Bauscia Cafè

Di transizioni e sensazioni

Un tempo questa era la giornata degli Zarate e dei Poli presi all’ultimo secondo in un’atmosfera di truce disperazione, dopo tre mesi di trattative confuse e di misteriosi viaggi transoceanici dai quali il nostro d.t. tornava con terzini bisognosi di cane guida e in trequartisti claudicanti. E’ vero che anche oggi siamo qui a sperare in colpo di coda dell’ultimo minuto, in un terzinaccio qualsiasi che abbia almeno la decenza di essere presentabile in un campo di serie A; ma ci arriviamo al termine del primo vero mercato “di svolta” dal 2010 a questa parte.
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Dico “di svolta” perché quanto accaduto queste estate lascia la forte sensazione (che non è solo sensazione, essendo confermata dagli assegni staccati da Zhang) che nel giro di poco, pochissimo, torneremo ad avere una grande squadra. E questo per il semplice motivo che possiamo permetterci di spendere un centinaio di milioni tenendo tutti i giocatori migliori; per il semplice motivo, insomma, che ci sono i soldi e la volontà di tornare grandi.

Questa era la parte positiva della storia. La parte negativa è che questo processo di rinascita ha avuto e sta avendo delle fasi incerte e tribolate, fasi che tutti conosciamo. Il progetto tecnico che cambia il 7 agosto e la rosa colpevolmente incompleta alle 18 dell’ultimo giorno di mercato sono i primi (e piuttosto gravi) incidenti di un percorso che, si spera, sarà il meno dissestato possibile.
Un percorso che, però, nelle sue prime e forse un po’ “ingenue” fasi, lascia -per la prima volta in questi anni- speranze concrete e fondate di tornare a essere l’Inter, lasciandoci alle spalle il pallido surrogato delle ultime sei stagioni.
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Grappa

Acquavite ottenuta dalla distillazione della vinaccia, dal contenuto alcolico non inferiore a 37,5% in volume. Molto in voga fra gli screanzati d'ogni genere.

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MVP LUDOGORETS – INTER

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