Pre-Match Inter-Milan

«Va da sé che tutti gli onesti cacciabauscioni si augurino di poter vedere il meglio da una parte e dall’altra. E per quanto riguarda i pronostici, se ne fanno millanta che tutta notte canta…» Gianni Brera

Ho sempre pensato che scrivere un pezzo sul derby fosse una cosa facile, mi sbagliavo.
Numeri, moduli e statistiche non vanno d’accordo coi sentimenti, perché di questo parliamo; una partita che va oltre il campionato, che trascende il senso di 22 giocatori in campo a difesa dei propri colori. È uno scontro tra due identità ben distinte, tra il nostro essere e il loro apparire, tra bauscia e casciavit.

“Ti te dominet Milan”

“Ti te dominet Milan”

Il derby è “la partita”, quella che tutti vorrebbero vedere a San Siro, quella in cui tutti si sentono un po’ milanesi, anche quelli a cui il cuore batte per l’Inter anche se a centinaia di chilometri di distanza.

Difficile scrivere questo pezzo -dicevo- ma più difficile ancora è spiegare l’involuzione che stiamo subendo, un involuzione che ha colpito tutti: reparti e protagonisti.

Handanovič è diventato un brocco? Chiaramente no. Un errore, seppur grave, come quello commesso contro il Parma ha -secondo me- influenzato i giudizi sullo sloveno, nemmeno il rigore parato a Pandev ha addolcito la critica nei suoi confronti, critica, peraltro, che arriva soprattutto dagli stessi tifosi nerazzurri. C’è gente che in porta si ritrova Abbiati o il mago Gabriel, voglio dire, e che cazzo.

Subiamo troppi gol? Decisamente sì. Prendiamo gol da quattro partite consecutive, nove in totale, contro Bologna Samp Parma e Napoli. Abbiamo inizialmente dato la colpa all’assenza di Campagnaro per poi accorgerci che non era la mancanza di un singolo ma un problema ben più grande.

È tutta colpa della difesa? No, credo che il problema sia da imputare a tutta la fase difensiva. Bisogna ritrovare la concentrazione e la cattiveria, occorre migliorare nella fase di non possesso e provare a dare peso all’attacco. Questo è il compito del mister, un compito difficile visto il materiale a disposizione. Però del resto è pagato per questo, boia dé.

Domenica non sarà della partita lo squalificato Álvarez, quindi verrà meno un’altra situazione che molto fa discutere: la posizione in campo di Ricky e di Guarín. Il colombiano gioca a ridosso di Palacio per limitare i danni che conseguono dalla sua scarsa attitudine a mantenere alta la concentrazione nel reparto nevralgico del rettangolo di gioco, fatto sta che, per evitare che il Guaro perda palle a centrocampo, si sta mutilando l’approvvigionamento di assist per il buon Rodrigo, che si sfianca su e giù per il fronte d’attacco perdendo poi lucidità nelle poche occasioni che gli si presentano nell’arco della partita. Vedremo in che modo Mazzarri deciderà di affrontare la Milano che retrocede, se con Kovačić in mediana o addirittura con Zanetti interno e Taider più lago. Chi vivrà, vedrà.

Non ci resta che aspettare le 20:45 di domenica.

Barbara e il suo nuovo domestico.

Il primo derby per Thohir, ma anche il primo per i due AD, Barbie e il Gallo. Ma quante soddisfazioni ci daranno, eh?

Ah…non ho parlato del milan, che sbadato, ma per me c’è solo l’Inter.

About Python

Sono il direttore artistico di Bauscia Cafè. Clandestino nella matrioska e astioso quanto basta. Quando parlo di Tango mi riferisco solo al pallone, del mio primo allenamento ricordo solo il rumore dei calci negli stinchi.