Un’offerta che non si può rifiutare? (parte prima)

È un cavallo di razza, non c’è dubbio, ma è un cavallo che scotta. E l’ordine che viene dall’alto è chiaro: vendere. Certo, è un cavallo sano questo Paso Fino della Colombia, ancora giovane e forte. Ma è troppo indisciplinato e manda chiari segnali di insofferenza, la cosa migliore è venderlo, del resto l’indonesiano è stato chiaro “per poter acquistare, dobbiamo prima vendere, guardiamoci intorno”

Il braccio destro del capo, nell’ambiente noto come “il Gobbo” si attiva subito e chiama nel suo ufficio i suoi collaboratori di fiducia: “il Cigno” e “Apostocosì”:

– «LUI ha parlato, il colombiano deve essere venduto»
– «Ci pensiamo noi»

I due si danno da fare ma per quanto si applichino l’interesse degli acquirenti viene smorzato dall’indomabilità del cavallo.
L’unica scuderia che mostra serio interesse è quella malfamata di Torino, destando forte perplessità nei due uomini di mercato. La Rubentus è molto nota nell’ambiente, una scuderia molto vincente dentro i confini nazionali ma dalla dubbia moralità e che nel recente passato era stata addirittura esclusa dalle competizioni perché truccava le corse. E ancor prima fu processata con l’accusa di aver a lungo dopato i propri cavalli. Insomma, personaggi con cui bisognerebbe evitare di mettersi in affari. Ma sono gli unici ad aver risposto.
E poi gli ordini sono chiari, il Cigno e Apostocosì decidono di parlarne con il Gobbo:

– «Ehm…capo, forse abbiamo un acquirente. Ma…»
– «Ma cosa?!»
– «È la Rubentus di Torino, forse, ecco…sarebbe meglio evitare.»
– «Ma no! Scherzate? Io ho già fatto ottimi affari con loro, garantisco io, fissate un incontro!»

"Vi farò un'offerta che non potrete rifiutare"

“Vi farò un’offerta che non potrete rifiutare”

È il giorno del Palio di Genova, tutta la squadra è impegnata, è una competizione importante e i due decidono di aspettare la fine della corsa. Il colombiano, naturalmente, verrà risparmiato per preservarlo.
Ma il risultato è disastroso.
La scuderia ne esce con le ossa rotte e anche il fantino più importante, il Mazzarro, si unisce al coro dei tifosi: “servono rinforzi!”

I due dirigenti sanno però che prima di acquistare è necessario vendere, così appena rientrati in sede, chiamano il capo della scuderia di Torino, un certo Beppe, ma tutti nell’ambiente lo chiamano “Bellosguardo”:

– «Signor Beppe, che piacere risentirla, che ne dice di incontrarci per parlare di quel cavallo?»
– «Uhm. Si può fare, domani mattina sarò a Milano»
– «Perfetto! A domani allora!»

Il Cigno e il suo inseparabile compare, seppur dubbiosi decidono di andare avanti e si recano dal Gobbo per per comunicare gli sviluppi della trattativa:

– «Abbiamo fissato l’incontro coi torinesi, domani mattina a Milano.»
– «Eccellente! Vengo anch’io! Ottimo!»
– «Ma…»
– «Niente ma! Io so come trattare con loro! Vedrete che grande affare faremo! Passatemi a prendere domani mattina!»

E così fecero.
L’incontro segreto si sarebbe tenuto in un ufficio nel cuore di Milano, i tre arrivarono con largo anticipo ma Bellosguardo era già lì che aspettava, accompagnato da due personaggi con un abito gessato e anello al mignolo, ma non ci fu tempo per i convenevoli, la trattativa entrò subito nel vivo:

– «Allora, noi per il colombiano -disse il Gobbo- avevamo pensato a una valutazione intorno…»
– «Invece -lo interruppe Bellosguardo- noi avevamo intenzione di presentarvi un’offerta che non potrete rifiutare! Pensavamo di fare uno scambio alla pari col nostro stallone montenegrino!»
– «Ma veramente… -ribattè il Cigno- non credo che sia conveniente per noi»
Il Gobbo si irrigidì e intimò il silenzio al suo collaboratore:
– «Per la miseria, Cigno, le buone maniere prima di tutto! Il signor Beppe sta parlando! E poi, a me sembra un’ottima proposta!»
Cigno e Apostocosì si guardarono per un secondo e si convinsero: «cazzo, ha ragione! Che figata di scambio, famo er botto!»

È ormai ora di pranzo e i dirigenti delle due scuderie, soddisfatti, vanno a pranzo. Nell’ambiente intanto la notizia inizia a trapelare.

I tifosi, inferociti, si riuniscono nei social network, sostengono che uno scambio alla pari sia pura follia. I TG sportivi non parlano d’altro: è lo scambio più importante del mercato di Gennaio.

[Continua…]

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Sono il direttore artistico di Bauscia Cafè. Clandestino nella matrioska e astioso quanto basta. Quando parlo di Tango mi riferisco solo al pallone, del mio primo allenamento ricordo solo il rumore dei calci negli stinchi.