Si scrive la storia per continuare ad aggiornarla

Io non ho mai pensato che il raggiungimento di un record fosse qualcosa da festeggiare e celebrare più di tanto. Credo che i record sia importante e gratificante batterli, non eguagliarli. In fondo cosa significa eguagliare un record? Significa rifare ciò che qualcuno in passato ha già fatto, significa arrivare dove qualcuno in passato è già arrivato. Significa arrivare tardi, arrivare secondi.

E Javier Zanetti non è uno abituato ad arrivare secondo.

E’ per questo che penso che la partita di stasera, seppure meno celebrata, sia più importante di quella di sabato scorso. Stasera fanno 520. Record assoluto, primo indiscusso. Questa è una cifra da Zanetti.

520 presenze in Serie A, 520 presenze con la maglia dell’Inter. Mai nessuno come lui. Un mito, Javier.

Un breve riassunto della sua storia in nerazzurro l’abbiamo già fatto nel recente passato, in occasione di un’altra data da celebrare prima dell’ennesimo trionfo. E come allora pensiamo che non sia ancora giunto il tempo fare riassunti e tirare somme: è ancora il tempo di scendere in campo, di giocare, di vincere. Le 758 presenze assolute con l’Inter di Bergomi restano nel mirino (stasera si prende il cap numero 726), ma soprattutto nel mirino -prima ancora dei record personali- restano le vittorie e i successi con la sua Inter. Con la nostra Inter.

Diventa il giocatore con più partite in 103 anni di storia, Javier, subito dopo aver vinto tutto quello che era possibile vincere. E non si ferma neanche per festeggiare, in una perfetta sintesi della sua carriera: si ritrova calato in una rincorsa esaltante e imprevedibile che stasera, contro il Cesena rimette al suo posto la prima delle due caselline di ritardo rispetto al resto del gruppo.

Nove punti e due partite da recuperare, quattro punti mangiati negli ultimi dieci giorni, quinta partita in nemmeno due settimane: vincere con il Cesena per portarsi a -6 e far capire a chi sta davanti che non è ancora il momento di festeggiare. Vincere con il Cesena, soprattutto, per recuperare i primi 3 punti di ritardo e riprendersi almeno quel quarto posto che fino a poche settimane fa era visto da molti come unico obiettivo possibile, e ora sembra invece un meraviglioso trampolino di lancio.

Ci crede l’Inter e ci crede Zanetti. Campione del Mondo la squadra, recordman di presenze il Capitano: ma nessuno dei due si sente arrivato. Le 520 presenze sono solo un passo verso la scrittura di un nuovo record, il Mondiale per Club è solo il giro di boa di un percorso che non vuole finire. Inarrestabili, infaticabili: questa Inter come il suo Capitano non si vuole mai fermare.

Battere il Cesena per continuare l’opera di ristrutturazione dell’ordine naturale delle cose.

Crederci è un obbligo. Portaci con te, Capitano.

PS: non poteva esserci occasione migliore di questa per celebrare il ritorno di un altro grande cuore nerazzurro. Bentornato, Cholo!

About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.