Il percorso dell’Inter nelle ultime 4 partite racconta di vittorie, ottenute contro avversarie diverse. La vittoria di stasera arriva sul sintetico di Berna contro uno dei fanalini di coda del girone. Non una squadra efficace con la palla tra i piedi, ma fisicamente capace di metterti in difficoltà, con ordine e abnegazione.
La partita è sempre aperta, e molto caotica. Non aiuta il sintetico, la mancanza di Calha e degli altri giocatori che abitualmente hanno compiti di regia. Paradossalmente i più ordinati con la palla tra i piedi risultano i tre difensori centrali e Miki. Questo porta la partita ad uno stato di caos e di fretta che porta a continui cambi di campo e stravolgimenti di fronte.
Su palla inattiva arriviamo spesso al colpo di testa. Ma mai indirizzato in porta. Spesso ribaltiamo il campo, ma mai con precisione.
L’azione più compiuta è quella che porta Bisseck al tiro, parato da quello che sarà il migliore in campo: Von Ballmoos.
Il secondo tempo si apre con un giocatore che di caos e nervi è fatto: Frattesi. La sua palla apre la porta a Dumfries che placcato guadagna un rigore.
Arnautovic decide di tirarlo, ma senza convinzione o cattiveria. Attitudine che si è vista in campo nel secondo tempo in diversi giocatori, per la verità. Il subentrato Zielinsky a metà secondo tempo scodellerà una palla in area, dopo un tacco incomprensibile di Lautaro, dopo una lettura delirante di De Vrji su una palla lunga.
La partita rimane aperta. Consegniamo almeno 3 occasione del ko agli avversari, che non hanno la testa ne la qualità per farci davvero male.
Salgono alla fine in cattedra i giocatori veri, cattivi e determinati. Mentra Barella corre tanto per il campo, ma di ordine ne mette poco, la regia della squadra passa nei piedi di Dimarco e Bastoni. Giocatori eccezionali. Dalla loro catena e dal dialogo con i subentrati Lautaro e Thuram arriva, fuori tempo regolamentare, un uno a zero che vale oro.
La differenza tecnica e mentale tra titolari e riserve appare nitida. Un esempio della seconda è Arna. Con la testa tra le mani per un abbondante mezzora, anche con i compagni intenti ad esultare. Un giocatore che è stato determinante solo quando si è sentito importante e che sembra sempre più lontano a trovare la sua dimensione in una rosa dove è annoverato tra i gregari.
Nonostante qualche calo di tensione in realtà la partita è a suo modo controllata. Quando il campo ti da ragione non ha senso immaginarsi un verdetto infausto.
Ora con i primi acciacchi della stagione inizia un bel tour de forces, sia in campionato con i rivali di sempre, sia con qualche sfida gustosa in Coppa Campioni.
Ci presentiamo alle prossime gare sapendo di aver fatto il nostro dovere.
Dopo tre partite siamo imbattuti in Champions, e senza gol subiti. Questo è un fatto. twittalo


E’ una bestemmia affermare che ieri sera l’Inter abbia meritato la vittoria pur giocando male. Altra partita sarebbe stata se il palo dello Jung fosse entrata, come se Bissek l’avesse mesa dentro o Arnautovic avesse realizzato il rigore. A preposito di Arna, doveva essere ceduto ma nessuna richiesta, ci sarà un motivo? Quello che mi preoccupa sono gli infortuni proprio ora che c’è la rube, che se giochiamo come ieri sera la vedo dura, spero nei rientri anche parziali ed una prova d’orgoglio dei ns.
P,S. perché il rigore lo ha tirato Arna e no Taremi? Se manca il rigorista titolare chi lo sostituisce
Comunque c’è da dire che sugli infortuni anche loro non sono messi benissimo.
La mia speranza è sfruttare assenza di Bremer che, di fatto, era la loro difesa: se la Thula gira credo ci siano buone possibilità di far loro male.
Tuttavia anche loro possono farci male perchè Vlahovoc e Yildiz sono piuttosti veloci, giocatori che De Vrj mal digerisce.
Vedremo
Tiriamo in porta da far pena.
Allenare il fondamentale h24 a giorni alterni.
Se non l’avete vista non perdetevi questa intervista a Barellino mio.
Compare IL vedrai che saudade di Sardegna ti scatenerà…
Veramente bellissima!
E tu sei un murvone 🤣🤣🤣
🤣🤣🤣
“Un giocatore che è stato determinante solo quando si è sentito importante”
Esattamente quand’è che è stato determinante tra Werder Brema, Stoke City, West Ham, Shangai Port e Bologna?
Shangai Port, 30 reti. Il suo livello.
La cosa divertente (o triste, dipende da come la guardi) è che si è alla nausea rilanciato importanza di avere gente esperta che sappia trascinare.
Lui che dopo un appoggio sbagliato inizia a guardare in cielo e quasi si mette a piangere
Mi spiace ma l’Inter non è la sua dimensione ma non da ieri sera: sin dal primo giorno che è tornato.
Quando ci ha segnato contro in Bologna-Inter 2-1, campionato 21/22.
Io parto dal presupposto che OGGI, per vincere, il vero tema è che stiano bene Basto, Dima, Chal, Bare e Thula.
Se questi steccano stagione, per noie fisiche o altro, le chance di vincere si riducono drasticamente sia che in panca ci siano Asslani, Bisseck o Buchanan, sia ci siano il colombiano tuffatore, Arna, Taremi o i cileni.
Però con il primo gruppo – magari con qualche giocatore esperto – posso provare a reggere urto sul fronte dell’intensità e sperare crescano progressivamente dal punto di vista della maturità. E, inoltre, ho maggiore flessibilità di mercato.
Non so, io per provare a crescere ancora di livello – con i limiti economici che abbiamo – credo questa sia unica soluzione.
Vedremo cosa faranno
Abbiamo buone riserve ma i titolari sono titolari.
Possiamo girarci intorno quanto vogliamo ma è così.
Spero in un recupero miracoloso di Chala per domenica e nel riposizionamento di Barella nella sua bella mattonella.
In un colpo due supertop in più.
PS sempre onore a Barellino che comunque mette una pezza di lusso in una situazione di emergenza.
PPS aggiungo piccolo focus su Arna, Taremi e Correa.
Arna partecipa e si fa trovare dove deve farsi trovare…il problema secondo me è psicologico.
Ieri l’ho guardato in faccia mentre si preparava a calciare e … ho avuto conferma di questo e anche un chiaro presagio sull’esito del calcio di rigore.
Su Taremi io confido.
Su Correa…come per Arna esiste un fattore psicologico. Sono nel tritacarne da mesi.
In più manca di quel minimo di garra che lo fa gettare nella mischia quando invece dovrebbe…è fragile.
Siccome sono con noi vanno comunque gestiti nel turnover sperando che si diano una svegliata.
Nulla di quello che precede va interpretato come alibi…bada.
La pressione a questi livelli esiste e nell’Inter esiste al quadrato.
Giocatori con quello status e quelle remunerazioni devono saperla controllare e gestire.
Correa è stata una sòla come Quaresma, salvo che Mou non ha mai preteso di farlo rientrare nelle rotazioni.
Quanto ad Arnautovic, lo do per perso. Preferisco un primavera.
😄hai un bidone della spazzatura al posto del cuore
L’anno del triplete vincemmo con 13-14 giocatori fissi.
Pensi che con i calendari di adesso sarebbe possibile vincere tutto con quella rosa di allora?
Vero… pochissime sostituzioni
Il calendario di adesso, rispetto a quello di allora, prevede circa 3(tre) partite in più (una semifinale di SuperCoppa Italiana e 2 partite di CL).
E anche allora avevamo ultratrentenni (Zanetti 36 anni, Lucio 32, Samuel 32) e vari più o meno trentenni (Stankovic 31, Milito 30, Cambiasso 29, Eto’o 29).
Ciao Deki, mi ritrovo completamente nella risposta di Bellins
Assolutamente no.
Infatti personalmente non punterei mai al triplete – nel senso che appoggio il turnover massiccio sapendo che da qualche parte ci lascio le penne – perchè altrimenti al 99% rimani con in mano semifinale di coppa italia, quarti di CL e terza/questa piazza in campionato. In soldoni giochi fino ad aprile ogni 3 gg per non portare a casa nulla.
Non siamo attrezzati per un triplete nel calcio odierno che rispetto a quello di 15 anni fa va al doppio della velocità (basta vedere sequenza infortuni, non solo da noi): le seconde linee non battono monza e young boys, occorre prenderne atto.
Se un 35enne – peraltro non top, inutile girarci intorno – soffre psicologicamente allora sono sempre più convinto sia meglio puntare sulla leggerezza mentale di un 22enne.
Che magari farà qualche cagata per inesperienza ma non credo si metta a piangere per uno stop sbagliato
Siccome il post di Nic92 è arrivato pressoché in contemporanea con il mio commento al post precedente, mi permetto di ricopiarlo come contributo anche a questa discussione.
Personalmente, la cosa che sinceramente mi preoccupa di più delle partite cui abbiamo assistito in questo scorcio di stagione, inclusa quella di ieri sera, è la condizione psicofisica.
Vero è che hanno tutti un anno di più dell’anno scorso e che, specie per gli ultratrentenni, questo conta (è ciò su cui insiste Roger), ma è pur vero che Luka Modric non è più giovane di Arnautovic o Taremi, eppure gioca (e come!) nel Real Madrid, mica nel Como; e analogamente dicasi di altri ultratrentenni come Salah o Lewandowsky.
Invece, quest’anno vedo un po’ tutti correre male e infortunarsi a ripetizione; non solo, ma vedo un po’ tutti approcciare le partite con sufficienza (City a parte), quasi che la vittoria dello scudetto li avesse privati di quella intensità e applicazione nel posizionamento, negli smarcamenti e nelle marcature preventive che caratterizzavano l’anno scorso il nostro gioco.
Non intendo imbastire processi contro nessuno, anche perché non ho competenze eccedenti quelle di un tifosotto da divano. Ma mi pare evidente che la squadra che ho visto giocare quest’anno è lontanissima parente di quella che mi ha incantato l’anno scorso, che a sua volta replicava quella già intravista nei primi sei mesi della stagione 21/22. E comincio a credere che, quando di Mourinho si diceva (per dileggiarlo) che era solo un “motivatore”, in realtà, senza volerlo, gli si faceva uno dei più grandi complimenti che si possano rivolgere ad un allenatore.
Caro IL, come in tutte le cose le eccezioni esistono. Dipende anche dal contesto in cui si trovano. Modric è stato un campionissimo e gioca in un contesto dove anche eventuali sue lacune atletiche sono….ben mascherate. Da noi, per fare un esempio, con centrali rocciosi ma lenti non puoi stare alto con la difesa pena prendere imbucate pesanti. Tutta la squadra deve fare un po’ da pendolo e questo, credo, alla lunga consumi un po’ più di energie.
Sull’allenamento e le tipologie utilizzate può anche essere così, ossia che da alcune parti parti ci si allena meglio. Personalmente, tuttavia, credo che se io mi allenassi al city (si dice sia il top per intensità e preparazione) credo farei più fatica di….Bisseck a tenere botta.
Senza estremizzare il mio concetto è riferito a cosa puoi permetterti in certe condizioni: potendo tutti cercherebbero Vinicius. Ma non potendo, ci si orienta su Monteiro o Arna? Lasciamo perdere i due nomi, ma è solo per rendere idea.
Credo un mix sia adeguatto ma noi solo di recente abbiamo provato a mixare mente finora dietro i totem abbiamo spesso insistito su gente da un anno e via. Non credo sia un modo ottimale per “produrre” due squadre e, soprattutto per quanto mi riguarda, garantire continuità in un calcio in cui la componente fisica sta diventando ahimè sempre più preponderante
Che la componente fisica sia preponderante non sarò certo io a negarlo.
Ma noi, mi ripeto, dall’inizio della stagione siamo alle prese con infortuni che non riguardano solo i vecchi, ma anche i meno vecchi, se proprio non vuoi chiamarli giovani.
E soprattutto, anche quando schieriamo tutti o quasi i titolari, assistiamo ad amnesie tattiche e a porcherie tecniche tipo quelle che ci hanno fatto perdere il derby o pareggiare con Monza e Genoa.
Che c’entra questo con la carta d’identità dei calciatori, titolari e non?
Io ho una mia idea, non pretendo sia quella corretta ovviamente.
Noi non vinciamo se restiamo mediamente statici e non produciamo occasioni collettive.
Ora il calcio è pieno di esempi di squadre capaci di vincere anche non avendo continuità durante la partita: il Real con il Dortmund, per restare ad un esempio recente, dorme per 60 minuti poi si accendo Vinicius e un altro a caso e la vincono da soli. Idem la finale di CL dello scorso anno.
Gli stessi bilanisti quante volte si sono affidati a Leao o Theo che da soli sparigliano le carte? Attenzione non parlo del tirone di Lautaro con la Roma, ma proprio di un giocatore che prende palla ne scarta 4 e segna o regala assist a porta vuota al compagno togliendo da solo le castagne dal fuoco di una prestazione orripilante.
E’ un limite/pregio: limite perchè devi produrre collettivamente. Pregio perchè puoi bilanciare meglio i momenti in cui il tuo top non è brillantissimo (a patto che il cambio sia valido): chi di top ne ha a bizzeffe come il Real se la cava, chi no poi paga dazio.
Se hai un po’ di giocatori che hanno nel dinamismo la loro caratteristica primaria (di solito lo sono i più giovani) puoi provare a mettere su una corrida e vincerla di fisico. In caso contrario devi sempre sperare che il meccanismo collettivo giri. Questo ovviamente per alcune partite: poi chiaro che il successo stagionale richiede che i forti stiano bene, chiunque tu abbia in panca.
😄e io ricopio la mia risposta a te
“Azzo se non è importante motivare”.
PS scusa compare ma mi accorgo adesso che confronti Modric ad Arna&C
😄ti piace vincere facile?
“Non una squadra efficace con la palla tra i piedi, ma fisicamente capace di metterti in difficoltà, con ordine e abnegazione”.
Faccio una domanda prendendo spunto da questa sacrosanta considerazione di Nic92: con risorse limitate, è preferibile – COME BACKUP – prendere giocatori bravini tecnicamente ma poco fisici/sul viale del tramonto, oppure puntare su profili che sanno creare difficoltà agli avversari perchè esuberanti ancorchè non raffinatissimi (ma magari con margini di crescita)?
Lo scorso anno Inzaghi ha turnato molto poco in campionato e di più nelle coppe: i risultati credo siano stati chiari. Personalmente spero faccia altrettanto
Credo proprio che Oaktree propenda per giocatori futuribili (leggi rivendibili) e che l’anno prossimo di ultratrentenni in rosa ne vedremo meno. Il turnover io credo e spero Inzaghi lo tari sulla difficoltà dell’impegno più che sulla competizione in sè. L’importante è che l’approccio alla gara sia quello giusto.
La rinvendibilità è un modo per garantirsi flessibilità sul mercato.
Giustamente oggi noi non vogliamo sacrificare sul mercato i nostri top e quindi cosa fai? Se al posto di Arna ci fosse stato che so Castro, per fare un esempio, magari con il genoa si poteva apparecchiare uno scambio (con ridotto conguaglio per gudmunsson). Con Arna (o anche taremi) per età e costo stipendio non puoi farlo.
Non sbavo per questa cosa ma credo nelle nostre condizioni – fatturato in crescita ma equilibrio finanziario ancora da trovare e…stadio da finanziare – sia la più logica. Ma li devi essere veramente bravo
Trovi la mia risposta nelle considerazioni che ho svolto sopra.
Più precisamente: puoi anche scommettere trentenni o ultratrentenni più bravi tecnicamente, dipende da come li alleni.
Può essere che i nostri preparatori siano più scarso di altri, di questa cosa non ho proprio idea.
Però dico una cosa: il Sanchez tra i 20 e 28 anni non lo prendeva nessuno in velocità, sia che si allenasse con Udinese, barcellona, Arsenal o United.
Il Sanchez over30 …lo prendevano tutti, indipendentemente da chi fosse il preparatore.
Ritengo che caratteristiche fisiche – Klassen non potrà mai avere intensità alta, anche a 19 anni – ed età abbiano un peso se vuoi garantirti ritmo alto. Lo stsso real con Modric ha Camavinga, Tcuameni, Vinicius, ecc. che danno una bella intensità. Con un cc fatto da 4 Modric attuali, non credo avrebbero successo