Oggi giochiamo contro il Benevento di Inzaghi, attualmente undicesimo in classifica con 22 punti. Sono una squadra che pratica un calcio discreto e che sa adattarsi a chi ha di fronte, modulando il proprio atteggiamento. Recentemente hanno avuto qualche alto e basso, ma non sono mai finiti in paludosi filotti, come il Cagliari, per intenderci. All’andata ci affrontarono con un coraggioso 433, ma è abbastanza probabile che domani scenderanno in campo mettendosi a specchio, con un prudente 352 che cercherà di colpirci in ripartenza con Caprari e Lapadula.

Ad onore del vero c’è anche chi ipotizza un 4321/433, ma francamente non ci credo. Il Benevento sceglierà Viola in cabina di regia, che sarà fondamentale andare a prendere con i tempi giusti in fase di non possesso o si rischia di lasciare troppo palleggio ai campani, spalleggiatto da due giocatori di quantità e forza fisica: Hetemaj e Ionita. E’ una partita che sulla carta sembra chiara e limpida, ma che potrebbe nascondere molte insidie se – come di consueto – ci incarteremo senza concretizzare le palle gol che ci capiteranno sotto mano.
Il Benevento comunque è una squadra interessante, costruita in modo razionale. Probabilmente gli manca una punta di maggiore spessore rispetto a Lapadula, ma disponde di un undici assemblato con criterio. Non ha dei giocatori enormi in senso assoluto, come può avere ad esempio il Torino con Belotti, ma è strutturata decisamente con maggiore criterio e con giocatori funzionali e complementari. Non credo, salvo infortuni di massa, avrà nessun problema a salvarsi e gli 8 pti di vantaggio dalla zona retrocessione sono più che meritati.
Il focus però deve essere inevitabilmente su noi stessi. I mezzi per fare bene ci sono, ma da adesso in poi i margini di errore sono ancora più ristretti. Abbiamo perso troppi punti durante il girone di andata in modo “caritatevole”, adesso non possiamo più permettercelo: cinismo, cattiveria e passo deciso sono gli ingrediente che ci dobbiamo portare dietro per tutto il girone di ritorno.
“Inizia il girone di ritorno, pesano i punti per tutti: per chi si deve salvare, per chi gioca per la Champions, per chi gioca per lo Scudetto. Ci sarà più attenzione da parte di tutti”
Antonio ConteLe aree dove possiamo fare la differenza stasera le conosciamo, ma è improbabile che potremo godere felicemente di 1vs1 che possano esaltare i nostri giocatori di punta come Hakimi e gli attaccanti. Quello che farà la differenza sarà l’intensità. Sembra scontato e ce lo diciamo sempre, ma davvero c’è poco da inventare: sappiamo come giochiamo noi e in larga parte sappiamo come giocheranno i nostri avversari. In questo genere di partita la nostra arma più efficace è quella: l’impatto.
Non è il fraseggio, non è la fantasia, la rapidità, la qualità nello stretto, ma l’urto di una squadra che con intensità e concentrazione mette con la testa sotto l’acqua l’avversario per larghi tratti della partita. Raramente vedremo un bel calcio, ma se dovessimo ritrovare un po’ di cinismo in zona gol potremmo comunque raccogliere quello che ci spetta. Se penso a quello che ci attende immagino una marcia, pesante, potente, che possa schiacciare quello che ci si pone di fronte.

Di qui in avanti non potremo – purtroppo – più giocare contro Real Madrid, Barcellona e compagnia. Le nostre avversarie le conosciamo e le abbiamo affrontate tutte almeno una volta. Possiamo dirlo in modo tranquillo: magari non saremo i migliori, ma nessuno è migliore di noi.
L'Inter ha i mezzi per poter vincere ogni partita da qui a fine stagione. Una alla volta. Lo ha dimostrato. twittaloA ritmo costante e a prescindere dall’avversario. Il nostro modo di attaccare le squadre chiuse è chiaro e non penso cambierà. Se si vuol superare un recinto di ferro lo si può scardinare con ingegno, scavalcare, magari con una punizione, oppure buttare giù: noi siamo gli ultimi, ci schianteremo da qui in avanti contro le difese delle altre squadre e proveremo a buttarle giù, come un’onda che si abbatte contro gli scogli. Una dopo l’altra.
Certo, questo non signica che non abbiamo anche altre armi a disposizione, magari a gara in corso. Come dimostrato in Coppa Italia ci sono anche possibili variazioni: Eriksen ha dimostrato di avere quelle qualità che possono sbloccare una partita chiusa e anche Sensi – ricordandolo da vivo – avrebbe quello spunto creativo che tanto potrebbe aiutare.

Ci sarebbe ad oggi anche Sanchéz e penso proprio che lo avremo in rosa per tutta la stagione: sulla trattativa di cui si è parlato tanto nelle ultime ore non mi esprimo e dubito fortemente che andrà in porto. Queste sono armi in più, ma sono convinto che siano passati i tempi per credere nel cambiamento e nell’inserimento di nuove soluzioni: l’Inter è una squadra solida, la sua identità è questa e in questo modo può costruirsi la sua strada per vincere il campionato. Idee chiare, passo pesante e continuo. L’obiettivo è lontano, ma conosciamo la strada.
Anche Conte è stato molto chiaro: gli uomini che abbiamo adesso in rosa sono quelli che avremo fino a fine anno. Ritrovare la continuità di risultati è quello che ci occorre da adesso in avanti per fare davvero paura e l’unico metodo esistente per farlo è pensare ad una gara per volta. E’ giunto il momento di cominciare la nostra marcia!

