Bauscia Cafè

“Scherzavo!” (ma neanche tanto)

Io me la sono immaginata la scena.

Čeferin e Infantino che entrano nella stanza di Florentino Perez, e lo trovano in intimo conversare con Andrea Agnelli.

“Ci diamo ancora del Lei. Agnelli tenga, la Superlega”.

Ho riso, molto.

“Che sputtanamento”

Ma faccio, onestamente, Outing.

Il progetto a me non dispiaceva (e non dispiace), anzi. 

Parliamoci chiaro, senza giri di parole e senza falsi perbenismi. La Superlega non sarebbe altro che l’esemplificazione pratica, nel mondo sportivo, del concetto “Lavoro, Guadagno, Pago, Pretendo”.

Possiamo discutere, e discuteremmo volentieri e a lungo, sul “calcio eroico” sui “presidenti mecenati” e su “il calcio è patrimonio di tutti”. Ma siamo consci e consapevoli che stiamo facendo solo della vuota retorica, senza aggiungere un ghello ad una situazione che è, per certi versi, drammatica. Per altri, ipocrita oltre ogni limite.

Il calcio di oggi, almeno nell’ottica della gestione del club, “it’s only business”, e come ogni businesse che si rispetti deve produrre ricchezza, generare ricavi. In sostanza guadagnare e far guadagnare i soldi necessari a mantenere in piedi la struttura (o il carrozzone, se volete).

Certo, se il carrozzone si chiama UEFA, e ingurgita una fetta rilevante dei potenziali introiti, beh credetemi, è tutt’altro che ingiustificabile che i Club che, vuoi per blasone e tradizione, vuoi per capacità di attrarre pubblico e sponsor, vuoi per capacità economiche, decidano di “mettersi in proprio” e spartirsi la torta senza uccellini in giro pronti a becchettare il conquibus.

D’altronde che fece la Premier nel 1992? Ecco. Esattamente.

Mi rendo conto che fa figo il Leicester, o la favola Atalanta che per poco non arriva in fondo alla Champions, o la singola squadra che pesca l’anno di grazia e sbanca il campionato, ma guardiamoci in giro. Per un momento. E facciamo i conti con la realtà.

Liverpool, Barça, Milan, Man Utd, Barça, Inter, Barça, Chelsea, Bayern, Real, Barça, Real, Real, Real, Liverpool, Bayern. (Albo d’oro CL, ultimi 16 anni)

Ecco, nei fatti, la SuperLega. Negli ultimi 16 anni, dalla vittoria del Porto nel 2003, 14 volte su 16 hanno vinto squadre che farebbero parte della Super Lega. Su 32 Finaliste, 28 sono squadre che farebbero parte della Super Lega. (n.d.r le altre due sono Bayern e Borussia Dortmund eh, mica Pizzighettone e Wolverhampton)

Da quando la CL è stata aperta alle seconde, terze, quarte, sappiamo perfettamente che le possibilità di una finale Stella Rossa – Olympique Marsiglia sono praticamente inesistenti.

Perché vedete, il punto è questo. Si dice “si ma bisogna lasciare la possibilità che avvenga”.

Come, di grazia?

No, perché ad ora, grazie ai meccanismi pensati dalla UEFA (non dalla SuperLega) in Champions ci sono quasi esclusivamente squadre delle prime 12 nazioni del Ranking, con preferenza per le prime 4 del Ranking. Le altre a giocarsi gli sticazzesimi di Europa League, quando va bene. Che tanto poi agli ottavi arrivano le Terze eliminate dai gironi di Champions e chi s’è visto s’è visto.

Quante sono SERIAMENTE le possibilità che uno Slavia Praga arrivi ai quarti di Champions League?

Quante le possibilità EFFETTIVE che un Lech Poznan possa giocarsi un trofeo continentale qualunque?

Per non parlare di quell’aborto che risponde al nome di “riforma della CL” (peraltro con remunerazione incrementata da 4 a 7mld di €, quindi, toh, i soldi ci sarebbero) con tutto quello che ne consegue, incluse le wild card (ma, ehi, il merito sportivo!)

La cruda realtà è che il Calcio produce soldi principalmente tramite sponsor e diritti TV.

E, per quanto possa essere romantico un Manchester UTD – Apoel Nicosìa, un Barça-Real Madrid produce decisamente più introiti. All over the world.  Condividi il Tweet

Il re è nudo, ragazzi. Questa pandemia ha mandato in crisi tutti i club, grandi e piccini. Ma i grandi di più (maggiori spese, maggiori costi di gestione). E la garanzia di un introito certo permetterebbe di gestire una programmazione sportiva pluriennale che possa sostenere investimenti e gestione del Club. Che lo vogliate o no, è il mercato, baby.

Guardate l’attuale serie A, 20 squadre. 342 partite l’anno. Volendo considerare l’Atalanta le partite di cartello (scontri fra le 7 “grandi” ammesso che abbia ancora un senso definirle tali) sono 84. Più i derby di Genova e Torino, se vogliamo, facciamo 88. il 25%. UNA su quattro.

Considerate ora una possibile Super League, 20 squadre, 342 partite l’anno. 342 partite di cartello.

Serve spiegare la differenza?

BigMama79

Interista da sempre con origini AppianoGentilesche, informatico per professione, #twintercronachista per caso. Ah sì, sarei il webmaster. Ma Nk non mi paga, quindi lavoro gratis. #cèsololinter

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