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Frattesi nella sala trofei dell'Inter

Passo per passo – e che passo!

Davide Frattesi nasce a Roma il 22 settembre del 1999, più precisamente nella borgata di Fidene, nell’estremo nord della città. Periferia, difficile da capire per chi – come il sottoscritto – non viene da Roma ma ben definita nelle parole dello stesso calciatore: “Vuol dire che le cose te le devi guadagnare, rispetto ad altre zone. Il mio carattere si è formato lì. Chi nasce ai Parioli non può essere sveglio come chi nasce a Fidene. Da noi non puoi abbassare la guardia, non puoi dormire. Potevo prendere strade sbagliate, ma i miei genitori sono stati presenti. Ho sempre avuto il paraocchi sul calcio”. Giusta o sbagliata che sia, Frattesi si è costruito una narrazione simile a quella di tanti campioni NBA: cresciuto in strade sfortunate, non ha avuto nulla di regalato e si è guadagnato tutto grazie a coraggio e determinazione. Questo lo porta a pensare molto a sé stesso, nel senso di lavorare tantissimo sui propri limiti ma anche di non legarsi troppo a nessuna squadra. Per capire, pensate che da romanista è cresciuto nella Lazio, a 14 anni è passato nelle fila giallorosse, poi se ne è allontanato senza fare troppe storie. 

La sua esultanza non è mai cambiata

Era il 2017, Monchi lo inserì nell’affare Defrel con una valutazione di 5 milioni, figlia di ottimi risultati con le nazionali giovanili e con la Primavera giallorossa (Coppa Italia e Supercoppa, se vi ricorda qualcosa). Il Sassuolo se lo tiene per un anno, durante il quale esordisce anche, poi lo accompagna in una serie di prestiti in cadetteria che trasformano il ragazzino in uomo: 18/19 ad Ascoli, titolare a meno di 20 anni, 33 presenze e 0 gol; Empoli 19/20, squadra ambiziosa, 41 presenze, play-off e 5 gol; nel 20/21 41 presenze e 8 gol al Monza, che vince i play-off. A 22 anni è palese a tutti che Frattesi è pronto, in B non ci può stare. Il Sassuolo ci punta forte e viene subito ripagato: già prima della sosta segna 4 gol, con il gioiello nella storica vittoria allo Juventus Stadium. A dicembre 2021 ormai è chiaro: Davide Frattesi vale tanto. Già l’estate successiva sembra in partenza ma resta ai neroverdi, per l’asta manca un anno. Che poi, ‘asta’: forti sul giocatore sembrano esserci l’Inter e la Roma, con i giallorossi apparentemente favoriti grazie a un 10% sulla rivendita garantito dall’operazione del 2017. Juve e Milan sono defilate, i rossoneri però a fine giugno vendono Tonali e provano a tuffarcisi. Carnevali si sfrega le mani, ma in realtà i dubbi sono pochi: il ragazzo ha scelto l’Inter.

Chi è Davide Frattesi

Questo, unito alla citazione iniziale, spiega chi è il nuovo centrocampista dell’Inter: un atleta con una personalità fortissima, pensante, che sa molto bene chi è e cosa vuole. Prima dell’inizio della stagione 21/22, quando per la Serie A era un totale sconosciuto, pensate che voleva andare via, perché non si sentiva valorizzato dal 4-2-3-1 di Dionisi.

Il primo scalpo importante: Juve – Sassuolo 1-2

Meno di 30 giorni fa gli hanno chiesto se si sentisse pronto per campionati internazionali e ancora una volta la sua risposta dice tutto: “Nella mia carriera sono sempre andato avanti step dopo step, almeno nella mia testa bisogna fare prima un altro passaggio in una squadra italiana prima di andare fuori. Sono convinto che prima o poi ci andrò, ma bisogna andarci pronti”. Qualche giorno dopo la Gazzetta dello Sport nel pieno di una campagna Frattesi-Milan gli domanda se non è un po’ troppo simile a Barella. Lui replica: “Io ho già scelto. Voglio fare la mezzala in un centrocampo a tre di una squadra che fa bel gioco. Con Barella posso giocarci, è il migliore in Italia e posso mettermi io a sinistra, così da rientrare e tirare con il piede buono”. Potrebbe sembrare arrogante, ma ha le idee chiare anche sui suoi limiti: “So di avere dei punti deboli. Uno è l’impostazione del gioco, l’altro l’ultimo passaggio, mi accorgo di fare spesso scelte sbagliate. Mi fermo in allenamento per migliorare”. E ancora: “Non posso pretendere di essere titolare, sennò non andrei in una grande squadra. Anzi, sarà una spinta in più l’idea di conquistare una maglia”. C’è un’altra intervista molto significativa, stavolta su Theo Hernandez:

Il post di Frattesi dopo Milan – Sassuolo (2-5)

“È fortissimo, però fare duelli con lui mi gasa proprio. Io non vedo l’ora che parta: ‘Cazzo, partiamo qua e vediamo chi arriva prima. Vediamo chi tiene di più, chi è più cattivo‘. E sono venuti fuori begli scontri. Lui è tosto, perché ha passo e fisico. C’è molta gente che ha passo, però fisicamente non è niente di che. Lui è straripante da tutti e due i punti di vista, quindi io dico ‘Chi è il più forte a fare questo? Questa è una mia caratteristica? Devo essere più forte di lui.‘ Quindi quando lui parte mi scatta qualcosa in testa e dico: ‘Devo prendere io quella palla, devo stare davanti‘. Quello è il duello più bello che ci possa essere”.

Per chiudere il suo ritratto, la sua frase forse più simbolica:

Ho sempre avuto la sensazione di voler dimostrare qualcosa a qualcuno. Ho sempre avuto un nemico da sconfiggere. Lo dicevo anche alle mie insegnanti, che mi dicevano di concentrarmi sulla scuola: “Un giorno mi vedrete in tv”

Davide Frattesi a soli 24 anni ha una personalità fortissima, basata su un’autostima forte ma non smisurata e su un piacere istintivo per la fatica, il lavoro, la competizione e le sfide. Ora che arriva in una grandissima squadra potrà mettersi in gioco come più gli piace e non si tirerà indietro, anzi si allenerà ancora meglio. Porterà qualità e fame, con la consapevolezza di essersi guadagnato la maglia dell’Inter potrebbe ritagliarsi da subito una posizione fondamentale in uno spogliatoio che di riferimenti ne ha persi parecchi ultimamente. D’altra parte non leghiamoci troppo: dovesse – come tutti speriamo – affermarsi come centrocampista top, non è difficile che nel giro di pochi anni voglia spostarsi dove i livelli di contesto e posta in palio potranno essere ancora maggiori.

Le caratteristiche del calciatore

Più o meno importante che sia per chi legge, questa è – a quanto ho potuto capire seguendolo un po’ – la testa di Davide Frattesi. Per descrivere il calciatore partirei invece dalla caratteristica di cui lui stesso parlava poc’anzi: l’unione tra fisicità e atletismo. Alto solo 1,78, il nostro nuovo centrocampista costruisce molte delle sue fortune sul mix straordinario tra corsa e potere fisico. Pochi giocatori come lui in Italia abbinano intensità e potenza, corsa e spallate, velocità e violenza. In questo somiglia molto a Tonali e non a caso credo che il Milan gli avesse pensato come sostituto. È davvero un centrocampista box to box, capace di coprire tantissimo campo sia in avanti che in indietro, abile a pressare a ritmi forsennati ma anche a recuperare avversari e palloni con lunghe corse verso la propria porta. Per fare un altro paragone resto in ‘casa Milan’: senza palla potrebbe fare ciò che ha fatto Kessie nell’anno dello scudetto, giocare uomo su uomo a tutto campo senza avere paura di nessuno. Un giocatore con queste caratteristiche ci è mancato tantissimo dai tempi di Stankovic e qui arriviamo ad un altro punto fondamentale nel pensare Davide Frattesi.

Il confronto con Barella

No, Frattesi non è il sosia di Barella. Sia chiaro: lo pensava anche il sottoscritto e il curriculum dei giocatori prima dell’Inter può essere considerato per certi versi simile, l’affermazione in B poi due o tre anni in serie A prima del grande salto. Simili sono anche le cifre con cui abbiamo acquistato questi due giocatori e identici i commenti ascoltati a riguardo: “Bravo eh, ma a certe cifre…” Chissà se anche in questo caso potremo andarceli a ripescare, tra qualche anno, con una risata sprezzante. I due si assomigliano poi per la statura (Nic è alto 1,72) per il ruolo (mezzala destra) e per le capacità realizzative (7 gol a 6 per il neroverde nell’ultimo campionato).

Diverso il post dopo Inter – Sassuolo 0-2

Per il resto si possono considerare molto diversi ed è giusto partire da un dato negativo: rispetto ai 6 del campione sardo (l’anno scorso erano stati addirittura 11), Frattesi ha messo a referto 0 assist nella serie a 22/23 e 3 in quella precedente. L’amico di Brozo ha fatto 2,9 cross per partita, il romano 0,7. Detto che dovrà indubbiamente crescere in questo senso, sarebbe considerato sbagliarla solo una mancanza: è una differenza, perché Frattesi non è un costruttore ma un finalizzatore. Nell’ultima Serie A senza rigori ha avuto 6,99 expected goals, a fronte dei 2,84 di Barella. Meglio di lui tra i centrocampisti non-rigoristi hanno fatto solo Sergej Milinkovic-Savic (7,6) e Adrien Rabiot (7,17). Arriviamo così alla seconda straordinaria caratteristica: gli inserimenti.

Frattesi è fantastico in ogni tipo di incursione: sovrapponendosi all’esterno, tagliando centralmente quando si costruisce dal basso o la punta viene incontro, correndo in area per ricevere un cross dalla fascia, accompagnando in campo aperto. Nelle due partite della fase finale di Nations League contro Spagna e Olanda, non proprio le ultime arrivate anche in materia di centrocampo, ha fatto vedere tutto il repertorio: 1 gol dopo un batti e ribatti da azione manovrata, 1 annullato per centimetri dopo un’incursione centrale, almeno un paio sfiorati grazie a cross di Dimarco. 

Pochi centrocampisti come Frattesi arrivano a crearsi occasioni da gol pulite e con un po’ di lucidità in più negli ultimi metri potrebbe tranquillamente raggiungere e superare i 10 gol in ogni stagione. Ha tante reti nelle gambe, potrebbe fare la differenza in ogni partita a livello prettamente realizzativo. Giochisti o resultadisti che siate, a calcio si vince mettendo la palla in porta e il nostro nuovo acquisto non solo lo sa fare benissimo, può arrivare a farlo pure molto meglio. E poi tornando alla Nations League c’è una chicca: solo nella finale 3°/4° posto ha messo a segno un assist e ha crossato per l’1-0 di Dimarco.

Davide Frattesi nell’Inter

Non è proprio la stessa cosa mandare al tiro Dimarco o Rogerio, così come non lo è lanciare Laurienté (con tutto che mi piace parecchio e potrebbe anche lui crescere a breve) o Chiesa. E ancora, ricevere le imbucate di Barella o di Thorsvedt è diverso, per non parlare di abbassarsi in palleggio con Bastoni rispetto a farlo con Gianmarco Ferrari o Ruan Tressoldi. Frattesi arriva in un contesto di livello completamente diverso dal Sassuolo, dove avrà più pressione ma dove sarà anche più aiutato dai compagni. Tecnicamente non c’è molto da aggiungere – se non che con Berardi aveva saputo sviluppare una grande intesa – tatticamente sì: pur mantenendo lo stesso ruolo, Frattesi arriverà in una squadra con un gioco basato non sulle ali di un 4-3-3 ma sulle verticalizzazioni per le punte di un 3-5-2. Sarà fondamentale abbassarsi ogni tanto in palleggio per dare una mano alla costruzione e lo sarà anche imparare a gestire con un po’ più di calma il pallone, per controllare i ritmi della partita e non farle diventare tutte delle guerre. Ma sarà fondamentale soprattutto tenere la squadra corta, essere bravissimi sulle sponde di Lautaro e (volesse Iddio) Lukaku, recuperare i palloni sporchi e accompagnare l’azione. Quest’anno no, ma quando lo scorso Dionisi usava insieme con costanza Raspadori e Scamacca (una strana LuLa emiliana) Frattesi ha dimostrato di essere bravissimo a fare tutte queste cose.

Sarà subito pronto e come dimostrato dalle statistiche non farà lo stesso lavoro di Barella: Nic tra costruzione, gol e assist è uno straordinario tuttofare, Davide invece ha caratteristiche più specifiche. Il ‘secondo regista’ lo farà il sardo, il romano toccherà meno palloni e si occuperà soprattutto di quelli più sporchi, in avanti ma anche indietro. Volendo estremizzare le categorizzazioni, Calhanoglu regista, Barella centrocampista, Frattesi tuttocampista. Sono comunque tre centrocampisti di grande corsa e mobilità, all’ultimo arrivato manca un po’ di versatilità ma non è difficile pensare che possa acquisirla. Sembrano pensati come motore di una squadra tutta corsa e verticalizzazioni, fatta di pressing uomo su uomo e di imbucate fulminee, pronta a difendere altissima e – dovesse andare male – a recuperare su 20, 40, 60 metri. C’è l’incognita del piede-debole: Barella aveva già giocato sul centro-sinistra nella prima parte del primo anno con Antonio Conte, poi lo spostamento sulla destra ha costruito una catena che con Hakimi prima e Dumfries poi si è dimostrata più che buona (i piedi dell’olandese sono quelli che sono, ma l’intesa è innegabile). Sembra allora che con Dimarco e Bastoni dovrà abituarsi a giocare Frattesi. Può farlo, per ricostruire quei triangoli che tante volte nelle ultime stagioni hanno liberato giocatori sul fondo e in area. Tutti questi discorsi vanno fatti senza dimenticare Mkhitaryan, giocatore agé ma che forse per caratteristiche è il più simile a Frattesi tra quelli in rosa e potrà garantirgli un ambientamento graduale, i consigli di chi da più di dieci anni gioca al top nel ruolo e, una volta svezzato, una spalla esperta a cui appoggiarsi.

Personalmente ciò che mi esalta di Frattesi è l’intensità: dovesse tornare Lukaku, con giocatori come il belga, Barella, Lautaro, Dumfries, Mkhitaryan, Thuram e Calhanoglu avremmo una squadra capace di giocare ogni partita a ritmi forsennati, aggredire ogni pallone e avversario con la voglia di spuntarla e poter dire, come vorrebbe Davide, i più forti siamo noi.

seppia

Laureato in lettere, sogna di fare il giornalista sportivo ma il tifo per l'Inter compromette la sua obiettività e la sua esistenza. Non ha un ricordo slegato dai nerazzurri e i due anni di Spalletti sono stati i più belli della sua vita.

18 Commenti
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Dr J
Dr J
Leggenda Bauscia
3 anni fa

E quindi, dopo estenuante trattativa da suk arabo (pur non trattando con arabi, ma evidentemente va di moda…), siamo brillantemente riusciti a strappare nuove, eccellenti condizioni per l’acquisto di Bisseck: non più 7 milioni in 2 anni (3,5 milioni/anno), ma… rullo di tamburi… 7,5 milioni in ben 3 anni (2,5 milioni/anno)!!!!
Se non è classe questa… se non lo è, chiamiamola col suo nome: richiesta di elemosina, siamo talmente pezzenti che ci mettiamo 1 mese ad acquistare, in comode e prolungatissime rate, uno che costa in tutto 7 milioni.
Aiuto!!! E non mi dite che le altre stanno peggio, perché non me ne può fregare di meno: io tifo Inter, non gobba o gonza o ciucciariella, caxxo.

Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
3 anni fa

Calcio italiano senza dinderi.
Chi ha piazzato colpi spendendo denari? Noi per Frattesi e il bilan per loftus (ma hanno incassato tre volte tanto per Tonali).
Il resto?

bellins (Il Rincoglionito Patentato)
bellins (Il Rincoglionito Patentato)
Leggenda Bauscia
Rispondi a  Roger Roger
3 anni fa

È noia…

bellins (Il Rincoglionito Patentato)
bellins (Il Rincoglionito Patentato)
Leggenda Bauscia
3 anni fa

C’è chi di fatto si mette fuori rosa non presentandosi al raduno e rifiutando un’offerta di 45 ml degli arabi.

E chi invece gioca al rialzo, alla fine prendendone 30, dagli stessi arabi e costringendo la società che detiene il cartellino ad accettare un’offerta inferiore alla precedente, il tutto condito da twitter perculatori.

Nel primo caso abbiamo un giocatore che sta facendo di tutto per tornare da noi, nel secondo abbiamo un giocatore che ha fatto di tutto per lasciarci.

In entrambi i casi, ci troviamo di fronte a giocatori che dimostrano ancora una volta che sono loro a decidere il loro destino, dimostrando che i contratti sono carta straccia.

Ma la “società di pezzenti” è solo la nostra.

Ultima modifica 3 anni fa by bellins (Il Rincoglionito Patentato)
veleno
veleno
Leggenda Bauscia
3 anni fa

leggo molti commenti, quali ad esempio, Lukaku data l’età non sarebbe vendibile in futuro senza minus valenze ecc. Ma un giocatore si ingaggia per rafforzare la squadra, per ambire a vincere, oppure una squadra di calcio è come una banca che concede fidi a coloro che già sono ricchi? Se prendi un giovane promettente è una scommessa che si può vincere o perdere. Un trentenne, è vero che alla scadenza contratto, ha meno mercato, ma in quei tre anni, se di valore, ti ha fatto fare un salto di qualità

Cipe64 ⭐️21⭐️
Cipe64 ⭐️21⭐️
Leggenda Bauscia
3 anni fa

Grazie Seppia

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Senza parole…

Anzi una per la cazzetta:

SUCATE

PS si parlava anche di Thuram ai gonzi quella pagina🤣

Ultima modifica 3 anni fa by Cipe64 ⭐️21⭐️
bellins (Il Rincoglionito Patentato)
bellins (Il Rincoglionito Patentato)
Leggenda Bauscia
Rispondi a  Cipe64 ⭐️21⭐️
3 anni fa

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veleno
veleno
Leggenda Bauscia
3 anni fa

non so voi ma a me vengono le vertigini nel leggere i vari giornali sportivi italiani. Si sente di tutto, sempre ovviamente a discapito Inter. Scambio Lukaku con Vlahovic con la rube. Se vero, ma non credo, ennesima inculata bianconera, che sta cercando di sbolognare il giocatore nell’universo mondo. Lukaku alla rube, il quale avrebbe già firmato, evidentemente dimenticando il trattamento ricevuto per aver gioito in Inter rube, ecc. Per il momento sappiamo solo che Frattesi arriva al posto di Brozovic. Che, al momento ci manca uno al posto di Gagliardini. Se dovesse partire Onana, come sembra, un portiere, Un attaccante al posto di Dzeco, sembra resti Correa perché non lo vuole nessuno. Un difensore al posto di Skriniar. Quindi, giusto gioire per Frattesi, ma per completare la squadra è ancora lunga la strada.
Scusate, dimenticavo, il sostituto di Bellanova non riscattato

Ultima modifica 3 anni fa by veleno
Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
3 anni fa

Giocatore moderno, ottimo acquisto.
Finalmente si sta virando su profili con margini di crescita, oltre ad essere già molto buoni, e Frattesi è tra i top di questa categoria.
Il ns cc è decisamente molto intrigante

Jad
Jad
Leggenda Bauscia
Rispondi a  Roger Roger
3 anni fa

Non c’è nessuna ” virata”
Frattesi è in continuità con la politica di mercato degli ultimi 5 anni.
Lui arriva perché siamo riusciti a vendere Brozo a peso d’oro (ricordiamoci che nessuno,in Europa,si era fatto avanti ed il Barca non ci sentiva se non dai 12 in giù. Diciamo che il giocatore potesse valere dai sei agli otto milioni)

Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
Rispondi a  Jad
3 anni fa

Certo è servito vendere brozo.
Ma potevi offrire 9 mn netti, come con vidal e sanchez, a kante (per fare unesempoo) e andare sul sicuro.
Idem se al posto di thuram fosse arrivato, che so, benzema.
I costi annui sarebbero stati quelli, solo tutti concentrati su stipendi. Frattesi prende meno e ti fa gestire ammortamento cartellino. Se si conferma buono tra 3 anni lo vendi a peso d’oro. A Vidal e Sanchez invece dai buonuscita…
Vedo finalmente scelte più coraggiose. Certamente c’è margine di rischio ma per me va corso, non ci sono alternative

Ultima modifica 3 anni fa by Roger Roger
Jad
Jad
Leggenda Bauscia
Rispondi a  Roger Roger
3 anni fa

Esatto. Ma non è politica diversa.
Sono soldi e come li destini.
L’ ultimo acquisto con grossa somma di denaro è stato per Correa.
Abbastanza giovane e con margini di crescita.
Voluto a tutti i costi da Scemone,rivelatosi poi una fetecchia.

In realtà,da quando c’è il tandem M/A , abbiamo sempre preso qualche giovane in mezzo ai P0 e quest’anno non è diverso dagli altri

Jad
Jad
Leggenda Bauscia
Rispondi a  Jad
3 anni fa

Poi Roger, dobbiamo essere onesti fino in fondo .
I Vidal e i Sanchez li abbiamo presi nel primo corso cinese, quando Suning investiva di brutto.
Parliamo,oltre ai citati,di Barella a supergiu 40 , Hakimi stessa cifra o Lukaku a 75.

Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
Rispondi a  Jad
3 anni fa

E infatti io critico quelle scelte, stoccare tanti soldi su panchinari che non ti fanno fare salto qualità. In panca devi puntare profili che possono subentrare nel tempo ai titolari nel caso in cui sei costretto, purtroppo, a cederli

Jad
Jad
Leggenda Bauscia
Rispondi a  Roger Roger
3 anni fa

Si si certo, ma lo sai dopo.
Forse quando hanno preso Vidal e Sanchez non si aspettavano fossero panchinari, come al contrario quando sono stati presi Miki e Acerbi non si pensava diventassero titolari.

Fare i DS e AD è difficilissimo nel settore calcio con tutte le variabili che ci sono.
L accoppiata Marotta/Ausilio credo sia la migliore in Italia forse al mondo (vedremo Giuntoli se si riconferma)
PS
AD e DS bravi li vedi (in particolare) quando hanno soldi da spendere.

Jad
Jad
Leggenda Bauscia
3 anni fa

Se riusciamo a tenerci Lukaku è squadrone anche sto anno.
La speranza è che Scemone non perda energie ad es in coppa Italia.
(l avrà capito? mah)

Tutto per lo scudo e da subito.

In CL mi basterebbe passare il turno solo per i soldi che ne derivano.

Per il resto, posso solo sperare che Stefanino si levi dalle.salcatole al più presto senza dover vedere l Inter finire in aula di tribunale.
-IN AULA DI TRIBUNALE-

Ultima modifica 3 anni fa by Jad
Semperfi
Semperfi
Leggenda Bauscia
3 anni fa

Con dispiacere e profondo cordoglio, presento le mie più sentite condoglianze alla famiglia del Sr. Don. Luis Suarez Miramontes.
Giocatore eccezzionale e persona fuori dal comune come i suoi lanci e le sue invenzioni in campo.
Uno tra i pochi diez che meritano di stare, a pieno diritto, nell’olimpo del calcio giocato.
Descansa en paz querido Luisito.

Jad
Jad
Leggenda Bauscia
3 anni fa

Bel post. Speriamo bene.
Di sicuro , quando Stefanino deciderà di farci soldi,non finirà a giocare in Arabia.

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