Bauscia Cafè

La stagione comincia ora

Sarò magari impopolare ma devo ammettere di essere uno di quei classici tifosi della nazionale che si “accende” solo quando si arriva alla fase finale di una competizione come Europeo o Mondiale. Tutto il resto non mi tange minimamente. Brutto da dire, sbagliato, addirittura scorretto! Ma terribilmente vero. Non ho visto un solo frame di tutto quello che è successo nel corso degli ultimi dieci giorni nel mondo pallonaro. Le pause per le nazionali sono imbuti di ignoranza e regni di afasia che svaniscono solo all’indomani del ritorno della Beneamata.

Sono un tifoso medio. Medissimo. Medioman, mediocre. Lo ammetto.

daje Crì!

Mi sono giunte notizie, o meglio riecheggi lontani di informazioni che riguardano doppiette di Eriksen con la nazionale dei vichinghi e di eventuali piccoli infortuni di Hakimi, e mi sembra di aver intravisto sui giornali di una polemica grottesca tra il mister del Cile e i nostri in merito a Alexis “gamba di cristallo” Sanchez. Tutto così poco interessante, tutto così poco utile. Tutto così poco.

Però finalmente ora tutta questa inutilità sta per finire, e si ricomincerà a rientrare in quel clima di nervosismo-misto-frustrazione-misto-speranza che ci danno da qualche mese a questa parte le partite dell’Inter. Quasi che non mi sembra vero.

Le conferenze passivo-aggressive del Mister; il gioco che c’è ma non si vede ma forse c’è, anzi c’è sicuro; i nostri con la mira di Maicon quando era sobrio che sbagliano centordici gol prima di prenderlo su un tiro singolo degli avversari. Tutto così terribilmente interista, tutto così poco necessario eppure sempre presente.

Eppure, è in queste partite che si deciderà la stagione.

Complice la situazione straordinaria causata dal Covid, ahinoi, nei primi mesi dello scorso anno, la scorsa stagione è slittata come tutti sapete, con il risultato di non aver avuto pause per poter ricaricare le pile dopo una sconfitta veramente sanguinosa in finale di EL, ma soprattutto per aver potuto provare e testare qualcosa di nuovo nel precampionato che beh…Semplicemente non c’è stato.

Non c’è stato per nessuno va detto, ma anche solo una settimana di preparazione in meno in un contesto del genere può fare la differenza, in special modo ad inizio stagione. E questa situazione a mio avviso l’abbiamo patita parecchio. Non voglio creare le condizioni per giustificare i nostri (anche perché non mi compete – nota a margine, se qualcuno in società vuol farmi un contratto, il mio numero lo ha Ausilio), ma voglio dare credito al fatto che l’inizio un po’ stentato sia in parte riconducibile anche a fattualità per le quali si sia potuto fare ben poco.

Ecco perché in questa seconda parte del mese di Novembre si comincia letteralmente una nuova stagione. Con una competizione europea da recuperare con tre partite fondamentali da giocare col coltello tra i denti, ed una sequenza di match in campionato, a partire dal prossimo contro il non irresistibile Torino di Giampaolo, che possono – anzi saranno sicuramente – fondamentali per farci capire se questa stagione avrà tutti i crismi per un bluff clamoroso o – come tutti speriamo – se sarà in grado di farci gioire, sognare e sperare qualcosa di grande fino in fondo.

Purtroppo, ma è consuetudine nel calcio moderno, le nazionali ci hanno privato di molti uomini (nota a margine: quanto è grottesca e poco trasparente questa situazione in cui sono le ASL a decidere quali squadre potranno far partire i propri tesserati e quali no? Sorvoliamo che poi scattano le denunce…); questi giorni di calma sarebbero stati importantissimi per poter studiare e approfondire molti aspetti tattici che non si son potuti affrontare come detto all’inizio dell’anno, ma tant’è, immagino che il mister farà di necessità virtù.

Speriamo di vedere una squadra più sicura dei propri mezzi e con più voglia di chiudere le partite rispetto a quella che abbiamo ammirato nostro malgrado fin qui. Di tempo ce n’è, e non siamo lontani da ciò che tutti desideriamo. Adesso però non è più tempo di sbagliare.

Adesso bisogna solo portare a casa i risultati. Forza! twittalo

Vujen

Classe '85, marchigiano, interista da tre generazioni. Appassionato di fotografia, Balcani e cose inutili ma costosissime. I suoi pupilli sono Walter Samuel e l'indimenticabile Youri Djorkaeff. Lautaro più altri 10.

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