Bauscia Cafè

Dominio Nerazzurro

Un mese fa mi sono preso l’incombenza di scrivere questo post, pensando che a seconda di quale fosse stata la situazione nella giornata odierna si sarebbe potuto tracciare un bilancio del nostro momento con un certo numero di dati abbastanza probanti.

Su questo avevo ragione, ma non immaginavo che le sfumature potessero essere così trasversali ed inattese.

Nel giro di un mese, con due derby, abbiamo ristabilito il nostro dominio su Milano.

La ruota gira, e così mentre la Milano nerazzurra sembra finalmente aver trovato il modo di sfruttare tutto il proprio potenziale, Pioli vede palesarsi tutti i limiti della sua squadra, nascosti sotto un lungo periodo di sovraperformanza e quintali di rigori generosi.

Con questo derby dominato iniziano ad essere numerosi gli scontri diretti vinti capitalizzando il proprio surplus di qualità. Un passo in avanti deciso per cui si deve rendere atto alla squadra ed al mister. Qualcosa che soprattutto con Conte pareva essere lo step veramente importante da compiere, visto l’ottima resa contro le piccole.

Questa non è l’unica nota lieta: questo, dopo la partita contro la Lazio è un secondo deciso set point.

In passato tutte le occasioni che ci venivano regalate dalle avversarie dirette venivano sprecate, lasciandoci in qualche modo incompiuti. Oggi non pare essere così. E per questo abbiamo agguantato il primato.

Consci che questi ottimi dati devono essere confermati di domenica in domenica, non si può che essere contenti. Ancora di più se si conta l’eccezionale fase finalizzativa della rosa: 57 gol realizzati a questo punto dell’anno.

Se chiedete a me c’è un ulteriore motivo di felicità: Eriksen e Perisic.

I due giocatori possono non piacere (davvero?) ma sono giocatori che in questa rosa hanno un surplus di qualità enorme rispetto alle alternative. Davvero qualcuno può pensare di sacrificarli per un Darmian o un Gagliardini?

Vederli in campo, con una difesa che finalmente è veramente a 3 e gode di solidità senza bisogno di quinti difensivi o di mediani di interdizione mi fa rivedere per la prima volta dopo anni un 11 di qualità degno dei nostri colori.

Imponente il lavoro di Perisic ed Eriksen, condotto dal mister e da loro in primis, con il croato che non sbaglia una diagonale difensiva e 80 metri più avanti sforna assist al bacio ed il Danese che ha aumentato i giri del motore oltremisura.

Questa Inter pare essere quella offensiva disegnata nelle prime uscite stagionali, ma con un equilibrio e una solidità ritrovata senza rinunciare alla qualità. Era l’unica strada possibile.

Strada forse abbandonata in maniera frettolosa per via di una preparazione tardiva, condizionata dalla finale di EL giocata appena prima dell’inizio del campionato. E penalizzante.

Qualità in abbondanza in campo insomma. Ora deve consolidarsi nei giocatori e nel mister la consapevolezza di essere forti forti (si lo siamo).

I 40 minuti centrali della partita hanno dimostrato un atteggiamento troppo conservativo e timoroso. Atteggiamento visto anche nei finali di partita con Roma e Napoli. La forza di questa rosa sta nel tenere palla e sfruttare una qualità nei primi 11 che in A forse non ha nessuno.

Se iniziamo a schiacciarci perdiamo le migliori qualità della rosa e ci troviamo in una situazione che rischia di enfatizzare le debolezze dei giocatori in rosa.

Questa consapevolezza. Che deve essere vera e radicata, credo sia l’ultimo step che l’Inter deve compiere, e forse anche il mister, rileggendo la sua carriera in chiave europea.

Ad ogni modo, al netto dei fallimenti nelle Coppe, che ci restituiscono una realtà (drogata) in cui non esiste altro risultato alla vittoria finale (difficilissima ma imprescindibile), il lavoro del mister, della rosa e di Marotta è incredibile, vista la situazione mondiale, economica e soprattutto l’incertezza che aleggia attorno al Club. Forse il grande combustibile di questo gruppo può diventare proprio la fame di vittoria di giocatori che non hanno, con rare eccezioni vinto nulla.

Siamo sulla retta via: vittoria, primato e tantissima qualità in campo. twittalo

Nic92

Nato dall'incontro tra l'unico tifoso cagliaritano non isolano e una grande tifosa di Batistuta, fortunosamente incontra l'Inter e se ne innamora. Ha in Julio Cesar il suo spirito guida.

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