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scritto da Taribo59 il 7 aprile 2009 alle 9:27
Difficile negare che a Udine Balotelli e Santon siano stati i peggiori in campo. E siccome sulle loro spalle è stato caricato un peso inversamente proporzionale a età ed esperienza, vale la pena stabilire i motivi di quella che appare come un’involuzione. In sintesi, Balotelli e Santon hanno una forza fisica strepitosa e vistosi limiti tattici.
Temevo lo spostamento a destra – sulla “sua” fascia – del Bambino, proprio perché sarebbe venuto naturale il confronto con le scavallate offensive di Maicon, confronto improponibile sul lato sinistro, perché Maxwell attacca molto meno e Santon non ha il sinistro per il cross in corsa.
Allo stesso modo, non mi convince la coppia d’attacco formata da Ibra e Supermario. Ma qui il problema – scusate la bestemmia – è proprio Ibra, perché non si è ancora capito quale sia il suo partner ideale. Non Cruz, boicottato platealmente. Non Crespo, spedito in campo solo nei finali alla va o alla spacca. Forse Adriano, che almeno “fa a sportellate” e “apre spazi”, come se questa fosse una sopraffina soluzione tattica.
Resta il fatto che Ibra è un magnete egoista, tutte le manovre d’attacco passano dai suoi piedi, ed è sempre lui a stabilire i ritmi della manovra offensiva: le volte in cui trattiene il pallone fra i piedi per 3-4 secondi, i più applaudono perché “fa salire la squadra”, io mi chiedo cosa pensino i suoi compagni che a quel punto sono tutti marcati.
Il meglio, Balotelli e Santon, possono darlo sul piano della corsa in progressione, ma l’Inter non ha nessuno in grado di lanciarli. Ricevendo palla da fermi, sono calciatori un po’ macchinosi, e non possiedono l’esperienza per andare oltre il passaggio laterale.
Immagino che dopo la buona partita di Maxwell a Udine, Santon continuerà a giocare a destra, e non sempre troverà avversari che giocano larghi come Pepe e Quagliarella; la speranza è che Mourinho provi qualche soluzione in grado di consentire al Bambino 3-4 avanzate a partita, con la protezione di Zanetti, cercando di arrivare fino sulla linea di fondo, prima di far partire il cross.
Allo stesso modo, spero che anche su Balotelli venga compiuta qualche scelta motivante. Per esempio, sabato contro il Palermo, io rinuncerei a Ibra – che è in odore di squalifica – e metterei Balotelli al centro dell’attacco, magari accanto a Cruz o Crespo.
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scritto da Mr Sarasa il 28 marzo 2009 alle 15:06
Riportiamo fedelmente l’intervista di Andrea Elefante e Luca Taidelli al giocatore rivelazione del campionato, Davide Santon, in edicola oggi sulla Gazzetta dello Sport:
D: Santon, si sente davvero un predestinato?
S: Diciamo che credo al destino e al fatto che ognuno di noi possa essere nato per fare qualcosa di specifico. E che mi sono capitate cose per cui mi sono detto: ma allora doveva proprio succedere
D: Tipo?
S: Partita con la Primavera, Filippini espulso, da esterno di centrocampo arretro a fare il laterale destro: non mi sono più mosso da lì. Bernazzani deve portare un terzino ad allenarsi con la prima squadra e sceglie me. Mourinho a destra ha Maicon e un giorno decide di provarmi a sinistra.
D: E’ lui il suo uomo del destino?
S: Quello che l’ha indirizzato di più, forse. Prima di lui mio padre, per quanto ha fatto per me fuori dal campo; e poi tutti gli uomini del settore giovanile dell’Inter: dev’essere destino anche che io sia qui, oggi.
D: Perchè?
S: Giocavo negli esordienti del Ravenna, a 10 anni feci un provino per l’Inter che poi quando ne avevo 14 scrisse: lo vogliamo. Due giorni dopo arrivò lo stesso foglio del Milan: allora avevo qualche simpatia rossonera ma avevo già scelto l’Inter. Perchè il cuore può cambiare e ora, per come mi sono trovato qui, non andrei mai dall’altra parte.
D: E uno sgarbo gliel’ha già fatto.
S: L’anno scorso con gli Allievi: una doppietta giocando da punta. Niente di strano, quando ho iniziato facevo l’ala destra, l’ala sinistra e anche il centravanti.
D: E oggi si sente sempre un laterale destro?
S: Il mio ruolo resta quello, ma ormai destra o sinistra non mi fa quasi più differenza. Anzi, se con l’Under 21 giocherò a destra mi farà un po’ strano, ma è come andare in bicicletta: non si disimpara.
D: E l’inno italiano l’ha imparato bene?
S: Lo so e Martedì lo canto anche. L’under21, porca miseria: il mio vero debutto azzurro, Mourinho direbbe “Fantastico”.
D: La prima cosa importante che le ha detto Mourinho?
S: Il lunedì prima di Inter-Roma di Coppa Italia, io e lui soli nello spogliatoio: “dopodomani sei titolare. E non dirlo a nessuno, neanche ai tuoi genitori”
D: E la cosa che le dice più spesso?
S: “Vai così, bambino”. Mi piace quando mi chiama così, e in fondo anche quando mi fa una testa così sull’importanza delle diagonali.
D: Il suo complimento più bello?
S: Quando in conferenza mi ha chiamato fenomeno: per me ha esagerato, ma sono cose che fanno piacere
D: Il miglior consiglio dato da un compagno?
S: Cambiasso: “Si vede che hai la testa sulle spalle: continua ad allenarti così”; Materazzi è stato più diretto: “Se non vai al Mondiale 2010, affacciati dal balcone e buttati giù”.
D: Ci spera?
S: Lippi mi ha fatto dei bei complimenti: io cerco di fare le cose con calma, ma se mi chiama non gli dico di no…
D: Più facile che Santon si monti la testa o arrivi presto in Nazionale?
S: Su una cosa metto la mano sul fuoco: resterò con i piedi per terra. Continuerò a non vedere l’ora di arrivare a casa per mangiare le lasagne di mia mamma e mia nonna, continuerò ad ascoltare mio padre, che mi ripete ogni giorno: “Davide, guarda che non hai fatto ancora niente”.
D: Quando non gioca a calcio: un libro, musica, la playstation?
S: Se devo essere sincero, playstation: una partita me la faccio sempre volentieri, ma non ho la “scimmia”
D: C’è più adrenalina se: giochi contro Maldini, devi marcare C.Ronaldo, vieni paragonato a Facchetti?
S: Quel giorno contro Maldini non mi sembrava vero: il primo derby per me, l’ultimo per lui; C.Ronaldo è sempre stato il mio idolo: se ci fossero stati ancora i poster, in camera avrei avuto il suo. E Facchetti, sono curioso di vedere come giocava: ho chiesto di avere un video con alcune sue partite.
D: Le è capitato di farsi venire il dubbio: ce la farò?
S: Credo venga più o meno a tutti: me lo faccio passare pensando che pochi giovani, anche se bravi, hanno la fortuna di poter giocare in un grande club.
D: E il dubbio: mi sta succedendo tutto troppo in fretta?
S: E’ successo tutto all’improvviso, ma non ho paura: me la vivo serenamente.
D: Un po’ come vive le partite: ma non le è mai capitato di stupirsi di se stesso?
S: Non sapevo come può essere giocare contro 80.000 persone, sono entrato in campo e mi sono fatto coraggio così: “ma cosa ci fa tutta sta gente qui?”. Alla fine ho scoperto che non è poi così difficile: ho le mie emozioni, però mai davanti a tanta gente.
D: E il cuore in gola, mai?
S: Proprio in gola no, davvero. Io ragiono così: se giochi tranquillo, riesci a fare cose che non riusciresti a fare se fossi troppo teso. Certo, se tifosi e compagni ti danno una mano è più facile, ma un mio pregio è sempre stato quello: controllo le emozioni.
D: E un difetto?
S: Ora gioco a sinistra, dunque cerco di migliorare per controllare l’istinto che mi porterebbe a destra e per spostarmi più spesso la palla sul sinistro: se imparo a crossare bene con tutti e due i piedi divento più imprevedibile.
D: Santon e l’imprevedibile Balotelli: chi ha aiutato più chi?
S: Mario mi ha aiutato a trovare la fidanzata, visto che sto con Sofia, la sua ex… battute a parte, quello che Mario ha fatto l’anno scorso è stato uno straordinario esempio visivo; io credo di avergli dato qualche buon consiglio e di essergli stato vicinoquando ha avuto quel momento un po’ così.
D: Oggi Balotelli e Santon, e domani? Può fare tre nomi, pescando dal settore giovanile?
S: Destro, Obi e Caldirola. E mi perdonino gli altri.
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Vale la pena ricordare gli appuntamenti che vedono coinvolti i giocatori nerazzurri in questa sosta per le nazionali:
Austria – Italia (Under 21) 2-2 già giocata mercoledì sera, in campo Francesco Bolzoni
Oggi:
h19:45 Romania – Serbia (Stankovic)
h23:30 Argentina – Venezuela (Zanetti, Samuel)
Domani:
Ecuador – Brasile (Adriano, Julio Cesar, Maicon)
Ghana – Benin (Muntari)
Mozambico – Nigeria (Obinna)
Martedì 31/3:
Olanda – Italia (Under 21) (Balotelli, Santon)
Mercoledì 1/4:
Bolivia – Argentina
Brasile – Perù
Di queste credo che l’attenzione sia massima soprattutto per le gare di Argentina (debutto di Maradona ct in una gara ufficiale), Brasile (per sperare che non venga spremuto troppo Maicon) e soprattutto Under 21, sperando che per entrambi i nostri giocatori impiegati quella sia solo una passerella verso un prossimo salto di categoria.
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scritto da ex-collaboratori il 21 gennaio 2009 alle 22:56
L’Inter gioca una partita di grinta e impegno, mostrando progressi rispetto alle ultime uscite, soprattutto affrontando un avversario di rango, ben lontano dalla passeggiata dell’Olimpico dell’autunno scorso. Oggi siamo in pieno inverno e si vede: la squadra ha qualche problema di gioco, di fluidità della manovra e tende a subire abbastanza, prima sulle fasce, poi al centro. Ma nel complesso la prestazione è molto più che sufficiente, perché abbiamo creato occasioni, abbiamo reagito al pareggio e abbiamo trovato qualche novità sul cammino che ci può far sperare bene.
Santon merita una menzione particolare. E’ un esterno destro alto, che Mourinho, fin dall’estate, ha provato a impostare sulla linea di difesa. Messo in quarantena Maxwell si è fatto valere sulla fascia opposta, mostrando tutte le sue qualità: corsa, dribbling, coraggio. Sembra assurdo doverlo ribadire, perché da anni abbiamo il miglior settore giovanile italiano, ma ragazzi così vanno portati in prima squadra e devono pesare sul mercato. Al diavolo gli Angeleri e tutti i misteriosi parametri zero che potrebbero arrivare. Santon è un capitale da investire già da questa stagione: è fresco, ha voglia e può solo migliorare.
Adriano è in lento, ma progressivo miglioramento. Ha lottato con le sue armi, peso e prepotenza, contro una difesa di primo livello, scardinandola. Ha offerto un sublime assist per Ibrahimovic e ha sempre coperto la sua zona. Certo, dovrebbe dimagrire di dieci chili e mantenere promesse che non hai mantenute, ma cosa dobbiamo dire? Meglio avercelo, perché almeno ha peso e riesce a liberare spazi per Ibra.
Nella prestazione odierna mi piace sottolineare la prova di Toldo e Burdisso ha giocato persino meglio di Samuel, se vogliamo. Quello che sembra evidente è che per un motivo o per l’altro la difesa è indebolita: ha preso gol e ha rischiato, mentre sovente ha battagliato, ma ripeto che ciò dipende dal centrocampo. Cambiasso poco in forma? Zanetti idem? No, direi che è un discorso di atteggiamento tattico, di equilibrio. Appena c’è qualcuno che corre a un passo diverso dai colleghi di reparto, le distanze saltano: Stankovic, pur sempre uno dei migliori, non è ancora quello di un mese fa e Muntari sembra aver oltrepassato il picco di forma. Un po’ come all’inizio del campionato quando le distanze erano lunghissime: per questo invoco il turnover, qualcuno riposa ed entro un mese abbiamo la squadra pronta per la rincorsa finale.
La partita, nel complesso, è stata equilibrata, la vittoria va a nostro merito, contro questi maledetti piagnoni romanisti. Non come i giudizi dei due telecronisti, probabilmente nascosti in una cabina segreta di Trigoria. Veramente patetici.
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scritto da Nk³ il 30 novembre 2008 alle 18:37
Arriva il Napoli a San Siro e la squadra scende in campo con il piglio giusto, quello visto sabato scorso, e tutt’altra concentrazione rispetto a mercoledì. Si parte immediatamente con un pressing forsennato e altissimo che mette in difficoltà i portatori di palla azzurri e ci consente di creare molte occasioni, soprattutto sui calci da fermo battuti bene da Maicon e benissimo da Cambiasso. Proprio da un calcio d’angolo nasce l’1-0 di Cordoba, con una girata al volo di sinistro da vero attaccante d’area sulla quale Iezzo non può arrivare. Dopo neanche 10 minuti un grande triangolo Maicon-Cruz si chiude con una conclusione sbilenca del brasiliano sulla quale, però, si avventa Muntari in maniera simile a quanto fatto vedere sabato scorso, ma stavolta la mette dentro coscientemente e di tacco. 2-0 e partita che sembrerebbe chiusa quando, invece, perdiamo palla in attacco. Lavezzi salta secco Samuel e scambia con Zalayeta che, di tacco, mette l’argentino solo davanti a Julio Cesar. Chucchiaio, palla sul palo lontano e 2-1. Poi l’Inter non dà l’impressione di essere in controllo totale della partita, ma comunque il Napoli non riesce mai ad arrivare pericolosamente dalle parti di Julio Cesar e, semmai, sono Ibrahimovic e Zanetti ad avere sui piedi la palla buona per chiudere il discorso. Invece, con un Rosetti disastroso (da una parte e dall’altra) sin dal primo minuto, si arriva al 90′ senza altri gol. 3 punti importantissimi che ci permettono di metterci comodi sul divano ad aspettare il risultato del Milan stasera.
Su SKYSport, subito dopo, un Massimo Mauro in versione per niente polemica ottiene un paio di spunti interessanti da Josè Mourinho sull’ambiente Inter. Il primo: delusione per il comportamento dei tifosi. Il tecnico, che alla fine della partita si è precipitato ad abbracciare Maicon, si lamenta del fatto che “la curva c’è sempre e si fa sentire, ma lo stadio non è fatto solo dalla curva e non mi sembra giusto sentire dei fischi alla prima palla sbagliata da un giocatore. Per quello che hanno fatto questi ragazzi in questi anni e per quello che continuano a fare ad ogni partita meriterebbero sicuramente un trattamento migliore, non lo capisco proprio. Anche perchè molti magari non sanno cosa ha fatto Maicon. Che era infortunato, che non doveva giocare, che è sceso in campo contro la volontà dello staff medico e contro la mia volontà. Non è giusto.”
Il secondo, diretta conseguenza del primo: “Non sarebbe stata un grosso problema l’assenza di Maicon, Santon ha fatto la preparazione con la squadra. Santon è un ragazzo sfortunato perchè ha davanti il miglior terzino del mondo che dà un grande distacco a tutti gli altri, ma lui è assolutamente pronto per giocare e giocherà presto. Quando manca Maicon io non devo cambiare niente e non devo inventarmi niente: non ci sarà Zanetti a destra o chissà chi, ci sarà Santon. E la squadra lo sa ed è tranquillissima per questo.”
Chiusura dedicata alla situazione di Mario Balotelli: “Lui è un grande patrimonio per il calcio italiano, per il mio club e per me, e io sono molto preoccupato per fargli capire cosa voglio da lui e per fargli capire che lo voglio solo per il suo bene. Ieri abbiamo parlato per l’ennesima volta faccia a faccia e gliel’ho spiegato. Ma non posso accettare che un ragazzo di 18 anni che ancora non è “niente” se non una grande promessa e un grande patrimonio e che ha in squadra esempi di grandissimi professionisti anche a 33, 34 e 35 anni come Zanetti, Cruz, Cordoba, Samuel non si impegni almeno come fanno loro. Deve capire che sono degli esempi da seguire e deve allenarsi almeno quanto loro.”
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