbagliato, pure lui però “giustifica” ed “interpreta” Sacchi.
    C’è da intenderlo un infiltrato milanista tra di noi?

    sarò spietato, ma io ci vedo più una sua esigenza di marketing di distinguersi.. per riemergere un po’…

    tenere una posizione un po’ fuori dal oro, dall’indignazione facile, andare lievemente contro corrente… tutto qui

    spietato io, eh, ci mancherebbe… ma per me questo è

  5. Power, grazie per il breve e sintetico trattato di integrazione soprattutto nei paesi ex-coloniali. La mia domanda è: quindi? Diventa accettabile quel vago atteggiamento scostante che si percepisce nella gente quando passa dalle parti di piazza Vittorio a Roma? E soprattutto, ritieni che questo non sia legato al fatto che, come dice Amstaf, ci sono personalità che occupano altissimi livelli istituzionali, molto più in alto di Arrigo Sacchi, che coccolano istinti di questo tipo perché fino a quando l’immigrazione e la sicurezza saranno velatamente considerate un problema potranno continuare a lucrarci sopra (vedi intercettazioni di mafia capitale)?

    Londra, Parigi, Bruxelles, Amsterdam non hanno solo una storia di integrazione più lunga della nostra: hanno anche un sistema educativo (non solo la scuola) ed un ambiente civico che insegnano in modo efficace il rispetto degli altri e della cosa pubblica, non un sistema in cui le esternazioni razziste, o magari quelle omofobe, sono stigmatizzate sulla base di mero calcolo congiunturale e dove, quando uno ruba, fa o dice cose inaccettabili, viene attaccato dagli avversari e difeso dagli amici anche contro l’evidenza per puro calcolo utilitaristico invece di pagare l’errore. E questo, assieme ad una stampa asservita, ignava e altrettanto dannosa, è il vero, enorme problema che ha l’Italia, il problema che la mantiene ferma, arretrata sotto molti punti di vista nei confronti di un mondo che invece nel frattempo si muove – non sempre bene, ma almeno non sta sempre a discutere delle stesse cose. O persone.

    paolo: Non ti vantare troppo di aver fissuto nei bassifondi chè a Bruxelles il quartiere universitario è uno dei più chic.

    E chi ha detto che ho vissuto nei bassifondi? Ma soprattutto cosa vorresti argomentare con questa affermazione, legata ad una semplice precisazione? Il mio discorso è sbagliato perché non ho vissuto nel Bronx o a Tor Bella Monaca, o hai qualcosa da dire?

  6. Avioncito Rambert: In germania qualche anno fa un ministro si dimise perchè scoprirono che tanti anni prima aveva copiato la tesi di laurea

    Ma come ti permetti di dire una cosa del genere, tu che sicuramente vivi all’ombra del Duomo di Milano? Stai dicendo che in Germania chi sbaglia paga? E stai sottintendendo che questo la rende un posto dove fare certi discorsi è più facile?

  7. tagnin: io più che della copertura a Inzaghi mi preoccuperei della convergenza con salvini

    Avevi qualche dubbio che alla fine ci sarebbe stata?

  8. powerage: Intanto anche i meravigliosi olandesi sono arrivati a Roma a dare lezioni di civiltà, di comportamento e di rispetto della cosa pubblica agli italiani.

    Sandrex: però nei pub di casa loro sorseggiano brandy disquisendo di Proust

    “No one, no one is blinder than he who will not see” – Bono. Poi fare come vi pare, le mie parole sono lì per chiunque le voglia capire. O sia in grado di farlo.

  9. Avioncito Rambert

    Linus: Ma come ti permetti di dire una cosa del genere, tu che sicuramente vivi all’ombra del Duomo di Milano? Stai dicendo che in Germania chi sbaglia paga? E stai sottintendendo che questo la rende un posto dove fare certi discorsi è più facile?

    :-)
    Pensa che ogni volta che parlo con un tedesco ed esprimo la mia sincera invidia per la loro mentalità mi guardano come se fossi un alieno…pensano che noi italiano ci crediamo i migliori al mondo perchè siamo furbi

  10. Mi trovo al 99% d’accordo con quanto scritto da Nicoletti su Fabbrica.

  11. Avioncito Rambert

    Linus: Ma come ti permetti di dire una cosa del genere, tu che sicuramente vivi all’ombra del Duomo di Milano? Stai dicendo che in Germania chi sbaglia paga? E stai sottintendendo che questo la rende un posto dove fare certi discorsi è più facile?

    Precedente commento partito x sbaglio.

    In ogni caso il punto è che all’estero non sono tutti santi manco x niente…il marcio c’è dovunque (vedi tifosi olandesi or ora nella capitale o quelli del chelsea a Parigi x rimanere solo nell’ambito calcistico)…
    la differenza la fa il modo di combatterlo questo marcio…sta lì la differenza tra paesi civili e incivili…non nel numero di deliquenti

  12. Linus: Avevi qualche dubbio che alla fine ci sarebbe stata?

    passando per la pancia, come al solito

  13. Linus: Londra, Parigi, Bruxelles, Amsterdam non hanno solo una storia di integrazione più lunga della nostra: hanno anche un sistema educativo (non solo la scuola) ed un ambiente civico che insegnano in modo efficace il rispetto degli altri e della cosa pubblica, non un sistema in cui le esternazioni razziste, o magari quelle omofobe, sono stigmatizzate sulla base di mero calcolo congiunturale e dove, quando uno ruba, fa o dice cose inaccettabili, viene attaccato dagli avversari e difeso dagli amici anche contro l’evidenza per puro calcolo utilitaristico invece di pagare l’errore.

    in compenso in Belgio (e pare anche l’Inghilterra ora) le alte sfere si dilettavano con la pedofilia (con sospetti di coperture a 360 gradi) mentre da noi si dilettano solo con le mignotte.
    In ogni caso si vede che le lezioni di civiltà delle istituzioni che hai citato non arrivano nei sobborghi metropolitani nè nelle banlieu, dove la situazione di tolleranza e rispetto della cosa pubblica è un concetto molto labile.

  14. Sacchi ha certamente sbagliato, alla sua età una persona dovrebbe essere cosciente della sua posizione e del peso/risonanza delle sue parole, ma ad essere onesto comprendo il senso del suo discorso, o almeno quale volesse essere il senso da attribuirgli: sono convinto che il discorso fosse “traducibile” in questi termini:

    “Ho visto molti stranieri al Viareggio. Ne prendo atto, ma è un peccato per il nostro movimento che già da quel livello i nostri club non concedano la giusta dose di fiducia ai nostri giovani. Siamo un paese a cui manca davvero amor proprio.”

    Non mi esprimo su quanto possa essere sensato un discorso del genere (in relazione anche a quelli che sono dati giustamente mostrati da NK), non è questo il punto. Ritengo che il nodo del discorso fosse comunque questo. Sbagliato? Giusto? Chi se ne frega. Siccome non viviamo nel paese delle libere interpretazioni, mi rendo conto che Sacchi abbia pisciato fuori dal vaso, così come è chiaro che anche un dizionario possa tornargli utile in futuro. La frase: “Ci sono troppi giocatori di colore” è una frase di stampo razzista. Poi possiamo fare un processo alle intenzioni, ma è un’altra questione.

    Detto questo però a me personalmente schifa maggiormente questo tiro al bersaglio (prevedibile ad onor del vero) a cui si è recentemente aggiunto anche Raiola, seguito da un massivo “ricopriamoci di merda” da parte di un buon numero di italiani – “Noi italiani viviamo proprio in un paese del menga! All’estero non è così!”; salvo rendersi conto poi che nella metropolitana francese un gruppo di tifosi inglesi fa quello che fa, inneggiando proprio al razzismo, mentre gli olandesi che giungono a Roma smontano mezza città.

    Forse ci manca effettivamente un po’ di amor proprio, un po’ di sano spirito di appartenenza. Il che non significa essere necessariamente razzisti, ma molte delle implicazioni/considerazioni che sono emerse a seguito delle dichiarazioni di Sacchi personalmente mi pungolano nell’orgoglio e non vedo come non possa essere così. Lineker che twitta: “In Italia ci sono troppi razzisti” per me può cordialmente andare a fare in culo, per dirlo in inglese appunto, ad onor del vero si dimostra proprio lui il primo a cadere in uno stereotipo becero e privo di ogni fondamento. Sottolineo: privo di ogni fondamento. Quello che mi sento di dire è: non facciamoci del male da soli, specialmente laddove non abbiamo ragione per farlo e non guardiamo a falsi modelli comportamentali.

    Opinione personale. :)

  15. Pensiamo a stasera va!

    Speriamo che Kovacic abbia capito quanto è importante darsi una svegliata e contiamo su Icardi e sulle sue superscoregge post virus intestinale per tenere lontano i difensori!!!

  16. Avioncito Rambert: la differenza la fa il modo di combatterlo questo marcio…sta lì la differenza tra paesi civili e incivili…non nel numero di deliquenti

    La differenza sta nel modo in cui viene trattato, non solo combattuto, a qualunque livello. A cominciare dal disprezzo sociale per il furbo.

    In Germania i primi a volere la testa del tizio che ha copiato la tesi sono stati i suoi compagni di partito, perché gettava cattiva luce su di loro. Pensa un po’, essere dalla parte di un furbo è squalificante…

  17. Avioncito Rambert

    Linus: La differenza sta nel modo in cui viene trattato, non solo combattuto, a qualunque livello. A cominciare dal disprezzo sociale per il furbo.

    In Germania i primi a volere la testa del tizio che ha copiato la tesi sono stati i suoi compagni di partito, perché gettava cattiva luce su di loro. Pensa un po’, essere dalla parte di un furbo è squalificante…

    Il disprezzo sociale fa parte del modo di combattere il marcio, anzi probabilmente ne rappresenta la modalità più efficace. Se poi arriva “dagli amici” del furbetto lo è ancora di più.

  18. @linus
    ammazza Linus come te la prendi.
    Era un battutta quelli degli ambienti chic eeh. Se stavi a Ixelles magari vicino agli stagni ci saremo pure incrociati.
    Comunque come diceva giustamente Nicco solo chi è andato a vivere all’estero (specie nord Europa) sa quello che si deve sopportare in quanto italiano.
    Figuriamoci se oltra a italiani fossimo stati pure “negri”.
    Olanda, Svezia, Danimarca, Germania e altri paesi sono profondamente influenzati dagli stereotipi. Il Belgio forse di meno perchè con due (anzi tre) lingue, due culture, l’identità nazionale è molto piu’ debole.

  19. mattoinh7:
    Pensiamo a stasera va!

    Speriamo che Kovacic abbia capito quanto è importante darsi una svegliata e contiamo su Icardi e sulle sue superscoregge post virus intestinale per tenere lontano i difensori!!!

    Io gli farei vedere la partita giocata da Verratti l’altra sera contro il Chelsea. A Kovacic intendo.

  20. Sandrex: in compenso in Belgio (e pare anche l’Inghilterra ora) le alte sfere si dilettavano con la pedofilia (con sospetti di coperture a 360 gradi) mentre da noi si dilettano solo con le mignotte.

    Mi piacerebbe sapere che fine faranno quelli che si dilettano con certe cose. Perché da noi quelli che si dilettano con le mignotte, con i miliardi del MOSE, del TAV e della sanità pubblica, oltre che con le associazioni a delinquere, son quasi tutti là, con mezza Italia che li difende o se ne infischia e la stampa che fa finta che non sia successo niente.

    Se le periferie francesi hanno non sono raggiunte dal senso civico, è un problema della Francia e delle istituzioni francesi, che sono convinto che magari falliranno, ma proveranno a fare qualcosa. Da noi il rispetto dei valori civici non arriva nemmeno da Corso Rinascimento all’altra parte di piazza Navona. Sempre che da Corso Rinascimento ci esca, cosa di cui la cronaca mi fa dubitare parecchio.

  21. Linus:
    Power, grazie per il breve e sintetico trattato di integrazione soprattutto nei paesi ex-coloniali.

    Di nulla, è stato un piacere. :)

    Scherzi a parte: massimo rispetto per le tue opinioni, ma secondo me hai forzato il parallelo tra situazioni che non sono confrontabili. Le altre tue considerazioni sono anche condivisibili, ma toccano temi che, benché fondamentali (le istituzioni, il sistema educativo, la stampa), richiederebbero più tempo per essere dibattuti (e altri contesti).
    Il confronto e l’unione tra culture diverse sono diventati realtà anche da noi in tempi recenti. Continuo a sperare che ci dimostriamo meno peggio di quello che temiamo e che anche scuola e istituzioni sappiano creare il clima culturale ideale per favorire una vera integrazione. Specie in periodo storico in cui il diffondersi degli integralismi rischia di frenare questo processo.

    Le ultime erano solo battute. E’ ovvio che gli hooligans non sono il paradigma di un’intera società. Ma non lo è nemmeno Sacchi, persona che non mi risulta abbia incarichi istituzionali. E’ solo un tristissimo disco rotto che nessuno ascolta più da 10/15 anni; e che, in questa specifica circostanza, è stato utilizzato strumentalmente dalla TV di casa per svilire il nostro successo al Viareggio.
    Solo che è anche un ignorante e un presuntuoso e ha palesi carenze comunicative. E invece di usare la parola “stranieri”, se ne è uscito con quella frase allucinante, che gli ha fatto fare una meritatissima figuraccia.

  22. Paolo, quando mi ritrovo a combattere con certe repliche e contemporaneamente discuto con un cliente impossibile, succede. Scusa.

    Comunque, non ho vissuto a Bruxelles: ci sono stato ed ho un paio di amici che ci hanno vissuto per anni.

  23. @linus
    Se ri-passi fa uno squillo.

  24. ho sempre più l’impressione che si cavalchi la tigre come hanno fatto quelli di destra tipo la santanchè ergendosi a paladina del benzinaio che ha sparato ad un delinqueste e per questo adesso si trova indagato e pieno di casini invece di fare finta di niente e lasciare che la commessa venisse derubata o quant’altro.

    per cui da un chiaro caso di legittima difesa e di un atto di eroismo verrà fuori che è un razzista anche lui…

    qui è lo stesso, solo uno stupido non capirebbe che la maggior parte che scrive è di sinistra e ce l’ha con berlusconi da che è entrato in politica per cui attaccando sacchi si attacca lui come è venuto fuori dopo le prime strilla indignate per razzismo.

    per non dire chi si è allargato a mettere nel mucchio tutti gli Italiani e perchè l’hanno votato e altre menate varie sul grado di civiltà del nostro paese portando esempi degli altri sconfessati abbastanza velocemente da quel che si sta vedendo che sta accadendo a Roma e in altre città visitate da tifosi non italiani.

    adesso si è messo di mezzo anche Salvini, che ricordo è milanista oltre che di destra, per cui siamo alle solite e direi che la coda di paglia è venuta fuori del tutto.

    contro ordine compagni, non sono solo gli Italiani che si fanno conoscere all’estero per gli incivili che sono, ci sono anche gli Inglesi che ci sono sempre stati e sempre ci saranno, messi solo a cuccia da leggi che più restrittive non si poteva, mica educati, messi a cuccia che è diverso, e gli Olandesi tanto civili e bravi in casa loro e tanto incivili e maleducati in casa degli altri.

    senza dimenticare qualche accoltellamento inglese per dei posti di lavoro portati via da qualche immigrato o di case messe a fuoco con dentro immigrati di qualche anno fa in germania, la culla della civiltà, quelli che ti guardano stupiti perchè sei Italiano, mica noi che li guardiamo stupiti perchè hanno fatto nascere e crescere uno come Hitler, i tedeschi, che quando loro ancora manco sapevano di esistere eravamo già stufi di civilizzare gli altri.

  25. Sandrex scusa ma che dici?! Che cosa c”entra “molti nemici molto onore’ con “il rumore dei nemici”???? Non è che perché due cose hanno assonanza fonetica vogliono dire la stessa cosa! Ma dai…..

  26. @Corso.
    Scusa , ma la frase , ” Ci sono troppi neri ” , non da adito a nessuna interpretazione alternativa.
    E” RAZZISTA. Punto e basta.
    Che poi sia stata buttata li nel mezzo di cercare di discreditare la vittoria dei raggazzi dell’Inter non cambia un cacchio. Lo stesso se voleva difendere il settore giovanile italico. (Sputtanato dai numeri). Non cambia un cacchio.
    L’unica cosa sensata che poteva fare , era scusarsi per aver aperto bocca , senza documentarsi, e facendolo in modo volgare e sbagliato in tutti i modi.
    Se veramente voleva additare a colpevoli della situazione , fli bastava guardarsi allo specchio. Non era stato lui stesso, uno dei capoccia delle giovanili? Solo adesso si accorge di certe situazioni?
    In quanto a tutte queste difese d’ufficio da 360 gradi, non mi sorprende piu’ niente, dopo che in passato si e’ ricorso al ” Parlamento” per ufficializzare che “RUBY”( ancora alibro paga del Berlusca) era nipote di Mubarak.

  27. @Corso
    faccio outing, io non sono di sinistra. Sono stato “comunista”, forse lo sono ancora, che non ha NULLA a che vedere con la “sinistra”, o col PCI, il pd neanche so cosa sia. Ne destra ne sinistra. E, con innegabili differenze di “vita” personale, dal punto di vista ISTITUZIONALE berlusconi e renzi, per ME, uguali sono.
    Detto questo, di cui non ve ne può fregare nulla, considero le frasi di sacchi razziste, oltre che false ed idiote.
    Solo per puntualizzare, nessun PAESE è privo di delinquenti, che hanno il “diritto” di violare le regole SUBENDO, se individuati, le conseguenze. Il problema è se e come le ISTITUZIONI li combattano e, sopratutto, se e quanto le istituzioni, o le persone che le occupano, violino le loro stesse regole, in maniera ANCHE gravissima, godendo, praticamente sempre, di totale immunità. Diciamo che da noi succede “spesso”, un po’ più che da altre parti, sia a destra che a sinistra? Il resto è conseguenza.

  28. scusa Amstaf se ho generalizzato,

    personalmente non vorrei mai parlare di politica, ma se vedo che gli altri tirano dentro tutto partendo da una frase razzista non riesco a trattenermi e dico anch’io come la penso su questo paese tanto bistrattato da quelli che ci vivono e messo sempre a confronto con altri paesi che ci dovrebbero insegnare a stare al mondo.

    adesso sto guardando le partite e vorrei cambiare discorso come si era detto prima e mi chiedo perchè Higuain non lo abbiamo preso noi a suo tempo e perchè mai la Samp abbia venduto Gabbiadini e noi non ci avessimo nemmeno fatto un pensierino.

    tutto il resto non è noia ma problemi troppo grossi per poterli risolvere parlandone su un blog Interista ma come te posso dirti che nemmeno io sono di sinistra e questo mi pare sia del tutto evidente, ma nemmeno di destra come potresti essere autorizzato a pensare.

    non sono niente, da anni e anni, ma mi incazzo sempre.

  29. No, mi permetta. No, io… scusi, noi siamo in quattro. Come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribài con cofandina?

    Come antifurto, per esempio.

  30. Formazione iniziale pessima come al solito. Perché Kuz, perché Palacio, perché Santon a sinistra?

  31. Perché stavolta non parte l’hashtag #SaveKovacic?

  32. Santon a sx perché all’Inter gioca a sx perché a dx preferisce Campagnaro visto che l’alternativa è Dodo, Kuzmanovic gioca lì perché Brozovic non è in lista, Palacio gioca perché ha deciso di giocarsela con due punte di cui una di movimento accanto a Palacio.

    Mi stupisce di più il fatto che non parta dall’inizio Hernanes.

  33. tagnin:
    No, mi permetta. No, io… scusi, noi siamo in quattro. Come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribài con cofandina?

    Come antifurto, per esempio.

    tu hai poco da fare lo spiritoso che il Pd ha inanellato più figure di merda da solo che tutti gli altri partiti politici messi insieme, riuscendo nell’impresa di mettere un democristiano a governarci come quaranta anni fa, dopo avere brigato per fare fuori la Dc con la collaborazione di mani pulite.

    almeno Tognazzi con la super cazzola prendeva per il culo gli altri, voi vi siete presi per il culo da soli.

  34. A chi sbaglia di più….
    Basterebbe attenzione, mica altro.