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Sanissimi, non informissimi

Otto partite, 17 punti, secondi in classifica. Il campionato lo abbiamo raddrizzato. Non stiamo bene, ma siamo sani.

L’Inter batte la Roma 0-1 e si porta via il primo clean sheet da casa dei giallorossi dal 6 maggio 2023, quando sempre noi vincemmo 0-2 con gol di Dimarco e Lukaku. Un nome che basta per far capire quanto tempo è passato dall’ultima volta che i nostri avversari finivano una partita tra mura amiche senza segnare. Questo dato significa molto: se la tenuta difensiva era l’elemento più preoccupante di questo inizio campionato, il risultato di ieri è la miglior risposta possibile. Un altro pezzo che si aggiunge al puzzle della guarigione, non per forza il più importante. Fisicamente non stiamo bene: pensate che era dal 2009 che non ci trovavamo a fare due cambi per infortunio nel primo tempo, tra l’altro soprattutto il primo in una zona molto sensibile. Con Asllani e Zielinski fuori, Calhanoglu ha avvertito una contrattura all’inguine al primo minuto di gioco e già all’11’ è dovuto uscire. Barella è scalato regista ed è subentrato l’unico altro centrocampista della prima squadra rimasto, ovvero Frattesi. L’Inter era partita molto bene e ha di fatto dominato il primo tempo, senza riuscire però a concretizzare abbastanza: Lautaro ha sparato alto dal limite dopo 4 minuti, Thuram ha chiamato Svilar a una bella parata e Mkhitaryan ha incocciato la traversa con una bordata. Per il resto non si è riusciti a rendersi granché pericolosi, se non per un contatto molto dubbio tra Cristante e Thuram con il francese lanciato a rete. La Roma si è fatta vedere con due guizzi di Pellegrini, prima un cross piuttosto disperato dal fondo su cui però Sommer ha fatto una papera rischiando di tirarsela in porta da solo e venendo salvato dal palo, poi un tiro dal limite su cui lo svizzero si è rifatto. Il secondo infortunio aveva colpito Acerbi e al suo posto è entrato De Vrij: un difensore non superiore e non inferiore ma diverso, che mi spaventava un po’ perché nel corpo a corpo con Dovbyk mi sembrava destinato a soffrire di più. In effetti è stato così, ma Stefan ha sciorinato una prova eccezionale, fermando i dribbling dei tanti trequartisti della Roma e soprattutto con la giocata decisiva.

Perché Roma – Inter si è decisa in un minuto, tra il 58 e il 59: contropiede due contro uno Zalewski – Dovbyk, chiusura magistrale di De Vrij, corner, scivolone del polacco, sgroppata di Frattesi, palla dietro, chiusura non riuscita di Celik, bordata di Lautaro, gol.

Per il resto la Roma ha attaccato a testa bassa, l’Inter ha dovuto gestire in piena emergenza fisica, una situazione molto chiara ma che non lascia del tutto sereni: è solo l’ottava giornata di campionato, siamo alla decima partita ufficiale, non ci si aspetterebbe una fatica tanto grande negli ultimi 20 minuti. I cambi di Inzaghi sono stati parecchio strani, fuori Darmian per Dumfries, Bastoni per Bisseck e Lautaro per Correa, passando a un 5-4-1 con il censurabile argentino esterno sinistro. Nonostante le oscenità mentali e comportamentali del Tucu la Roma non ha prodotto sostanzialmente nulla, mentre l’Inter ha sfiorato il gol in due o tre situazioni, soprattutto con Dumfries.

Quanto vale questa vittoria?

Per capirlo bisogna partire da noi: una gara di rientro dalla sosta non è mai facile, in più mercoledì c’è l’impegno in Champions, in più tra sette giorni c’è il Derby d’Italia. Iniziare con due cambi forzati in 25 minuti, per di più di due colonne come Acerbi e Calhanoglu, complica notevolmente qualsiasi gara. Al momento dei cambi strani, per dire, Barella e Mkhitaryan avevano nelle gambe 78 minuti e Frattesi 67, Pisilli, Le Fee e Baldanzi erano tutti freschi. Vincere con così poche risorse è molto difficile. Quindi per quanto riguarda il nostro momento, vincere questa partita è preziosissimo.

Per includere nel calcolo la Roma avrei bisogno di saperne di più. La Juve per esempio ci ha pareggiato e storicamente vincere all’Olimpico non è facile, indipendentemente dall’annata e dal livello dei giallorossi. La squadra presente non mi è sembrata granché. Tignosa sì, tantissimo, e organizzata pure, ma arida. Juric già a Torino aveva fatto capire di far fatica a valorizzare il talento e ieri ho rivisto quello stesso difetto. Dybala è ben sintonizzato sulle frequenze dell’allenatore, ha corso, ripiegato e contrastato come non avevo mai visto, ma è anche stato meno pericoloso che mai in avanti. I giallorossi non hanno creato letteralmente niente tranne due tiri dal limite e hanno sbagliato tanto soprattutto in fase di rifinitura. In fase difensiva sono stati solidi, Ndicka è sembrato un ottimo giocatore così come Svilar un ottimo portiere, oltre agli altri che conoscevamo già. Tracciando un bilancio, abbiamo vinto in un momento difficile in casa della settima in classifica quindi sì: è molto preziosa.

Cosa sarà

Quella decisiva è tra sei giorni, domenica alle 18. Tornando a febbraio, alla scorsa stagione, Inter – Juve era arrivata dopo una partita molto simile, Fiorentina – Inter. Vinta sempre 1-0, sempre con la spia della fatica accesa e sempre con assenze importanti, sempre con gol di Lautaro. Nel calcio c’è un’inerzia, ai big match conta sempre molto come ci arrivi e una vittoria come quella di ieri predispone tutto nella maniera migliore possibile. Meritata, sofferta, eccitante. Fiducia e adrenalina accumulate torneranno parecchio utili. Ci arriviamo meglio della Juve, oltre che davanti in classifica. Per me i gobbi sono una squadra vera, più tignosa che bella, ma ricca di talento e molto applicata. Sono doti che nel calcio fanno la differenza e possono benissimo vincere i campionati, ma di fronte a una squadra come questa Inter non dovrebbero bastare. Domenica alle 18 l’Inter ha un set point, diciamo, per stabilire i primi equilibri: vincere vorrebbe dire andare a più 5 con la differenza a favore, ma soprattutto far capire ai gobbi e a tutta Italia che il distacco c’è ancora, forte e chiaro. Oltre ai bianconeri, in lizza per lo Scudetto c’è il Napoli, che mi sembra un’altra squadra arcigna e capace di vincerne tante di poco, ma allo stesso modo mi pare inferiore.

L’Inter non sta bene, ma è sana e non sta troppo male. Non serve preoccuparsi più di tanto: per tutti e cinque gli infortunati (Zielinski, Asllani, Calhanoglu, Acerbi e Carlos Augusto) non dovrebbe essere nulla di grave, dovrebbero essere recuperati per la Juve e forse qualcuno già anche per la Champions. Chi è sano sta crescendo di condizione, in primis Frattesi: dopo un primo tempo inconsistente, il 16 ha fatto un secondo tempo eccellente, nelle ripartenze ma anche in rifinitura, con il passaggio per Lautaro e un’altra imbucata geniale per Thuram. Sono tante però le giocate di qualità, meno evidenti ma tanto decisive nell’economia di una partita. Quando c’è da chiudersi e ripartire, Frattesi è un giocatore eccellente. In costruzione deve ancora crescere tanto, ma il giocatore sta ormai arrivando al livello necessario per giocare tanto in questa squadra. Pesa e peserà. Due parole è giusto spenderle anche su Lautaro, che ancora è tutt’altro che brillante, ma ogni partita va un po’ di più e ieri ha fatto un gol importantissimo. Ormai è un giocatore esperto, che sa decidere le partite e i campionati in maniera pressoché chirurgica: un gol come quello di ieri, non soltanto tecnicamente ma anche e soprattutto per quella importanza, lo fanno in pochi se non nessuno in questo campionato.

Adesso sotto con lo Young Boys, per tre punti che sono fondamentali in Champions prima di un trittico durissimo contro Arsenal, Lipsia e Bayer Leverkusen. Un passo alla volta, tra sei giorni saremo pronti per mangiarci anche la Juve.

seppia

Laureato in lettere, sogna di fare il giornalista sportivo ma il tifo per l'Inter compromette la sua obiettività e la sua esistenza. Non ha un ricordo slegato dai nerazzurri e i due anni di Spalletti sono stati i più belli della sua vita.

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bellins (Il Rincoglionito Patentato)
bellins (Il Rincoglionito Patentato)
Leggenda Bauscia
1 anno fa

Forte questa bjuve…

Abbiamo fatto beneficenza nel derby, cerchiamo di non farla anche domenica.

Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia

Alla fine le 4 squadre candidate ad andare in CL sono li in fila….quinto incomodo è al solito il Gasp ma dipenderà da che strada farà in Europa.

Ultima modifica 1 anno fa by Roger Roger
bellins (Il Rincoglionito Patentato)
bellins (Il Rincoglionito Patentato)
Leggenda Bauscia
1 anno fa

Correa, guarda e impara…

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Deki
Deki
Leggenda Bauscia

Sono l’unico che vede 5 palloni in questa foto?

Cipe64 ⭐️21⭐️
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😄😄😄

GuS
GuS
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1 anno fa

Concordo su Frattesi. Buona gara, ma il contraccolpo tattico seguito all’uscita di Çalha ed allo spostamento di Barella è stato evidente proprio in fase di impostazione/uscita, con il romano che tende spesso a “scappare” centralmente dimenticandosi di fornire l’appoggio sull’esterno in fase di palleggio. Ma è solo questione di tempo: il giocatore sta dando segnali di crescita. Certo è che l’opzione Bare play basso con Fratte in campo è un’opzione valida ma chiaramente un downgrade rispetto al turco ed al sardo titolari nelle loro zolle di competenza (non può certo essere il backup di Miki). Bisogna quindi capire quanto Frattesi continui, in prospettiva, ad aver voglia di sudarsi un minutaggio non garantito in una squadra di vertice come l’Inter o si lasci ammaliare dalle sirene mediatiche scandalizzate (signora mia) dal fatto che non giochi sempre titolare.

Cipe64 ⭐️21⭐️
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Rispondi a  GuS
1 anno fa

Frattesi è intelligente e capirà che, in prospettiva, l’Inter potrà diventare casa sua….spiaze per le sirene.

Anche io lo vedo più integrato di prima e spero si integri sempre più perché ha caratteristiche abbastanza interessanti per un centrocampista.

Soldato Barella ha risposto “presente” alla chiamata sulla zolla di Chala.
Spettacolo di giocatore e di persona mi permetto di aggiungere.

Roger Roger
Roger Roger
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Rispondi a  Cipe64 ⭐️21⭐️
1 anno fa

Barella, se posso fare un appunto, in quel ruolo deve capire che certe giocate alla Messi è più rischioso farle perchè se sbaglia li è probabile subire un grosso danno.
Certo che Asslani un po’ sfigato, sportivamente parlano, lo è: non gioca quasi mai e quella volta che potrebbe trovare spazio si rompe con la nazionale. Speriamo il trauma distorsivo al ginocchio sia di poco conto

Cipe64 ⭐️21⭐️
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Rispondi a  Roger Roger
1 anno fa

Ho letto che si tratta di un trauma contusivo con una torsione lieve. più che distorsivo…la qual cosa è bene.
Sia per i tempi, sia per la qualità del recupero.🤞

GuS
GuS
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Rispondi a  Roger Roger
1 anno fa

Si vero, oltre al fatto che deve velocizzare il giropalla. Però Bare per fare il play ha classe, genio, vede il gioco. Certo, non ha il calcio lungo e goniometrico di Çalha (ma chi ce l’ha..?). Comunque il sardo è un fattore da interno.

GuS
GuS
Leggenda Bauscia
Rispondi a  Cipe64 ⭐️21⭐️
1 anno fa

Frattesi sarebbe devastante in una squadra di Conte, che fa della verticalità e delle ripartenze il mare in cui tuffare un assaltatore come il romano. In una squadra moderna come quella di Inzaghi invece (😏) Frattesi può fare il salto di qualità e diventare un giocatore completo, internazionale.
Ma nulla vieta, anzi direi che è più che auspicabile, sfruttarne le caratteristiche innate consentendoci in certe gare di rifiatare e giocare in ripartenza usando come fionde gente come lui e Dum (via sponde del Tikus e soci).

Cipe64 ⭐️21⭐️
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Rispondi a  GuS
1 anno fa

Concordo…il fatto è che è uno che si butta nella mischia e spesso centra la porta. Un pò quello che ci è mancato spesso negli ultimi tempi.
Se riuscisse a partecipare di più alla manovra…spero di aver visto dei buoni segnali.
In tutto ciò…nè lui ne Asslani possono fare il Chala della situazione. Barella si adatta ma meglio faccia il suo.
Per quello ci vuole la botta di culo di beccare un giovane con certe caratteristiche 😄 e a poco prezzo.

GuS
GuS
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Rispondi a  Cipe64 ⭐️21⭐️
1 anno fa

Eh si. Su Asslani: io l’ho sempre difeso ma quest’anno è l’ultima chiamata. O convince (di poter diventare un perno del futuro centrocampo) o a Giugno verrà messo dentro qualche trattativa. Difficile trovare ritmo, tempi, gamba, giocate, fiducia, giocando poco, in un ruolo così delicato e per di piu all’Inter. Però sta a lui. Certo che se poi si infortuna pure…

Roger Roger
Roger Roger
Leggenda Bauscia
Rispondi a  GuS
1 anno fa

Il rinnovo del contratto con stipendio a salire pare indicare che i nostri hanno fiducia in lui.
Speriamo

Cipe64 ⭐️21⭐️
Cipe64 ⭐️21⭐️
Leggenda Bauscia
Rispondi a  GuS
1 anno fa

Chala aggiunge ad una gran tecnica ed una visione di gioco una velocità di pensiero e azione davvero non comune.
Fa guadagnare quelle frazioni di secondo che poi spesso sono decisive.
Un top di gamma nel suo.
😄È sempre bello parlarne pensando che i gonzi ce lo hanno regalato…e pure bello incazzato…

Ultima modifica 1 anno fa by Cipe64 ⭐️21⭐️

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