“Un talento spettacolare”

Appena finito di ammirare la punizione gioiello con la quale Wesley Sneijder da Utrecht ha spezzato le resistenze della Sampdoria, saliamo in macchina per un viaggio abbastanza breve: solo 60 chilometri separano Utrecht da Schiedam. Perchè proprio Schiedam, comune di neanche 80mila abitanti gemellato con Udine, è la meta del nostro viaggio? Perchè a Schiedam il 27 settembre 1992 nasceva Luc Castaignos.

14 anni vissuti da bambino a rincorrere un pallone, ma Castaignos è troppo bravo, è nato in Olanda e vive a 10 minuti da Rotterdam: non poteva in nessun modo nascondersi agli occhi degli osservatori oranje. E così arrivano le giovanili del Feyenoord, nel 2007: basta un anno e, pochi giorni prima del sedicesimo compleanno, arriva la chiamata della Nazionale Under-17. Esordio in amichevole contro la Spagna e conseguente convocazione per gli Europei di categoria, dove Castaignos può mettere in luce tutto il suo talento trascinando l’Olanda fino alla finale (persa), vincendo il titolo di capocannoniere del torneo e affermandosi come la stella più luminosa della competizione.

Chiude l’esperienza in U-17 con 13 gol in 17 partite e apre con le stesse prospettive quella in U-19 (per ora 9 gol in 14 partite), ma nel frattempo arriva anche il momento del calcio dei grandi. L’esordio ufficiale è servito pochissimi giorni prima del diciassettesimo compleanno in Coppa d’Olanda, e cinque mesi dopo subentra a Jon Dahl Tomasson contro il Groningen per il suo debutto in Eredivisie. Solo 4 presenze e zero gol nella sua prima stagione “part-time” tra i professionisti, ma l’anno successivo -e siamo ai giorni nostri- Castaignos diventa a tutti gli effetti un elemento della prima squadra: 9 gol in 19 partite fino ad ora, ma nell’ultima occasione con la sua maglia prima di firmare con l’Inter il contratto che lo porterà a giugno prossimo a Milano (3 milioni al Feyenoord) ha salutato “moralmente” i suoi tifosi così:

Nonostante sia un colosso di statura (187 cm) e potenza, Castaignos fa della tecnica la sua arma migliore: veloce in campo aperto e rapido nello stretto, capace di andare via in dribbling sia di potenza che di tecnica. Dicevano di lui: “vede poco la porta”, ma i numeri sono lì a dimostrare il contrario. Nel corso degli anni si sono ovviamente sprecati i paragoni, da Van Nistelrooy a Van Hooijdonk passando per l’immancabile Van Basten e stabilizzandosi, ultimamente, sul nome di Titì Henry: come fisico e movenze Castaignos ricorda sicuramente il francese, anche se più di lui preferisce giocare sull’esterno piuttosto che al centro, evidenziando una certa somiglianza tattica con quello che lui stesso definisce il suo punto di riferimento: Samuel Eto’o.

I paragoni, i numeri e le analisi a 19 anni lasciano comunque il tempo che trovano (basti pensare che Arnautovic in Olanda aveva impressionato quanto lui, seppure con numeri meno importanti): quello che resta, quello che è certo, è una operazione di mercato che guarda al futuro, che sicuramente non sarà in perdita nè nel breve nè nel lungo periodo e che allo stesso tempo rafforza l’immagine della società in campo internazionale, dove fa la voce grossa assicurandosi i servizi di uno dei migliori prospetti del calcio europeo, inseguito da mezzo continente (isole comprese, con lo United tagliato fuori a Natale e l’Arsenal che ha provato ad inserirsi a giochi fatti).

Lasciamo alle sue parole la chiusura della presentazione, con alcune dichiarazioni che Luc Castaignos ha rilasciato in questa due giorni milanese:

L’INIZIO – “Mi sono innamorato del calcio con Ronaldo. Lo vidi in tv e pensai al calcio e non al basket, come papà.
L’IDOLO – “Lunedì scorso, mettendo piede per la prima volta nella sede dell’Inter, ad attendermi c’era Wesley Sneijder. L’idolo di tutti i giovani olandesi. Era lì per me. Pazzesco, non potevo crederci. Si è congratulato per il mio arrivo e mi ha dato appuntamento a presto. Roba da sogno. Non vedo l’ora di arrivare qui a fine stagione.
PUNTI DI RIFERIMENTO – “Somiglio a Eto’o. E’ il migliore. Mi piace vedere la porta e spostarmi sugli esterni, come lui. Ma Samuel sa fare tutto ovunque, io no.
CARATTERISTICHE – “Sono veloce e mi piace fare gol e assist. Gioco anche per la squadra. Punto debole: sono ancora molto giovane.
PERCHE’ L’INTER – “Ho scelto l’Inter perchè ha vinto tutto, per me è il club più grande, ha vinto la Champions League, ha vinto tutto anche in Italia. Non sapevo neanche che mi volesse anche l’Arsenal: l’Inter per me era la prima scelta. Perché questa è una grande società. Credo che questo sia il sogno di qualunque ragazzo della mia età: è la squadra più forte al mondo, è stata la prima a volermi a 17 anni. E poi perché vincerà sempre.
VAN BASTEN – “Era un grande giocatore, ma credo che non giocasse nella squadra di Milano giusta, non indossava i colori giusti.

About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.