
ANCORA NOI – Più passa il tempo e più l’aggettivo “incredibile” risulta inadeguato per l’Inter, tanto che la partita di Cesena potrebbe quasi essere archiviata come ordinaria amministrazione. Al di là delle incredibili motivazioni di questo gruppo che -contro il Cesena come contro la Lazio- sembrano sempre più essere l’unico motivo grazie al quale questa stagione si tiene a galla, la giornata di campionato inaugurata dalla doppietta di Pazzini ha dato comunque i primi verdetti. Grazie alla sconfitta dell’Udinese, precipitata a 10 punti, l’Inter ha infatti ottenuto matematicamente la qualificazione alla Champions League del prossimo anno. Manca un solo punto per avere la certezza di evitare i preliminari, ma ormai sembra più una formalità che altro. L’Inter parteciperà dunque alla Champions League per il decimo anno di fila (unica italiana nella storia) e vi parteciperà quasi certamente da testa di serie: solo la contemporanea qualificazione di Liverpool e Bayern Monaco unita alla vittoria dell’Europa League da parte del Porto, infatti, farebbe scivolare l’Inter in seconda fascia insieme al Milan. In realtà, mentre il Bayern Monaco sembra vicino alla qualificazione e il Porto di Villas Boas è ovviamente favorito per la conquista dell’Europa League, solo un miracolo potrebbe impedire al City di Roberto Mancini di conquistare in quattro partite i due punti necessari ad estromettere il Liverpool dalla massima competizione europea. Ricomincerà dalla Champions quindi l’Inter, ma questa è l’unica certezza sul futuro. Il prossimo passo sarà decidere il nome dell’allenatore, e l’eliminazione del Real Madrid di martedì sera ha dato il via alle danze: entro un mese, speriamo, sarà tutto definito.

Quella stessa carità cristiana, però, che non ci impedisce di evidenziare come a Milanello il virus della grandeur si stia pericolosamente diffondendo a macchia d’olio, al punto che già fanno ridere i discorsi che si fanno sulla distanza tra Milan e Barcellona. Barcellona, capito? Per fortuna comunque il virus non ha superato i confini, e nel resto d’Europa sanno ancora come etichettare questi soggetti. Ridicoli.
