Inter-Cagliari, falsa partenza

mourinhoC’è poco da dire: abbiamo portato via un punto da casa nostra in una partita molto strana, che ha cambiato bussola e orientamento proprio quando sembrava che stessimo per farla nostra.

L’Inter di ieri ha mostrato quali sono i suoi limiti attuali: senza Stankovic e Maicon si perde in dinamismo, nonostante l’ottimo Zanetti del finale del primo tempo. Ma c’è stata poca aggressività nel mezzo, con Muntari che ha subito un colpo o avvertito un dolore ed è sembrato svuotarsi improvvisamente, mancando una marea di passaggi e arrivando sempre un secondo dopo. Cambiasso è stato preso nel mezzo della morsa Conti – Cossu, non riuscendo a svolgere bene il suo classico lavoro di raccordo.

Il Cagliari è squadra che gioca bene, lo sapevamo tutti e per questo non mi sento di gettare addosso la croce ai nostri giocatori, può capitare. Acquafresca ha dimostrato di essere un attaccante vero, ma se non approfittava dell’unico errore stagionale di Walter Samuel probabilmente si commentava una vittoria.

Nemmeno sbagliate sono sembrate le scelte di Mourinho, almeno quelle iniziali e la sostituzione di Cordoba con Quaresma nell’intervallo: fino al gol del vantaggio rossoblù l’Inter aveva conquistato campo, allargando la manovra e mettendo in seria difficoltà i sardi. Ma è girato tutto male. Tuttalpiù è discutibile la scelta molto rischiosa di buttare nella mischia Crespo e Mancini, sguarnendo la difesa a venti minuti dalla fine. Io ho sempre saputo che un risultato va tenuto aperto, e ieri il Cagliari ci ha graziato, non chiudendo la partita come meritava.

Però Mourinho è fatto così, è una specie di segnale che manda alla squadra e alla fine ci stava pure per scappare la vittoria, sebbene non meritata. Onore al Cagliari dunque. Venivamo da 8 vittorie di file: essendo scontata la vittoria della Juventus contro i nipotini del Siena, c’è poco da dire. Bisogna immediatamente riprendere la marcia.

Note positive: Crespo, Zanetti e Julio Cesar. Il portiere era apparso sotto tono nelle ultime uscite, ma ieri ha restituito sicurezza al reparto, chiudendo la porta in faccia agli scatenati attaccanti di Allegri. Crespo ha dato la svolta alla manovra di attacco, nella ripresa, procurando il gol di Ibrahimovic e provando a farsi largo nei cross troppo spesso sballati. Il Capitano è stato l’anima dell’Inter nel primo tempo, mentre nella ripresa ha tenuto su un reparto che aveva nel rientrante Chivu il perno principale. Bene, come sempre, Cordoba e Samuel.

In ripresa
: Quaresma e Figo. Figo nella prima negativa mezzora del primo tempo, caratterizzata da un gioco sterile e inconcludente, era l’unico che metteva palla a terra e provava a dialogare, quasi sempre con Zanetti. Quaresma ha si sbagliato qualche cross, ma ha sempre saltato l’uomo e procurato punizioni. Chissà che un impiego maggiore non ce lo restituisca totalmente. Discreta pure la prova di Chivu, almeno quando gioca difensore e non sperduto in mezzo nella terra di Nessuno.

Male
: Muntari, Cruz, Cambiasso, Maxwell. L’esterno brasiliano, complice l’assenza di Maicon, avrebbe dovuto alzarsi e proporre un gioco offensivo, che si è visto in una sola occasione, nella ripresa, su imbeccata di Figo. Cruz è apparso lento, impreciso, impacciato. Ha gettato alle ortiche un contropiede due contro due, ha fatto tacchi insensati, è sempre caduto in terra quando serviva buttare la palla dentro, come nel secondo tempo, sull’azione di Maxwell. Di Muntari e Cambiasso abbiamo già detto sopra.

Nel complesso una prova opaca, poca concentrazione, da archiviare immediatamente.

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