Inter – Cagliari 1-1 una traversa di troppo

Thohir torna a Milano per un nuovo cda che ridefinisce l’organigramma societario: “La prima squadra non sarà più separata dal settore giovanile, sarà tutta un’unica area gestita da Piero Ausilio. La stessa cosa con la parte commerciale: vendita di biglietti, accordi con gli sponsor, altre fonti di introito sotto Giorgio Ricci. Michael Williamson, che è il CFO, gestisce la parte legale, finanziaria e delle risorse umane. Certamente stiamo ancora cercando persone per aiutare la società a competere con le altre squadre, ad esempio un direttore della comunicazione, poi abbiamo Marco Fassone come direttore generale, e poi avremo altre persone, ma allo stesso tempo esamineremo la dirigenza: vogliamo competere con le altre squadre del mondo. “

Nuova organizzazione che segna un altro passo verso una società fatta finalmente da dirigenti scelti in base al merito e non più alla simpatia.

Marcatori: 40′ Pinilla (r), 7′ st Rolando

INTER: 1 Handanovic; 35 Rolando, 25 Samuel, 5 Juan Jesus; 2 Jonathan, 13 Guarin, 17 Kuzmanovic (33′ st Botta), 11 Alvarez (21′ st Kovacic), 55 Nagatomo; 8 Palacio, 22 Milito (1′ st Icardi)

CAGLIARI: 25 Avramov, 7 Cossu (32′ st Perico), 8 Avelar, 13 Astori, 15 Rossettini, 20 Ekdal, 21 Dessena, 23 Ibarbo, 27 Vecino, 32 Adryan (12′ st Eriksson), 51 Pinilla (26′ st Nené)

 

Alvarez torna a giocare titolare da interno sinistro a causa del forfait di Hernanes, gli altri giocatori sono gli stessi schierati a Firenze; il Cagliari ritrova Astori al centro della difesa e Ibarbo dal primo minuto in attacco ma gioca senza lo squalificato Conti.

La squadra sarda è brava ma ha vita facile nel bloccare il gioco interista: pressing immediato su Kuzmanovic per impedire di far ripartire velocemente l’azione e avere il tempo di posizionarsi in 10 dietro la linea della palla, la mancanza di giocatori nerazzurri in grado di saltare l’uomo fa il resto con Rossettini e Astori che possono fare la figura dei giganti su Milito e Palacio.

Al 5′ minuto Jesus viene ammonito dall’arbitro per uno scontro in velocità con Ibarbo, il brasiliano sembra allargare il braccio e colpire in faccia l’attaccante colombiano ma in un momento in cui entrambi i giocatori si stanno sbracciando. Ibarbo rimane comunque una spina nel fianco con la sua velocità per tutto il primo tempo, Jesus e Samuel hanno più di una difficoltà a fermarlo. La prima vera occasione da gol è al 23′ con Samuel che su cross da destra di Alvarez colpisce di testa ma non riesce a centrare la porta. Al 36′ Milito perde malamente il pallone a centrocampo e consente a Vecino di involarsi verso la porta di Handanovic in contropiede, il centrocampista però tira alto non appena entra in area. Su un innocuo cross di Cossu dalla trequarti al 40′ Samuel buca il pallone che incoccia sul braccio di Jesus mentre tenta di “nasconderlo” dietro la schiena, per l’arbitro è comunque rigore e per Pinilla è l’occasione giusta per l’ennesimo gol contro la squadra che l’ha portato in Italia. 0-1 per la squadra dell’irriconoscente. All’ultimo minuto ci prova Milito con una girata improvvisa in area ma è bravo Avramov a respingere  e a bloccare il pallone prima che Alvarez possa calciarlo verso la porta.

Un primo tempo brutto con il Cagliari che trova il gol al primo tiro in porta e l’Inter che non riesce a trovare la superiorità in nessuna zona del campo, merito della squadra ospite attenta e aggressiva e demerito dei nerazzurri incapaci di muovere il pallone con velocità e precisione. I tiri da fermo poi sono calciati male e nessuno è in grado di inventarsi una giocata, il risultato è il niente alla voce occasioni create.

La ripresa inizia con l’ingreso di Icardi al posto dello spento Milito e Maurito si presenta così: al 48′ imbeccato in area da Guarin si inventa uno stop in corsa prodigioso ma il successivo tiro al volo di controbalzo finisce alto, al 51′ su cross dalla sinistra di Nagatomo colpisce di testa per servire Rolando in mezzo all’area, Avramov prova senza successo a respingere la conclusione volante del difensore e l’Inter pareggia.

I nerazzurri sembrano aver preso decisamente il sopravvento e 4 minuti dopo è Guarin a ricevere palla in area da Jonathan, il colombiano dribbla un difensore rientrando sul piede sinistro ma la successiva conclusione finisce alta e larga. Forse è il Cagliari che non riesce più a tenere il ritmo indiavolato del primo tempo (e infatti Kuzmanovic riesce a ricevere molti più palloni) o forse è l’Inter che è rientrata in campo con maggiore determinazione ma ora i padroni di casa sono anche padroni del campo e arrivano sistematicamente sul fondo da dove possono crossare con continuità. L’ingresso di Eriksson al posto di Adryan al ’12 restituisce un po’ di respiro al Cagliari e per qualche minuto gli ospiti riescono a gestire meglio il pallone anche perchè, dopo la sfuriata iniziale, la squadra di Mazzarri ha bisogno di rifiatare. Assistiamo così a un miracoloso intervento di Avramov al 65′ sul tiro in scivolata da distanza ravvicinata di Palacio (assist di Guarin con un delicato pallonetto a scavalcare la difesa) e poi a nulla fino agli ultimi minuti. Nell’ultimo forcing finale Icardi, sempre su cross di Nagatomo, colpisce la traversa e poi non riesce a ribadire in rete a causa della marcatura un po’ troppo stretta di due difensori rossoblu, Guarin all’ultimo secondo di partita ci prova da quasi 40 metri su punizione e impegna Avramov a una difficile deviazione in angolo.

Finisce così Inter – Cagliari con un nuovo deludente pareggio casalingo.

Un discreto stacco

Un discreto stacco

Il mister:

A leggere i numeri di possesso palla, tiri in porta, parate, zone di azione si potrebbe pensare a una partita ancora una volta sfortunata. Certo, comunque la si pensi sul rigore di Jesus, anche questa volta l’Inter prende gol sull’unica occasione creata dagli avversari in una situazione difficile da controllare da parte dell’allenatore. Il primo tempo con 1 solo tiro in porta resta però ingiustificabile, Alvarez non è Hernanes ma proprio per questo motivo a un certo punto, vedendo le difficoltà di Kuzmanovic a impostare l’azione, il buon Walter avrebbe dovuto inventarsi qualcosa. E invece a testa bassa a scontrarsi per l’ennesima volta contro una squadra chiusa in difesa senza giocatori bravi nell’uno contro uno. In queste partite servono più giocatori bravi nello stretto come Kovacic e Botta e meno quelli lenti come Kuzmanovic, Alvarez e Cambiasso anche a costo di cambiare modulo. Il cambio Icardi per Milito lo diamo invece per scontato non appena il giovane attaccante avrà raggiunto la forma necessaria. Potevamo andare a Roma con il morale alle stelle per giocarcela senza paura, proviamoci comunque a fare lo sgambetto alla squadra di Garcia senza paura.

I più:

Icardi: stavolta non segna al primo tocco ma ci va solo vicino. Si limita a una traversa e a un assist.

Nagatomo: disordinato in difesa ma soprattutto nel secondo tempo spinge come un ossesso. Suoi i cross sia per il gol di Rolando che per la traversa di Icardi.

I meno:

Jonathan: non riesce mai a superare il diretto avversario, fisicamente non sembra più brillante come all’inizio di stagione.

Milito: magari ha i 90 minuti, ma un attaccante senza brillantezza va sempre in difficoltà contro le squadre così chiuse.

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