Inter – Catania 2 – 0

Inter: 1 Handanovic; 23 Ranocchia, 25 Samuel, 40 Juan Jesus; 20 Obi (16′ st Gargano), 16 Mudingayi (26′ st Guarin), 19 Cambiasso, 4 Zanetti; 8 Palacio, 22 Milito, 99 Cassano (24′ st Alvarez)

Catania: 21 Andujar; 3 Spolli, 4 Almiron (36′ st Ricchiuti), 6 Legrottaglie, 9 Bergessio, 10 Lodi, 12 Marchese, 13 Izco (20′ st Castro), 17 Gomez, 22 Alvarez, 28 Barrientos

Mister Stramaccioni sorprende un po’ tutti al calcio d’inizio schierando il “tridente pesante” e invertendo rispetto al previsto le posizioni di Zanetti e Obi; il giovane nigeriano è schierato a destra sul Papu Gomez perchè “l’argentino tende a soffrire più i mancini non potendo rientrare sul suo piede preferito” a dimostrazione che il nostro allenatore è uno che pensa a tuti i particolari.

L’inizio partita è del Catania che si dimostra una squadra molto tecnica e abile nel possesso palla con delle ottime individualità come Bergessio, Lodi e Almiron ed è proprio sui piedi di quest’ultimo che capita la più clamorosa palla gol per gli etnei: il tiro del n. 4 rossoazzurro finisce però alto sopra la traversa.

Il 343 messo in campo dall’Inter diventa ben presto un 433 con Obi costantemente sulla linea dei difensori perchè l’unico con il passo giusto per contrastare Gomez, i 3 davanti si trovano invece quasi sempre isolati perchè il centrocampo accompagna poco ed è solo grazie a qualche lancio lungo che Cassano e Palacio riescono a farsi vedere dalle parti di Andujar.

Quando al 28 Fantantonio trova il gol di testa su assist di Cambiasso la partita cambia perchè a quel punto l’Inter si chiude meglio e non lascia più possibilità al Catania anche se nemmeno riesce più a portare pericoli alla porta avversaria.

Stramaccioni non cambia uomini all’inizio del secondo tempo ma modifica l’assetto tattico: Obi fa stabilmente il laterale destro, Zanetti si posiziona davanti al nigeriano e Palacio si allarga sulla sinistra nel ruolo di ala. Il nuovo modulo chiude al meglio tutti gli spazi mentre l’Inter prova a imbastire qualche azione in contropiede senza essere pericolosa. Sono i cambi che ridanno un po’ di spazio al Catania: Gargano, Alvarez e Guarin dentro per Obi, Cassano e Mudingayi alterano l’equilibrio difensivo che si era trovato, davanti ci sono più possibilità anche perchè i siciliani lasciano spazi alla ricerca del gol del pareggio, dietro si balla un po’ di più rischiando soprattutto sul contropiede di Gomez che viene atterrato in area da Guarin, l’arbitro e i suoi assistenti per fortuna ci graziano e non fischiano il fallo.

Dopo un paio di clamorose occasioni fallite da Ricky Alvarez, è Palacio che chiude la partita al’85° con un gran gol di sinistro su assist di Milito.

Alla fine la vittoria è meritata contro un Catania che dà sempre la sensazione di poter essere pericoloso ma che in genere è stato ben contrastato dalla nostra difesa, impressionante la capacità del Mister e della squadra di saper leggere la partita e di modificare l’assetto di volta in volta per non farci sorprendere dagli avversari.

I singoli:

HANDANOVIC: sicuro nelle uscite, sicuro in porta, sembra che di dubbi su di lui non ce ne siano più.

RANOCCHIA: bene in difesa, colpisce pure un palo nel secondo tempo.

SAMUEL: una roccia, Bergessio è spesso costretto a girare al largo per toccare il pallone.

JUAN JESUS: qualche sbavatura in più degli altri compagni di reparto e la solita esuberanza fisica.

OBI: gioca fuori ruolo e si fa trovare pronto. Grande personalità per i suoi 21 anni.

MUDINGAY: svolge una enorme mole di lavoro, sbaglia poco e ci meraviglia per alcuni precisi cambi di lato.

CAMBIASSO: si trova a meraviglia nel nuovo modulo perchè può gestire al meglio le forze. L’assist per Cassano è la ciliegina sulla torta.

ZANETTI: gioca prima a sinistra e poi a destra e fa sempre il suo dovere, sbaglia un paio di appoggi importanti nel secondo tempo

PALACIO: quando uno fa un gol del genere che gli vuoi dire?

MILITO: lavora molto per la squadra e quando arriva sotto porta è poco lucido. Aspettiamo novembre.

CASSANO: giocatore sopraffino, forse a volte esagera nel cercare la giocata di fino, ma è sempre uno spettacolo per gli occhi.

GARGANO: tanta sostanza che è quello che si vuole da lui.

ALVAREZ: sbaglia per due volte il gol che avrebbe potuto chiudere la partita, non aiuta come dovrebbe in difesa.

GUARIN: l’entrata su Gomez in area è un grave errore che rischia di compromettere la partita, in campo sembra spaesato con il nuovo modulo.

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