Sorrido, inizio a ridere, sospiro, quasi mi commuovo. Capisco benissimo cosa c’è sotto. Quando eravamo re. Storia di Coppa e di Campioni, di bollenti notti spagnole, del principe del Bernal e di un’Inter che saliva sul tetto del mondo. No, non se lo sono dimenticato, non gli è passata. A giudicare dall’espressione ebete che ho in faccia, nemmeno io.

Un saluto amici bavaresi, sperando di poterci far odiare tra non troppo per quello stesso motivo.
La realtà presente
Poi un missile mi riporta sulla terra – questione di istanti – perché al 72’ Eric Maxime Choupo-Moting lascia improvvisamente partire dalla trequarti un terra-aria che si insacca nel sette alle spalle di Onana. È il 2-0, il gol che chiude una partita che il Bayern aveva già in controllo da tempo e che in realtà l’Inter non ha provato nemmeno troppo a ribaltare. Che non si fraintenda, l’approccio è stato serio forse per i nostri avversari ancora più che per noi. Da una parte è motivo di vanto, perché se Nagelsmann ti schiera dall’inizio tanti titolari e poi butta dentro Davies, Gnabry e Musiala significa che questa partita la reputa vera e importante; dall’altra non va del tutto bene, perché bisognerebbe sempre giocare alla morte e per vincere. Poco male in realtà, è un appunto più teorico che altro perché alla prova dei fatti domenica sera ci aspetterà la solita battaglia del Derby d’Italia, per cui anima e cuore dovranno essere al top e ieri sera era necessario gestirsi.
Il Bayern Monaco è uno squadrone. Probabilmente un filo sotto a Real, City e PSG, però senza uguali per fisicità e intensità. È sempre cortissima, pressa allo sfinimento, non rallenta mai e non si distrae mai. Ha tecnica, creatività, forza, velocità, intelligenza… Tutto. Ieri in realtà non ha creato tantissimo – anzi – e facendo il conto delle occasioni ne abbiamo avute più noi, però è una squadra davvero dominante, sia in fase di possesso che di pressing. Alcuni giocatori sono fuori dal mondo, a partire da Sadio Mané.

Chiedete a Liverpool quanto era forte, anche perché forse lo capiscono solo adesso che se ne è andato. Una forza della natura, un trattore. Di quei giocatori che ti sembrano imprecisi, svogliati, ma che in realtà devastano gli avversari con la loro fisicità, il pressing asfissiante, il movimento e la mole di gioco prodotta. Sbaglia uno o due gol a partita? Vero. Ogni tanto sbaglia una scelta? Verissimo. Ma quanta roba fa? Decide le partite, magari in modo non sempre appariscente ma lo fa. Poi Joshua Kimmich, giocatore che per un motivo o per un altro non finisce mai nei discorsi sui top mondiali ma è di un’intelligenza tattica e di una pulizia tecnica inversamente proporzionali alla simpatia. Sempre in movimento, sempre al posto giusto, sempre la scelta giusta. Uno scienziato del gioco che può infatti fare qualsiasi ruolo. Una menzione speciale la vorrei fare per i due marcatori che sono giocatori sempre sottovalutati ma di grande valore – e infatti sono decisivi nelle squadre più forti del mondo. Non ci credete? Guardate il momento di massima difficoltà della Francia allo scorso mondiale, secondo tempo degli ottavi di finale, sotto 2-1 con l’Argentina. Per raccontare il camerunense prendo invece i quarti di finale della Champions League 2020, quando giocava nel PSG contro l’Atalanta. La sua squadra è in svantaggio, lui entra nel finale, fa il cross da cui nasce il pareggio e poi segna il gol decisivo in pieno recupero. Neymar e Mbappé non sono mai più andati così vicini a vincere la coppa dalle grandi orecchie.
Veniamo a noi
Samir Handanovic; Danilo D’Ambrosio, Milan Skriniar, Alessandro Bastoni; Denzel Dumfries, Hakan Calhanoglu, Marcelo Brozovic, Henrikh Mkhitaryan, Federico Dimarco; Romelu Lukaku, Edin Dzeko.
Faccio questo elenco dei giocatori non schierati dall’inizio per far risaltare la quantità di turnover che abbiamo fatto ieri. Infatti confesso di aver temuto fino all’80’ una goleada, cosa che mi sarebbe spiaciuta alquanto. Non è arrivata, per demeriti degli avversari ma anche per meriti nostri.
L’approccio mi ha sorpreso in positivo, la prima mezzora è stata superlativa. Avremmo ampiamente meritato il vantaggio per una paratona di Ullrich, una clamorosa occasione mancata in compartecipazione Gosens – Lautaro e un rigore che sembrava da dare.
Sulla cannonata di Barella (credo che tutti, allo stadio e sul divano, siano rimasti impressionati dai due tiri straordinari uno dopo l’altro in 30 secondi) Manè fa una parata in bager. Probabilmente è vero, come sostenuto dall’arbitro e da Trevisani, che sarebbe stato colpito in pieno volto, però questo non giustifica la parata: la distanza non era ravvicinata e avrebbe potuto spostarsi, abbassarsi, girarsi o financo metterci la fronte e sacrificarsi. Il gesto fatto è puramente istintivo e comprensibilissimo, ma quello a mio parere dovrebbe essere rigore. Sottolineo la soggettività perché è una situazione al limite estremo e non penso sia uno scandalo la scelta fatta dall’arbitro Kruzliak. Sbagliato piuttosto è stato il suo atteggiamento, troppo casalingo nel primo tempo e culminato con un clamoroso mancato intervento in occasione del fallo di Mazraoui su De Vrij: il terzino marocchino travolge il centrale olandese tanto forte da farsi male pure lui stesso, ma non viene assegnato né il fallo né il rinvio dal fondo e dal corner successivo arriva il gol che decide la partita. In questo parte della colpa spetta anche al vero protagonista del primo tempo: le scivolate.
Pattinaggio calcistico
Non ho mai visto prima di ieri sera una quantità tanto smisurata di perdite di equilibrio e appoggi mancati in una partita di calcio. A un certo punto sembrava la pista del ghiaccio in centro al sabato pomeriggio sotto Natale: una massa di gente incapace sui pattini che cerca di muoversi facendosi meno male possibile. Spettacolo paradossale, ha completamente falsato l’incontro. Nei due episodi chiave, per esempio, Lautaro scivola e perde Pavard, così come prima era scivolato Gosens mettendo con meno precisione la palla per lo stesso argentino. Magari fosse successo solo a loro e solo in quelle circostanze: tantissime giocate ed azioni sono state annullate da scivolate completamente inspiegabili. Sembrava un videogioco difettoso. L’unica spiegazione possibile è che il terreno dell’Allianz Arena fosse stato bagnato in maniera particolare e che i nostri abbiano sbagliato completamente tacchetti. Choupo-Moting per dire aveva i cari vecchi “sei” a punta metallica, suola demodé ma estremamente efficace. Nel secondo tempo i nostri si sono adeguati ma ormai la partita era andata e questo è un errore veramente stupido che ha compromesso la prestazione e il risultato. Sarei davvero curioso di capire come sia potuto succedere ma, siccome la sconfitta non ha compromesso nulla, allego un video divertente di gente che cade più o meno senza motivo.
Nel secondo tempo il Bayern è stato in completo controllo e ha messo in campo altri fenomeni che non hanno particolarmente inciso. Tra tutti forse Jamal Musiala è quello che ha rubato di più l’occhio con alcune serpentine sulla trequarti. Giocatore interessante, sembra avere grande potenziale. Però come detto i bavaresi non hanno creato granché, mentre l’Inter di occasioni ne ha avute. Sull’1-0 un’azione verticale ha liberato in area a tu per tu con il portiere Gagliardini e Correa ma il tiro del primo è stato tanto debole da far apparire poco significativa l’occasione, sul 2-0 invece Dzeko ha prima alzato un colpo di testa a botta sicura su punizione dalla trequarti e poi costretto Ullrich al secondo intervento fenomenale della sua serata.
Nel complesso quindi una buona Inter, che nel terzo centrale ha perso distanze e lucidità ma per i primi e gli ultimi 30 minuti ha giocato alla pari.
I singoli
Partiamo da Correa, ormai spregevole. Ieri già dopo un minuto è andato molle su un pallone che si sarebbe potuto facilmente conquistare e avrebbe significato gol certo. Le sue partite sono una sfilza di leziosismi, disattenzioni, giochetti, finte, velleità, scelte sbagliate, atteggiamenti sbagliati, movimenti sbagliati. Non rende onore alla maglia e ai suoi compagni, è davvero il caso di fare qualcosa perché non è scarso ma svogliato e arrogante.
Nota negativa ma molto più giustificata è Asllani. Al primo pallone fa una giocata strana, in realtà bellissima ma tanto geniale da non venire ricevuta: con i bavaresi che partono in pressing a mille, serve con un filtrante diagonale Bellanova tagliando di fatto fuori 4 avversari. Saremmo già stati in campo aperto, ma l’esterno non se lo aspetta e la palla si perde in fallo laterale. Tecnicamente insomma ha un talento evidente e innegabile, nei passaggi e palla al piede è sempre molto bravo. D’altra parte sembra acerbo dal punto di vista atletico e fisico: è lento e non ha la solidità necessaria nei contrasti, spesso non ci arriva e si trova tagliato fuori. Quando c’è da correre e contrastare ad oggi è un giocatore molto limitato, ma è del tutto comprensibile e avrà tutto il tempo per imparare.
Poi solo note positive, in primis Onana che per una volta è stato seriamente sollecitato. Mi ha colpito la sua bravura nel piazzamento e nella posizione precedente al tuffo: è stato sempre nel posto giusto e basso sulle gambe, motivo per cui ha fatto sembrare facili molte parate che con Handanovic sarebbero invece state assai più appariscenti. Quindi mi sento di dire che non ha dovuto fare grandi parate ma che al tempo stesso è un suo merito averle fatte apparire più facili di quanto potevano essere. Buonissima prestazione, considerato anche un ottimo gioco con i piedi (si prende alcuni rischi superflui però).
Bellanova è un giocatore i cui pregi sono evidenti tanto quanto i difetti: è grezzo tecnicamente e spesso sbaglia cross o controlli.

Al tempo stesso però è un treno, inarrestabile e attento anche in fase difensiva. Nel secondo tempo ha retto Davies e anzi lo ha anche recuperato in velocità un paio di volte. Una cosa che potrebbero fare lui e pochissimi altri al mondo. Anche in fase offensiva, quando servito sulla corsa, è andato via sempre e comunque. Ha insomma molto potenziale e merita di giocare per raffinarsi. Purtroppo nell’Inter è chiuso da Dumfries, ma il ragazzo merita e se giocherà si farà.
Per il resto ottima partita del solito infallibile Matteo Darmian e bene anche Stefan De Vrij. Senza infamia e senza lode Gosens, in gestione Barella e Lautaro, affannato Acerbi dai ritmi infernali.
E un altro girone è andato
Si spengono così i riflettori sul girone della morte della Champions League 2022/2023 e – tu guarda – l’Inter è ancora viva. Qualificata insieme al Bayern. Che dire, è stata un’impresa bellissima e il doppio confronto con il Barcellona ce lo ricorderemo a lungo. Nel cuore gli highlights saranno tantissimi e la testa sul cuscino ne avrà di strada da fare. Domani uscirà un recap a più mani di quanto visto in queste sei partite, intanto mi permetto di fare i complimenti a tutti – società, Inzaghi e giocatori – per un bellissimo risultato.
Quando la musichetta tornerà sarà un altro anno, sarà febbraio e chissà chi avremo di fronte. Di sicuro una grande squadra, di sicuro il nostro stadio. In tasca tanti sogni, nel petto tanto coraggio. E chissà, magari nell’undici… twittaloThe Champioooooooooons


Ho appena visto la rube.
Corrono come i dannati, hanno ragazzi interessanti (Miretti, Fagioli) e soprattutto hanno recuperato un altro formidabile simulatore, Chiesa: domenica prevedo gara di tuffi tra lui e Cuadrado, ovviamente usando la nostra area come piscina.
Il Psg purtroppo non potremo prenderlo, visto che è riuscito nell’impresa di farsi superare dal Benfica per differenza reti: peccato, perché raramente ho visto tanti talenti sprecati tutti insieme, a cominciare da Hakimi.
E poi c’è chi sostiene che gli allenatori, a certi livelli, non fanno la differenza.
Per assurdo i gobbi potrebbero beneficiare della fortuna di essere costretti a schierare ragazzi al posto dei Parades o Pogba di turno pagati a peso d’oro.
Senza tutti gli infortuni ovviamente acciuga non li avrebbe usati seguendo il caro adagio italico per cui “i ragazzi li bruci”.
Peccato che il gioco del calcio faccia finire le carriere al più tardi sui 34/35 anni, non 65, per cui a 22 anni avresti già usato 4 anni (su 16) di carriera
Eccome se la fanno, per questo non credo alle autogestioni in generale.
PS ultimamente avevo visto giocare i ladri veramente dimmerda…mi metti ansia con quel che scrivi.
Dato che la promozione ‘poltronesofà’ non ha riscosso il successo sperato…
vi auguro buona serata con dedica…
Mi scusasse ma ho la mogliera col coviddi e la famigghia sulle spalle.
Vedo solo adesso l’offerta e mi pare congrua vista la crisi.
– Più o meno tutto come previsto, tranne forse un inizio dell’Inter davvero notevole, durante il quale si sarebbe potuto/dovuto andare almeno un golletto avanti; poi quelli segnano al primo tentativo, e tutto rientra nella norma di un classico 2-0.
– Adesso basta scherzi, andiamo là a casa dei ladri e facciamogli vedere che, almeno in questo momento, siamo superiori.
Voti agli eroi di Monaco.
Onana 6. Para il parabile, non para l’imparabile: insomma fa il suo, forse con qualche indecisione in uscita (stavolta è De Vrij che lo “riprende” per una mancata uscita su cross che passa a 1 metro dalla linea di porta).
Darmian 6. Lotta duramente, il suo lo fa sempre.
De Vrij 5,5. Sbroglia diverse situazione spinose in area, spesso però per seguire Moting (senza peraltro riuscire ad anticiparlo), va fuori posizione.
Acerbi 6. Lotta anche lui, anche se è un po’ legnoso, fortuna che Gosens lo aiuta molto su Coman.
Bellanova 6,5. Esordio da titolare all’Allianz Stadium: dimostra una personalità notevole, una velocità clamorosa (vince tutti i duelli in velocità, roba mai vista negli ultimi secoli…), e mette dentro un paio di cross molto interessanti. Da rivedere al più presto, senz’altro.
Barella 7. Il migliore, in formissima, e con un paio di bordate da fuori consecutive (sulla seconda c’è un furto arbitrale, a mio avviso) mette tanta paura ai teteschi.
Asllani 5. Lo dico subito, il ragazzo mi piace tanto, è tecnico e anche lui ha voglia di mettersi in mostra. A differenza di Bellanova, però, ha nel fisico il punto debole, e viene sovrastato in velocità e potenza dal pressing avversario, senza riuscire a proporsi praticamente mai. Da rivedere, magari però in una partita meno impegnativa fisicamente, per adesso…
Gagliardini 6. Si destreggia molto bene in mezzo al campo, da lui non mi aspettavo questa brillantezza 😀
Gosens 6. Molto bene in difesa, chiude con attenzione la sua fascia; però si vede poco in avanti, a parte un paio di occasioni – in una della quali, peraltro, non segniamo per un millimetro.
Lautaro 6. Voto di stima, anche se l’errore a mezzo metro dalla porta grida ancora vendetta…
Correa 4. Voto di disistima, col suo sovrano disinteresse per la partita ci lascia in 10: è più dannoso che inutile, direi.
– Conclusione su Lukaku: un ritorno breve ma intenso, potremmo dire; se tutto va bene (ma per noi solitamente le leggi di Murphy funzionano tutte) se ne riparla a gennaio. Stanti le “prestazioni” di Correa, c’è da augurare lunga vita al nonnetto Dzeko e al Toro, e speriamo che i nostri valenti centrocampisti mantengano un buono stato di forma il più a lungo possibile (direi fino a maggio, mi basterebbe 😀 ).
e con questa vi saluto.
godetevi la bellissima gara del bbilan. tanto lo so che avete una sorta di fascinazione per i rossoneri e per il tecnico ex laziale cambione d’italia (quello sbagliato), e non ve ne perdete una invece di leggere un buon libro.
un po’ come la fascinazione del male e del brutto raccontata in “Fosca” di Igino Ugo Tarchetti.
e abbiamo fatto pure un po’ di divulgazione culturale.
“Correa 4 – quando tenta il colpo di tacco a centrocampo, ho sperato che Inzaghi lo punisse come nei collegi inglesi dei primi del Novecento.”
♥
Pagelle e arbitraggi. In Champions eviterei di giocare in giallo
“Lukaku, esami nei prossimi giorni. Rientro con l’Atalanta improbabile, Inzaghi lo riavrà a gennaio”

#apriamounnuovofilone
così vinci facile <3
generi un sacco di reazioni tra i bloggers del blog…
C’è anche la versione tanto cara al Compagno Interista Leninista…
ahhh, quando metti insieme il somaro salentino e i cinesini spilorcini mi fai sentire tutta strana e vogliosa tra le cosce…
#mmmmmmmmmmmmmmmm
#staminkiazzaspettanchete
#mimettoanovanta(piùrecupero)
tanto per fare polemica, altrimenti non sarei toscano. All’Inter, tanto per cambiare, ieri sera è mancato un rigore a favore. Il mani di Manè era volontario, le mani erano sopra la testa e congiunte. Se non voleva prendere la palla in faccia, bastava che abbassasse leggermente la testa e la palla sarebbe finita su di essa e non sul viso. Ma avrebbe, così facendo, rischiato un autorete. Quanti rigori sono stati assegnati su tiri di punizione, con barriera in area di rigore, quando un giocatore della barriera alza il braccio, casomai per ripararsi il viso? Manè aveva addirittura le mani unite a modo pugno tipo portiere. Rigore nettissimo a mio avviso, ma hai difronte il Bayern ed allora….
anche Bellins sarebbe toscano…
#figliodiundiominore
https://video.gazzetta.it/video-rigore-non-concesso-barella-mano-mane-bayern-monaco-inter/30715068-5a3e-11ed-8974-5b9b38b1dee0
Qui è fuggifuggi generale…
Vediamo se riesco a convircervi a rimanere con una promozione speciale (valida fino a domenica…)
tranquillo, qui c’è gente che esprime 3-4 posizioni diverse nel giro di un mese e lo fa con nonchalance.
come sentirsi mai soli?
Mitico!
Poi uno arriva e je rifilano il sofà, i nani da giardino,il servizio da cucina e…l’unico che ci si ricorda è lo scontrino.
Poi fino a Pisa, l’autostrada, benzina,il panozzo di simil legno ecc. Passo.
Se la dà a domicilio posso fare due conti..😂
Se passi da S.Vincenzo carica il Mazzarrone in latex…
@seppia: De Vrj per me sta troppo basso quando la punta avversaria esce.
Il gol di Muting è l’emblema: l’errore in copertura sembra di Asslani ma il centrocampista doveva stringere su mezzala avversaria e chiudere anche su punta mente l’olandese stava 10 metri dietro a marcare nessuno osservando il tiro a distanza. Purtroppo non è la prima volta. Basta vedere i loro centrali dove arrivavano a prendere le nostre punte.
Asslani per me ha fatto una discreta prova: apre bene il gioco con entrambi i piedi, è piuttosto svelto nel liberarsi del pallone. Poi ovvio non ha (ancora?) la capacità di fare il mediano di copertura. Magari con il rientro di Brozo potrebbe agire anche da mezzala come, se non erro, faceva ad empoli.
Bellanova invece per me promosso a pieni voti: la fisicità che ha in Italia può tornare molto comoda. Avendo allungo è perfetto per fare il quinto. Darmian dovrebbe a parer mio finire la carriera da terzo di difesa dove fa molto meglio, per dire, di Dimarco. mentre in fascia ormai non ha lo spunto.
Era ora di vedere qualche ragazzo che si prende dei rischi con iniziative anche individuali.
Ora sotto con i gobbi: sono rabberciati ma romperanno al solito coglioni
su Bellanova e Asllani al solito precisissimo.
pensare che c’è gente che scrive su giornali e siti importanti che verga cazzate che hanno una profondità di analisi dieci volte inferiore alla tua (o forse solo tanta disonestà intellettuale).
oramai vengo qui per leggere (oltre ad alcuni post sempre condivisibili tra cui quelli di Tzara e Nk3) solo te e Bellins, come vado altrove per leggere Gus o altrove ancora Rudi Ghedini.
se ti palesi anche su altri blog fammi sapere, che qui oramai 70% dei commenti sono della stessa persona e francamente a me i monologhi…
Dov’è si è cacciato quell’impunito di Gus?
Che ho voglia di scassargli la #minkiazza
è sotto copertura, non posso dirlo.
ma te saluto però su Twitter (il social di noi ex gggiovani)
Nel darkweb dei pervertiti nerassurri?
peggio! su Parler, il social network dei complottisti, i giovani estremisti e gli interisti divanisti (non quelli che commentano da casa, intendo i fan dei portieri coi piedi piantati a terra come i piloni sulla salerno-reggio calabria)
Digli se ogni tanto viene a postare qualche foto di O’Nana tutta tana…
The Special On…ana.
(nella foto, il camerunese festeggia allo Juventus Stadium nel 2019)
Ti ringrazio.
Il mio è solo giudizio di un tifoso a cui piace il calcio e ovviamente l’Inter.
Poi sbaglio sicuramente, ognuno ha le sue fisse, ma cerco per quanto riesco di motivare.
Gus un peccato se ne sia andato.
Ogni tanto leggo Settore e lho trovato li.
Spero torni
Ovviamente anche altri.
A me Bauscia piace per i post molto interessanti pubblicati dagli autori e per il confronto con voi.
Poi concordo che si sta, purtroppo, rimanendo in pochi
anche tu come Antonella Clerici non puoi vivere senza il… calcio?
🤣 🤣 🤣 🤣 🤣
Per ripopolare il blog, spero vivamente di pescare il Tottenham…
Sarebbe interessante
Sarebbe un loop sfanculatico generalizzato…
#chegoduria
Potremmo portarci avanti col lavoro…😂brutto stronzone
#SiculazzoBastardazzoNemicodeiParruccati
Io voglio il Pep.
“‘Adesso cambiamo tattica, adesso le cose ce le prendiamo per forza e poi vediamo cosa succede’. Così Vittorio Boiocchi, il capo ultrà assassinato sotto casa, si rivolgeva gridando al telefono a un dirigente dell’Inter, ‘colpevole’ di non averlo avvisato dell’arrivo nel gennaio del 2020 del neo acquisto Ashley Young in aeroporto, dove la Curva Nord vuole dare il doveroso «benvenuto» e scattare le prime foto con le sciarpe al collo.” Questo è solo un episodio, si legge sul Corriere della Sera, dei difficili rapporti delle società di calcio con gli ultrà.
un mio amico juventino (avanti anni luce < qualsiasi gonzo e anche tanti interisti)
“La Gazzetta ha messo 5 in pagella a Lautaro scrivendo che ieri non era lui?
Adesso è colpa di Lautaro che in una partita assolutamente ininfluente non ha giocato alla morte a pochi giorni dalla Juve e a due settimane dal mondiale. Se si faceva ammonire o si infortunava e mandava in vacca la stagione sulla Gazzetta un sei lo avrebbe strappato”
ha ragione: ah, se avesse giocato invece il fashionista belga dal ciuffo phonato e le sopracciglia curatissime, già da me ribattezzato De Kattelan o anche De Hello Kitty, lì 6,5 di stima e 6 di incoraggiamento (mica le bocciature del buon Asllani o di Bellanova…)
“De Ketelaere, per un Milan + latte e – cacao”
“Poi solo note positive, in primis Onana che per una volta è stato seriamente sollecitato. Mi ha colpito la sua bravura nel piazzamento e nella posizione precedente al tuffo: è stato sempre nel posto giusto e basso sulle gambe, motivo per cui ha fatto sembrare facili molte parate che con Handanovic sarebbero invece state assai più appariscenti. Quindi mi sento di dire che non ha dovuto fare grandi parate ma che al tempo stesso è un suo merito averle fatte apparire più facili di quanto potevano essere. Buonissima prestazione, considerato anche un ottimo gioco con i piedi (si prende alcuni rischi superflui però).”
Le Bimbe di di Handanovic e anche quelli che seguono l’Inter solo in tv e mai dal vivo se la prenderanno per questo passaggio e non metteranno i like, ma hai sintetizzato perfettamente -e parlando unicamente di gesti tecici e non simpatie- in 5-6 righe l’impietosa verità.
Bravissimo, per il commento e il modo in cui è argomentato.
Speriamo che l’incubo slow-eno dell”ultimo periodo e i deliri vittimistici della sua fanbase siano solo un triste ricordo.
Ineccepibile. Portiere reattivo fa sembrare tutto più facile.
Ma noi scordiamo che questa dovebbe essere la normalità per un professionista di serie A: troppi anni di legnosità tra i pali ci hanno deformato la vista
insomma, è la prima volta che l’onanismo, invece che peggiorarla, migliora la vista del tifoso…
p.s. ovvio, ci eravamo abituati alla mediocrità e la si difendeva a spada tratta manco all’asilo nido. per fortuna abbiamo debellato quest’altra guerra ideologica ridicola e infatti ora tutti a capo chino e muti i fan dello sloveno.
#Vittoria
#PerUnaNuovaEcologiaDelBlog
#SottoColDebunkingDellaProssimaMinchiata
Grazie mille, cercare qualche obiettività è proprio quello che provo a fare visto che la questione portiere si stava un po’ trasformando in una guerra, quindi se mi riesce sono molto soddisfatto