Roma – Inter 0-0 interessanti prospettive

 ROMA: De Sanctis; Torosidis, Benatia, Castan, Romagnoli, Nainggolan, De Rossi, Strootman, Ljajic (10′ Pjanic),  Destro (36′ Bastos), Gervinho (44′ st Florenzi),


INTER: Handanovic; Rolando, Samuel, Juan Jesus; Jonathan (43′ st Zanetti), Guarin, Alvarez (20′ st Hernanes), Cambiasso, Nagatomo; Palacio, Icardi (29′ st Botta)

Mazzarri con Hernanes non ancora al meglio e Icardi finalmente disponibile dal primo minuto schiera il classico 3-5-2 sostituendo Kuzmanovic con Cambiasso; Garcia, senza gli infortunati Maicon, Dodo e Totti gioca con il giovane Romagnoli sulla sinistra e con Destro sostenuto da Gervinho e Ljajic. Fuori Pjanic a cui l’allenatore francese preferisce Nainggolan.

PRIMO TEMPO

Prima frazione di gara decisamente a tinte nerazzurre. L’Inter pratica un pressing molto forte sui centrocampisti giallorossi a cui non lascia il tempo nemmeno per respirare e riesce a tenere le linee molto strette per togliere lo spazio necessario a Gervinho e Ljajic per far valere le loro doti di velocisti. In avanti il movimento tra le linee di Palacio e qualche volta di Icardi è perfetto e sfugge al centrocampo della Roma, poco reattivo e spesso posizionato a 4 in fase difensiva per provare a bloccare gli spunti sulla fascia della squadra di Mazzarri. Fino alla mezz’ora a Cambiasso viene lasciato molto spazio per impostare l’azione e ne esce il periodo migliore per l’Inter, quando arriva la correzione di Garcia che sposta Ljajic nel ruolo di trequartista con il compito di marcare il Cuchu, si spegne la luce tra i nerazzurri.

La prima occasione al 5′ è per Gervinho che prova una conclusione al volo in area su un lancio di 30 metri di De Rossi a scavalcare centrocampo e difesa nerazzurra, al 15′ Rolando ha spazio per impostare l’azione e vedere Icardi prendere posizione davanti a Benatia, il lancio è preciso e il difensore può solo trattenere l’argentino per impedirgli di arrivare coordinato sul pallone. Per-gonzi è tutto regolare. Al 20′ cross al bacio di Alvarez da sinistra per Palacio che arriva a rimorchio completamente libero ma il colpo di testa finisce di poco alto; al 27′ la più bella azione nerazzurra: Samuel per il movimento d’incontro di Icardi che serve al volo Alvarez e lo lancia solo verso la porta avversaria, dalla sinistra Ricki mette in mezzo ma il suo cross, leggermente deviato da Torosidis, è leggermente arretrato per tutti anche se Guarin riesce lo stesso a controllare il pallone, ne esce una conclusione da posizione molto defilata che finisce nettamente alta. Un minuto più tardi una lunga manovra interista fa passare il pallone da sinistra a destra passando attraverso i piedi di Cambiasso, Nagatomo, Alvarez, Rolando, Palacio e Jonathan fino a Guarin che da dentro l’area crossa per l’inserimento del laterale giapponese il cui tiro, da posizione favorevole, finisce alto. Il gol annullato al 32′ a Destro per fuorigioco è l’unico possibile pericolo creato dalla squadra di Garcia in tutto il primo tempo, ultima occasione al 42′ quando Alvarez, con una finta al limite dell’area, salta contemporaneamente Destro e Nainggolan e serve Guarin che l’appoggia per Jonathan al limite dell’area piccola, il tiro/cross del brasiliano è però respinto da una disperata scivolata di Castan.

Impunito

Impunito

SECONDO TEMPO

La marcatura a uomo su Cambiasso, prima con Ljajic e dal 55′ con Pjanic continua a funzionare e i palloni nella trequarti giallorossa arrivano meno puliti e a difesa già schierata. Il centrocampo romanista passa a 4 con un classico rombo e soprattutto cresce d’intensità mentre quello nerazzurro cala alla distanza. Ne esce un Nainggolan travolgente che consente anche a Torosidis di essere più propositivo sulla fascia. L’Inter si difende comunque bene grazie alla prestazione sempre attenta dei 3 difensori e a quella intelligente del Cuchu che non ha più lo spazio per impostare ma continua a disturbare gli attacchi avversari. Qualche ripartenza soprattutto sui piedi di Guarin per i nerazzurri ma l’ultimo passaggio risulta sempre impreciso. L’ingresso di Botta per Icardi al 74′ aiuta la squadra ad alzare un po’ il baricentro ma toglie la pericolosità in mezzo all’area. Stesso cambio e stesso risultato per Garcia quando toglie Destro per Bastos.

Al 67′ la prima vera occasione del secondo tempo: De Rossi trova sulla destra il liberissimo Torosidis che indisturbato può crossare sul secondo palo dove Rolando è bravissimo ad anticipare in scivolta Gervinho. Ci provano poi dalla distanza prima Hernanes, di poco fuori, poi Gervinho con un tiro centrale bloccato da Handanovic. Al 75′ l’occasione più importante della ripresa: Nainggolan esce vincitore da un raddoppio a centrocampo e si invola verso l’area interista, dalla trequarti serve Pjanic lasciato libero, il bosniaco si aggiusta il pallone con il petto e poi calcia al volo di destro sul secondo palo ma uno straordinario riflesso di Handanovic gli nega la gioia del gol. Un tiro dalla distanza dell’onnipresente Nainggolan finito a lato di poco e uno debole dai 20 metri di Hernanes concludono una partita equilibrata.

Oggi non si passa

Oggi non si passa

IL MISTER

Samuel è tornato a guidare la difesa in Inter Sassuolo e da allora 2 soli gol subiti in 4 partite (1 su un buffo rigore) e soprattutto poche occasioni lasciate agli avversari. Sistemata la fase difensiva, l’ingresso in pianta stabile di Icardi nell’11 titolare potrebbe aggiustare anche la fase offensiva. Il resto dipende da una maggiore concentrazione di tutti i giocatori soprattutto quando c’è da recuperare palla, si era visto molto bene a Firenze e si è rivisto sabato sera a Roma. Rimane da risolvere il problema di chi inizia l’azione, marcato da vicino Cambiasso non c’è, nei tre dietro, nessuno che abbia i piedi abbastanza delicati per sostituirlo.

I PIU’:

Rolando: mi fa impazzire, è l’esempio di come attenzione e concentrazione facciano la differenza tra un difensore di talento e uno di sostanza.

Cambiasso: primo tempo sontuoso e ripresa a recuperare e sporcare palloni.

 

About sgrigna

Organizza eventi per gli amici Bauscia da quando ha smesso con il calcio giocato, perché dicono si debba correre. Dicono. Ama l'Inter come ama l'Inter.