Inter – Sassuolo 1-0 è arrivato il Profeta

Inter Sassuolo sembra la prima partita del nuovo corso: primo cambiamento importante a livello dirigenziale con la rescissione consensuale del contratto di Marco Branca ed esordio con la maglia nerazzurro del primo acquisto importante di Erick Thohir: il profeta Hernanes.

In Indonesia fanno così, per dare una scossa all’ambiente non cacciano l’allenatore ma qualche dirigente, da Fassone in giù sono tutti avvisati.

Marcatori: 3′ st Samuel

INTER: 1 Handanovic; 35 Rolando, 25 Samuel (35′ st Campagnaro), 5 Juan Jesus; 2 Jonathan, 13 Guarin, 17 Kuzmanovic (39′ st Taider), 88 Hernanes, 55 Nagatomo; 8 Palacio, 22 Milito (21′ st Botta)

SASSUOLO: 79 Pegolo; 3 Longhi, 6 Ariaudo, 8 Marrone, 9 Floccari (35′ st Floro Flores), 16 Biondini (23′ Chibsah), 20 Bianco (29′ st Missiroli), 22 Brighi, 25 Berardi, 28 Cannavaro, 87 Rosi

Mazzarri cambia 4 giocatori rispetto la trasferta di Torino: fuori Campagnaro, Kovacic, Taider e Alvarez e dentro Samuel, Hernanes, Guarin e Milito. Tornano le 2 punte e torna un centrocampo più offensivo con due interni capaci di saltare l’uomo.

L’Inter controlla la partita fin dai primi minuti anche se il ritmo è abbastanza blando, tipico di una squadra insicura e timorosa mentre il nuovo Sassuolo di Malesani prova a difendersi con un buon pressing e senza schiacciarsi troppo nella propria area.

Dopo i primi 15 minuti di studio, i nerazzurri iniziano a sciogliersi e a impensierire Pegolo: ci provano Guarin da 35 metri costringendo il portiere ospite a respingere in calcio d’angolo e poi Hernanes recuperando una ribattuta al limite dell’area e sfiorando il secondo palo di pochi centimetri. Il Sassuolo risponde con un paio di occasioni da calcio da fermo: Ariaudo anticipa tutti in area di testa ma manda il pallone alto di poco mentre Berardi, su punizione dai 30 metri, impegna Handanovic in una difficile respinta in tuffo sul primo palo. Negli ultimi 10 minuti l’Inter accellera e crea, con due contropiedi di Palacio, due clamorose palle gol: al 40′ Rodrigo fugge sulla sinistra e arriva fino sulla linea di fondo da dove serve Milito, il tiro a colpo sicuro del Principe viene però smorzato da Ariaudo prima e bloccato poi da Pegolo, due minuti più tardi il Trenza parte da destra evitando il fuorigioco ospite e arrivato al limite dell’area può servire Diego tutto solo dall’altra parte, l’assist però è a mezza altezza e costringe il compagno di reparto a un difficile controllo che concede al portiere avversario il tempo per uscire e respingere il tiro.

Un altro paio di tiri respinti o bloccati chiudono il primo tempo di una buona Inter carente solo nella finalizzazione.

La qualità di Hernanes e Guarin mette in difficoltà il centrocampo dei neroverdi, sulle fasce poi Jonathan e Nagatomo riescono ad avere la meglio dei propri avversari. Milito, ancora lontano dall’avere la brillantezza necessaria per giocare negli ultimi 16 metri di un qualsiasi campo di serie A, risulta comunque molto utile soprattutto per Palacio che può preoccuparsi di svariare su tutto il fronte offensivo sapendo che in mezzo c’è sempre un punto di riferimento.

La ripresa inizia con il gol di testa, al terzo minuto, di Samuel su calcio d’angolo battuto dal Profeta, in vantaggio per la prima volta dal derby del 22 Dicembre, l’Inter può finalmente giocare con meno ansia e senza l’ossessione di cercare la rete. La partita diventa in questo modo più lenta e confusa, i nerazzurri rimangono ordinati dietro e provano a colpire in contropiede soprattutto con le corse di Palacio mentre il Sassuolo cerca il pareggio ma le ottime prestazioni di Jesus su Berardi e Rolando su Floccari bloccano ogni velleità. Il calo fisico di Milito e la poca ispirazione di Guarin del secondo tempo (autentico dr. Jekyll e Mr. Hyde), lasciano la partita in bilico e aperta nonostante Handanovic non tocchi il pallone fino al fischio finale.

L’ingresso di Botta, invece di Icardi, al posto di Milito sembra così un errore perchè Palacio continua a cercare spazi soprattutto sulle fasce ma Botta non è l’attaccante che possa prendere posizione e fare da riferimento in mezzo all’area. I nerazzurri creano così solo un paio di pericoli per Pegolo tutti e due in contropiede: Hernanes calcia al volo di destro su cross del solito Palacio ma il portiere para e Botta ci prova di sinistro dal limite dell’area ma il suo tiro finisce largo di un paio di metri. All’ultimo minuto Guarin ci prova dalla distanza ma Pegolo è bravo a ribattere e a respingere pure la ribattuta di Botta.

Walter Samuel: campionissimo

Walter Samuel: campionissimo

Il mister:

La partita è la solita e la differenza sembra dipendere più dagli interpreti che da qualche cambiamento tattico. Poter schierare un formidabile esecutore di calci piazzati aiuta e aiuterà anche in futuro a sbloccare le partite, rincuora aver visto anche delle buone ripartenze aiutate dalla disposizione tattica suicida di Malesani. In attesa di una punta più brillante e di maggiore sicurezza, Mazzarri si gode finalmente i 3 punti.

I più:

Samuel: il gol e una prestazione tutta d’esperienza, insegna ai compagni che l’attenzione e la concentrazione sono doti fondamentali per un difensore.

Juan Jesus: con la palla tra i piedi spesso sbaglia ma ha il merito di annullare Berardi con una grande prestazione fatta di anticipi e denti sulle caviglie.

I meno:

Milito: troppi errori sotto porta frutto di una forma non ancora adeguata, il problema è che Icardi è messo peggio.

 

 

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