Bauscia Cafè
Collage di terze maglie dell'Inter del decennio 2010-2020

Terza maglia: una decade da incubo

Questa decade ha offerto uno spettacolo discutibile in tema maglie, soprattutto nella parte centrale. Per evitare problemi di fegato mi vorrei concentrare quindi solo sulle terze…che sono 1+6.

1 – 2012/13: L’Equivoco.

Verrebbe naturale pensare che la maglia rossa sia la 3a maglia: invece no, è la Away. La terza è in realtà la Away della stagione 2011/12, bianca con stecca diagonale nerazzurra e colletto nero…bellissima e quindi fuori concorso per ovvia posizione falsata.

2 – 2014/15: Personalità cercasi.

Colletto con bottoni, manica raglan, inserto elastico sui fianchi, fattura e struttura apprezzabili. Ciano evidenziatore: nella roulette dei colori evidenziatore distribuiti alle grandi europee siamo caduti in piedi, con un colore affine. Lo stemma è tradizionale. Una bella maglia da catalogo con lo stemma Inter, niente di particolare…poca personalità.

3 – 2015/16: Stabilo boss.

Modello da catalogo (ancora) colore evidenziatore (ancora). Di nuovo la roulette ci fa cascare su un colore ‘nostro’, anche se il giallo acido fluo non ci appartiene. Le sfumature dal nero spesso davano in FX verde…anche per questa maglia nessun dettaglio personalizzato, nessun tocco di azzurro, solo uno sfoggio di roba da catalogo con poco da raccontare.

4 – 2016/17: Ascolta la tua sete, Sprite.

Umiliante, imbarazzante, senza senso, antiestetica, urticante, ammazza-cornea…mi fermo. Probabilmente, da qualche parte nel mondo, qualcuno sarà orgoglioso di essere riuscito a vestire così una squadra leggendaria come l’Inter (sì, alcuni godono in questo) perché si tratta di una impresa oltraggiosa, difficile fare peggio. Non ci sono superstiti, chiunque non si sia opposto a questa maglia è colpevole e meritevole di un girone dantesco per qualche decennio. MACCHIA INDELEBILE, MALE ASSOLUTO.

5 – 2017/18: Eroicamente insapore.

La maglia della storica impresa di Inter-Pordenone. Template comune per tutte le top europee (ancora) e (ancora e non come la sprite) caschiamo su un colore grigio abbastanza familiare. Lo stemma è tradizionale, i dettagli sono il solito fluo autostradale…sarebbe bastato un tocco di azzurro o di oro per essere una maglia ottima, ma come al solito manca la caratterizzazione…replicanti senz’anima e insapore.

6 – 2018/19: Bella e caotica.

Tante belle idee tutte insieme hanno finto per calpestarsi i piedi e fare confusione. La croce, il Marmo del Duomo, la mappa di Milano…
La croce non rossa fa molto Parma, ma ci può stare. Il marmo non è per nulla quello del Duomo (Candoglia), ma un vena liquida. La mappa è coperta in parte dal Pirelli bianco, su una maglia grigio beige con dettagli ottanio. Caos. Ma finalmente c’è la personalizzazione, la caratterizzazione…apprezzabile.

7 – 2019/20: Sinesteticamente Cult.

Finalmente idee chiare e ben trattate, con scelte semplici. Contaminazione mondo Racing Pirelli: tessuti anni ’90, logo Nike Futura e collezione dedicata. Logo Pirelli in box originale, tessuto nero jacquard a scacchi con elementi heritage (stemma e lettere Inter). Ben progettata, ben sviluppata, ben raccontata, ben promossa e candidata ad essere un vero pezzo cult…la luce in fondo alla decade.

FUTURO – Speranza. La prossima decade potrebbe iniziare bene, come già ampiamente detto in precedenza e come ha anticipato Tuttosport (chi?) il 31/12/19…la maglia sarà un copia della maglia leggendaria della Uefa ’98. E grazie al c***o che ci piace: 15 anni per tornare a fare una terza maglia tanto facile quanto bella che comunque mostrerà ancora un volta che per fare belle cose bisogna guardare indietro. Quella maglia all’epoca fu un vero azzardo, style rugby, colori inusuali con scelta di utilizzo come prima in coppa Uefa con tanto di finale inclusa. All’epoca si creò qualcosa di nuovo, una proposta di rottura facendo una cosa anche bella e gradevole che è diventata poi parte della nostra immagine…cosa che non è mai riuscita con le terze maglie di Nike, tanto desiderose di spaccare quanto mai davvero così impattanti.

Ad esclusione di quella della stagione in corso, alla quale auguriamo di superare l’esame ‘finale’.

Sono abbastanza convinto che la scelta della maglia ’98 sia una compensazione a quella di violare la sacralità della prima maglia con li zig-zag…e non tanto per una scelta di visione, ma lo capiremo meglio vedendo le terze della altre big.

La tendenza però ultimamente sembra cambiata (Dio grazie): basta con le m***e fluo pubblicitarie e shock a tutti i costi, ma maglie tematiche e studiate per diventare vere e proprie capsule collection sportswear e magari anche di più…il mondo delle sneakers è dietro l’angolo.

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rupertalbe

Designer - Mourinhano

MVP LUDOGORETS – INTER

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