Inter – Cagliari 2-1

Inter: 1 Julio Cesar; 42 Jonathan (42′ st Faraoni), 23 Ranocchia, 25 Samuel, 4 Zanetti; 5 Stankovic, 8 Thiago Motta, 19 Cambiasso; 29 Coutinho (23′ st Obi); 28 Zarate (1′ st Alvarez), 7 Pazzini.

Cagliari: 1 Agazzi; 14 Pisano, 21 Canini, 3 Ariaudo, 31 Agostini; 8 Biondini (35′ st Rui Sampaio), 5 Conti, 4 Nainggolan; 20 Ekdal (17′ st Ibarbo); 19 Thiago Ribeiro, 18 Nené (14′ st Larrivey).

Ranieri chiede ai senatori di cantare e portare la croce e inizia la partita con il solito 4-3-1-2 in cui Jonathan, Ranocchia, Zanetti e Coutinho sostituiscono gli infortunati Maicon, Lucio, Chivu e Sneijder.
Il primo tempo si gioca a una porta sola, Ballardini scegli un atteggiamento molto prudente cercando di mettere in difficoltà la difesa dell’Inter in contropiede, Ranocchia e Samuel sono però insuperabili per Thiago Ribeiro e Nenè.
L’Inter prova ad allargare il gioco con Jonathan sulla destra, bravo ma un po’ timido, e Zanetti e Zarate sulla sinistra, capaci spesso di saltare il diretto avversario ma costretti sempre a rientrare per crossare come un Santon qualsiasi.
In mezzo Coutinho si mette in mostra giocando sempre di prima a una velocità che i compagni di reparto (soprattutto Zarate, bravo nel dribbling ma poi inconcludente) non conoscono.
Le occasioni più clamorose capitano a Pazzini e  Zarate, il primo mette alla prova l’intesa Agazzi-traversa con un bolide dal limite dell’area,  il secondo su punizione mira all’incrocio ma anche stavolta Agazzi-traversa sono ben piazzati.

 

All’inizio della ripresa Ranieri indovina il cambio, toglie l’evanescente Zarate e schiera un 4-2-3-1 con Coutinho, Cambiasso e Alvarez alle spalle di Pazzini.
L’Inter prende il controllo delle fasce e riesce a sbloccare la partita: Coutinho guadagna una punizione sulla sinistra, Alvarez batte a rientrare, Pazzini allunga la traiettoria per Motta (in fuorigioco) che infila il portiere sardo.
Passati in vantaggio sembriamo un fiume in piena pronto a tracimare, Coutinho prima prende la mira mandando a lato di pochissimo di destro, poi su un contropiede di Alvarez, realizza il primo gol stagionale con un bellissimo tiro sul primo palo.
Ranieri toglie il piccolo brasiliano e inserisce Obi ma lascia invariato lo schieramento in campo, il nigeriano nella posizione sbagliata non entra in partita, se prima la difesa cagliaritana doveva preoccuparsi di tutte e due le fasce adesso deve controllare il solo Alvarez, gli uomini di Ballardini iniziano in questo modo a guadagnare campo e a creare qualche grattacapo alla coppia Ranocchia-Samuel fino al gol che arriva all’89 su cross di Nainggolan deviato da Larrivey, troppo tardi comunque per riaprire una partita dominata dai neroazzurri.

Thiago Motta quest’anno ha disputato 4 partite da titolare: Lille, Chievo, Lille e Cagliari per un totale di 4 vittorie, restano davvero pochi dubbi sulla sua importanza nel gioco di questa squadra che sembra aver finalmente imboccato la strada giusta.
La buona prestazione di questa sera non dipende solo dalla presenza del regista italo-brasiliano, anche altri fattori hanno contribuito alla vittoria.

FORMA FISICA: sarà colpa di gasperini o della sciagurata idea di giocare ai primi di agosto la supercoppa italiano, ma solo adesso si vede una squadra tonica, capace di pressare e di recuperare velocemente la posizione giusta, Ricky Alvarez stasera sembrava il lontano parente del giocatore visto nelle prime uscite stagionali, Cambiasso e Zanetti stasera sembravano due coetanei di 31 anni.

SANGUE FRESCO: Ranocchia, Jonathan, Coutinho e nel secondo tempo Alvarez, altre volte Obi e Zarate, il rinnovamente va gestito con saggezza, i nuovi arrivati vanno inseriti gradualmente e fatti giocare nei loro ruoli più congeniali, Ranieri li sta dosando bene e loro lo stanno ricambiando con prestazioni che sembravano impossibili fino a qualche settimana fa.

FORTUNA: il problema di Sneijder all’ultima punizione del riscaldamento “costringe” Ranieri a mettere Coutinho in campo e a richiamare Alvarez dalla tribuna, proprio i 2 giocatori che con le loro giocate hanno deciso la partita.

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