Catania – Inter 0-3

Le prime tre ottime partite di Alvarez e Jonathan sono tre squilli che fingi di non notare ma che ti risvegliano dal torpore di questi ultimi mesi passati a temere una nuova stagione da metà classifica.

Una rondine e un gabbiano non fanno primavera, ma la trasformazione fisica e di convinzione di questi due giocatori fa riflettere su tutto quanto è successo negli ultimi tre anni, dalla preparazione spaccaflessori di Benitez a oggi.

Marcatori: 19′ Palacio, 11′ st Nagatomo, 35′ st Alvarez

Catania: Andujar; Alvarez (17′ st Rolin), Legrottaglie, Spolli, Monzon; Izco (42′ Maxi Lopez), Tachtsidis, Almiron; Castro, Bergessio, Leto (21′ st Doukara)

Inter: Handanovic; Campagnaro, Ranocchia, Juan Jesus; Jonathan (38′ st Wallace), Guarin (23′ st Belfodil), Cambiasso, Kovacic (44′ Taider), Nagatomo; Alvarez; Palacio

Mazzarri inizia la partita con lo stesso modulo prudente della prima giornata, Kovacic per Kuzmanovic è l’unica variazione nell’undici iniziale; Maran non può schierare Barrientos appena ceduto a una qualche squadra sconosciuta in medio oriente e ritrova al suo posto Almiron.

Il Catania parte a mille e mette i nerazzurri in difficoltà soprattutto sulla fascia sinistra: Kovacic e Nagatomo non riescono ad arginare la spinta di Alvarez e la voglia di mettersi in mostra di Leto, il pacchetto arretrato è invece molto attento e non permette agli attaccanti siciliani comode conclusioni a rete, queste, quando arrivano, sono sempre bloccate da Handanovic tornato a sporcare la divisa dopo il match passato da spettatore contro il Genoa.

La sofferenza dura circa 10 minuti fino al primo tiro in porta di Jonathan che ha soprattutto il merito di spaventare gli etnei, fino a quel momento padroni del campo, e di far guadagnare qualche metro al baricentro interista. Il gol di Palacio, dopo l’ottima giocata ai mille all’ora di Jonathan sulla destra, spegne le velleità dei catanesi capaci di creare solo un paio di pericoli con le conclusioni dalla distanza di Tachtsidis e Almiron terminate di poco fuori dallo specchio della porta.

Malino comunque l’Inter che non riesce ad approfittare del momento di sbandamento degli avversari, i nerazzurri non trovano il modo per colpire in contropiede a causa tra l’altro di un acciaccato e deludente Kovacic (cosa mi tocca scrivere).

A un minuto dalla fine del primo tempo il talentino croato si arrende e lascia il posto all’esordiente Taider.

La ripresa inizia con i nerazzurri più sicuri, più compatti e più abili nel recupero del pallone con il prezioso contributo del nuovo entrato, con l’ingresso di Taider anche Nagatomo inizia ad attaccare con più continuità mentre nel primo tempo si era preoccupato soprattutto di difendere.

Da un cross di Guarin dalla trequarti Nagatomo ha l’occasione buona per raddoppiare, Andujar si fa trovare pronto e respinge; pochi minuti dopo è Palacio che arriva sul fondo sulla destra e mette al centro un cross teso, il laterale giapponese si fa trovare pronto un’altra volta e insacca di testa.

Gli etnei provano a riversarsi in attacco più col cuore che con la testa per cercare di dimezzare il vantaggio, il risultato è solo un’azione confusa in area respinta dai difensori nerazzurri. Dopo l’ingresso di Doukara il Catania si allunga e si spezza in due, l’Inter riesce invece a rimanere compatta e ogni ripartenza si trasforma in una potenziale occasione da rete non trasformata a causa delle cattive scelte dei nostri negli ultimi sedici metri.

Ci pensa così Ricky Alvarez a salire in cattedra: prende palla sulla trequarti, salta con facilità tre avversari e batte il portiere con un preciso sinistro che colpisce il secondo palo prima di finire in rete.

Finisce così 3-0 una partita più sofferta rispetto alla prima di campionato che lascia però la piacevole sensazione di un progetto ancora all’inizio ma che continua a progredire.

Bomber

Bomber

I più:

Alvarez: autore di una partita ancora una volta più di quantità che di qualità arricchita nel finale dal bel gol del 3-0.

Campagnaro: sempre sicuro, attento, pronto a chiudere. Una colonna portante di questa squadra.

Palacio: Un gol e un assist: normale amministrazione per uno dei migliori attaccanti del campionato.

I meno: 

Il centrocampo del primo tempo: all’inizio si soffre troppo e fino all’ingresso in campo di Taider il recupero del pallone è lasciato ai soli difensori. Non sembra più un problema del numero di attaccanti schierati quanto di caratteristiche del pacchetto mediano, se Cambiasso gioca meglio rispetto alla prima giornata, Kovacic e Nagatomo vanno sempre in difficoltà contro gli avversari.

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