Bauscia Cafè

Dieci domande ad Antonio Conte

Va tutto bene eh. Otto vittorie consecutive e poi uno stop anche parecchio sfortunato contro la Sampdoria, dopo un rigore sbagliato (…) contro un allenatore che personalmente stimo parecchio e che può essere del tutto fisiologico dopo un filotto del genere, un secondo posto ad una sola unità dalla vetta mantenuto nonostante lo stop. Tutto bene. Però.
Però ho sta sensazione di nervoso addosso. Che non va via, da un po’. Si vince eh, perché si vince. Però.
Qualche sassolino nelle scarpe me le vorrei togliere. Perché sennò qui al Cafè sembra quasi che si passi per aziendalisti (che poi non ci sarebbe manco nulla di male). E invece stiamo tutti a centellinare il caffè la mattina da un po’. Perché ci sono delle domande a cui nessuno ha mai dato risposta. Anzi, ancora meglio. Domande che nessun straordinario giornalista professionista ha mai posto, nei pre o post partita. E sinceramente sarebbe ora di porle.
In amicizia, senza malizia.
Per capire.
Proviamo?

pronto? si comincia.

1) Buongiorno Mister. Spero di trovarla bene e ben rilassato. Lei recentemente ha parlato del fatto che in certe partite a fare la differenza siano i dettagli, e certe cose non vadano insegnate. O si hanno o non si hanno. Ora, a qualsiasi tifoso generico basta una connessione internet e dieci secondi per capire come Alexis Sanchez abbia toppato otto rigori su dodici tirati in carriera. Non sono dettagli difficili da allenare, eppure… perché nessuno li ha presi in considerazione?

2) Più in generale, sono passati circa 18-19 mesi dal suo insediamento sulla nostra scomodissima panca. Siamo partiti col botto e dopo qualche mese ci siamo un po’ assopiti nel gioco, nonostante i risultati tutto sommato siano sempre arrivati. Non pensa che le tattiche di inizio anno scorso siano state poco accompagnate da alternative di gioco?

3) Senza andare a scomodare ormai arcinoti “piani B”, lei ha iniziato la sua carriera giocando a 4 dietro. Già ancora alla Juve aveva iniziato così per poi passare a 3 dietro, dopo qualche mese. Ora, è un po’ stucchevole stare a dire cose magari banali, ma non pensa che ci sia un po’ di prevedibilità tattica per quanto ci riguarda?

4) Non trova uno spreco non essere riusciti ad inserire – ritornando al discorso della rigidità tattica – il giocatore maggiormente dotato di visione di gioco in rosa, e secondo maggior stipendiato tra i calciatori? In favore di alternative molto meno tecniche come Gagliardini (che comunque non sta facendo male, a meno di non aspettarsi che faccia l’Eriksen)?

5) Come si spiega l’ultimo posto del girone di CL (peggior risultato di sempre, tipo) di quest’anno, contro avversari tutt’altro che irresistibili?

E’ sicuro di non essere il primo e maggior responsabile?

6) Sempre a proposito di CL e prevedibilità, che senso ha avuto inserire nella partita decisiva per la qualificazione dei terzini a 5 minuti dalla fine? Non sarebbe stato meglio provare un arrembaggio finale con giocatori più fisici in area?

7) Si è rincorso Vidal per due anni, ed è il terzo-quarto giocatore più pagato della rosa. Ad oggi, non pensa di aver chiesto un giocatore che non ha dato nulla alla nostra causa, e anzi è stato decisivo in negativo in moltissime circostanze?

8) Si parla di un’Inter con una rosa ristretta e poco profonda, ma ad oggi abbiamo una sola competizione da giocare (vabbè, c’è anche la Coppa Italia…) al contrario delle nostre dirette concorrenti per lo scudetto, con una delle quali che come centrali di difesa ha Romagnoli-Kjaer (!) e poi il nulla, e l’altra fa giocare Frabotta molto più di quanto sia salutare farlo. Non pensa che quindi gli uomini possano essere sfruttati male?

9) Sempre in relazione alla rosa, si sta pagando Sanchez, Vidal e Kolarov (saremo su una quindicina di milioni di euro netti all’anno) per un apporto fondamentalmente nullo nel corso di questa stagione. Lo scorso anno ha polemizzato in maniera anche un po’ stucchevole riguardo la mancanza di esperienza di gente che “viene dalla provincia” come Sensi e Barella, che sono sempre tra i migliori quando disponibili. La domanda è questa:

Antonio Conte, tornando indietro direbbe le stesse cose? twittalo

10) Lei è l’allenatore più pagato del campionato, ed uno dei dieci più pagati al mondo, nonostante sia l’unico che non è mai stato in grado di superare i quarti di finale di CL in tutta la sua carriera. In campionato il secondo allenatore più pagato dopo lei, prende quattro volte meno di quello che l’Inter le riconosce ogni mese. Non pensa che questo attestato di stima e di fiducia debba essere corrisposto con meno fare polemico rispetto a quello visto nel finale dello scorso anno, tra le altre cose anche perché fino ad ora si è alzato insieme lo stesso numero di trofei di tutti gli altri allenatori che si sono seduti nella nostra scomoda panchina, negli ultimi dieci anni?

eh si.

Sicuri di una sua risposta, la ringraziamo per il tempo che ci ha concesso, e le auguriamo un radioso futuro sulla nostra, scomodissima, panchina. Sempre forza Inter.

Vujen

Classe '85, marchigiano, interista da tre generazioni. Appassionato di fotografia, Balcani e cose inutili ma costosissime. I suoi pupilli sono Walter Samuel e l'indimenticabile Youri Djorkaeff. Lautaro più altri 10.

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