Livorno – Inter 2-2: Confusione totale

Marcatori: 37′ Hernanes (assist Palacio/Icardi), 46′ Palacio (assist Jonathan), 9′ st Paulinho (assist Greco), 40′ st Emeghara (assist Guarín)

LIVORNO: 1 Bardi; 33 Valentini, 23 Emerson (10′ st Duncan), 7 Castellini; 15 Mbaye, 24 Benassi, 27 Biagianti, 19 Greco (28′ st Siligardi), 11 Mesbah; 9 Paulinho, 21 Belfodil (10′ st Emeghara)

INTER: 1 Handanovic; 35 Rolando, 25 Samuel, 5 Juan Jesus; 2 Jonathan (35′ st Zanetti), 88 Hernanes (24′ st Guarín), 17 Kuzmanović, 11 Álvarez (41′ st Botta), 33 D’Ambrosio; 9 Icardi, 8 Palacio

Devo dire che dando una prima lettura alla formazione, ero speranzoso. Kuzmanović al fianco di Hernanes -nelle poche apparizioni- mi era sempre piaciuto, e vi dirò, mi è piaciuto anche stavolta. Allo stesso tempo la presenza di Álvarez mi faceva ben sperare, seppur coi suoi limiti, l’argentino è spesso l’unico a spostare gli equilibri davanti, suo il cross dal quale nasce il gol di Hernanes, una prova da sei in pagella, diciamo.

Il primo tempo potrebbe essere riassunto così: poco gioco, due occasioni, due gol. Però i tiranni del blog mi costringono a parlarne, perciò…
L’Inter parte subito alta e con un buon pressing. Le premesse per fare una buona gara ci sono tutte, ma duriamo solo cinque minuti, cinque minuti belli intensi eh. Tipo eiaculazione precoce.
Il primo sussulto della gara è del Livorno: punizione di Emerson sulla quale Handanovic smanaccia bene, cinque minuti più tardi Juan Jesus perde una palla sanguinosa nei pressi del centrocampo e per nostra fortuna i toscani non ne approfittano.

Al 22′ si scatena Hernanes: tiro di sinistro da fuori area che esce di poco a lato, nell’azione successiva mette D’Ambrosio di fronte a Bardi che però esce bene e una decina di minuti più tardi sigilla il suo primo gol con la sacra casacca con un tiro di destro da distanza ravvicinata.
Si continua a giochicchiare fino al quarantacinquesimo, quando Jonathan scodella in mezzo un cross sul quale Palacio si coordina benissimo e insacca. Due a zero a fine tempo, una roba impensabile contro il Livorno. (cit.)

La ripresa promette bene, pronti via e Alvarez manda in porta Palacio, solo che in porta c’è anche Bardi che para.
Iniziamo ad essere un po’ molli, così all’ottavo minuto Paulinho fa un gol capolavoro: schema su corner e botta di controbalzo al sette. Uno a due.
Vabbè, uno pensa “sarà un gol di quelli che ti servono per mantenere alta la guardia” (no, non è vero, mi son cagato subito) e invece…

Invece succede che come sempre diamo l’opportunità ai nostri avversari di imporsi, fisicamente e mentalmente, una roba imbarazzante, siamo noi a metterli nelle migliori condizioni per farci del male. Al 15′ il Livorno parte in contropiede, tipo quello contro l’Atalanta, ma stavolta ci salviamo. Al che penso, se lasciamo il pallino del gioco a loro, ci purgano, Mazzarri interverrà. E infatti è intervenuto: al 24′ fuori Hernanes per Guarín, perché si sa, quando una squadra è in difficoltà bisogna buttare dentro giocatori freschi, tatticamente intelligenti e che sappiamo tener palla.

Ma uno poi alla fine dice “se ha deciso così, avrà i suoi buoni motivi”, del resto chi dei due scrive su un blog e chi siede su una panchina di Serie A? Ma soprattutto, chi prende tre milioni e mezzo di Euro? Io non becco nemmeno un iPad, per dire, ma questa è un’altra storia.

"È un periodo così, faccio le mie valutazblblbblblblbl"

“È un periodo così, faccio le mie valutazblblbblblblbl”

Esce dunque Hernanes e la luce, se prima sfarfallava un po’, si spegne definitivamente. La palla esce dalla difesa e Kuzmanović perde un referente, in quanto Guarín tende ad allargarsi e le fasce, spaventate, non superano più il centrocampo. Àlvarez, in evidente difficoltà fisica, fatica a rientrare. Ma va tutto bene.

Talmente bene che, sempre per dare una mano e tener palla, al minuto 35 il mago di San Vincenzo spedisce in campo capitan Zanetti al posto di Jonathan. Il segnale era chiaro: arroccarsi dietro con Alvarez che accorcia per disegnare così un 3-5-2 coi fiocchi. Libidine.
Rischiamo di fare il tre a uno con una rocambolesca azione di Guarín che però spara sull’esterno della rete, molto più incisivo invece all’ottantacinquesimo quando con un prodigioso filtrante di 30 metri manda in gol Emeghara. Due a due.

Sipario, imprecazioni assortite.

Ora, questa partita la si può vedere così: Paulinho ha fatto un gol della Madonna e Guarín ha fatto una sorta di autogol. Sfiga, partita stregata, momentaccio e via dicendo. E ci può stare, per carità.
Certo che però mi viene da riflettere sull’errore di Guarín, perché il colombiano qualcuno l’ha mandato in campo. E l’ha mandato in campo al posto del nostro miglior giocatore, l’unico che riesca a smarcarsi con uno stop e dare geometrie al centrocampo, l’unico che sappia realmente tener palla. Non amo puntare il dito sui singoli, l’errore del Guaro è stato madornale, è vero, ma ci sta che al centesimo retropassaggio la si prenda legittimamente in quel posto.

Non ci sta invece che, con un Livorno di fatto in dieci, dato l’infortunio di Mbaye, si possa anche solo pensare di far entrare Zanetti per Jonathan. Che messaggio dai alla tua squadra, se non quello di arretrare ancora?
E subìto il gol del pareggio cosa fai? Butti nella mischia quel Botta che hai di colpo accantonato e spedito con la primavera. Pazzesco.
Àlvarez non ne aveva più da un quarto d’ora buono, perché non sostituirlo prima anziché operare il solito cambio della disperazione? Perché non Taider o Kovačić? (Io avrei messo l’algerino, ad esempio)

Inutile e controproducente a questo punto insultare e prendersela con Guarín, abbiamo passato 85 minuti a nascondere la polvere sotto il tappeto, il colombiano l’ha soltanto sollevato riportando tutta la zozzeria in bella mostra. I sorrisini amari del caro Walter, sono la mia tortura e li lascio a lui, ché io ne ho piene le palle, i suoi discorsi sull’esperienza e sul peso della maglia mi hanno stufato. La sua pressione, il suo mago Pondrelli, la sua Reggina e il suo Acireale mi snervano. Anche il suo acne mi snerva. Si sta dimostrando di un’inadeguatezza che mai avrei pensato, un mediocre che siete sulla panchina dell’Inter e non riesce a capire quale fortuna gli sia capitata. Certo è che non ho mai, e sottolineo mai, visto un allenatore dell’Inter, fare questi risultati, ma essere trattato così bene dai media. Vedi che a farsi scrivere i libri a qualcosa serve? Mai una domanda scomoda, mai una critica, fra un po’ Mazzarri darà la colpa all’allenatore dell’Inter, parlando in terza persona, e loro gli daranno ragione.

E se è vero che il meglio deve ancora venire, sarò pronto ad aspettarlo. No, non Mazzarri, io parlavo di allenatori.

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Sono il direttore artistico di Bauscia Cafè. Clandestino nella matrioska e astioso quanto basta. Quando parlo di Tango mi riferisco solo al pallone, del mio primo allenamento ricordo solo il rumore dei calci negli stinchi.