Napoli – (mezza)Inter 3-1

Marcatori: 3′, 33′ (rig) e 33′ st Cavani, 23′ Alvarez (rig)

Napoli: De Sanctis; Gamberini (17′ st Rolando), Cannavaro, Britos; Maggio, Behrami, Dzemaili (21′ st Armero), Zuniga; Hamsik; Pandev (40′ st Insigne), Cavani

Inter: Handanovic; Ranocchia (38′ st Schelotto), Chivu, Juan Jesus; Jonathan, Kuzmanovic (38′ st Pasa), Kovacic, Benassi (1′ st Cambiasso), Pereira; Guarin, Alvarez

Nel girone d’andata l’Inter vinse contro il Napoli schierando questa formazione:
Handanovic; Ranocchia, Cambiasso, Juan Jesus; Nagatomo, Zanetti, Gargano, Guarin, Pereira; Cassano, Milito.
Domenica, con una formazione dimezzata a causa della incredibile sequela di infortuni che ha colpito la squadra da gennaio a oggi, è arrivata una sconfitta netta e prevedibile.
Un po’ come se il Napoli avesse dovuto rinunciare a: Cavani, Pandev, Maggio, Zuniga, Behrami (più o meno).
Si va sempre più radicando l’idea che un allenatore nei momenti di difficoltà debba inventarsi qualcosa per rimediare alle assenze e trasformare giocatori generalmente relegati tra le riserve della squadra in abili e decisivi risolutori della partita.
Gli stessi azzurri di Mazzarri vissero un periodo di estrema difficoltà tra febbraio e marzo quando Cavani accusò un periodo di appannamento. No, non era assente per infortunio, era solo appannato eppure il Napoli pagò con l’eliminazione dall’Europa League e 1 sola vittoria in 8 partite.
La nostra situazione attuale è sicuramente peggiore: l’undici iniziale senza attaccanti è un mai-visto in serie A a cui si deve aggiungere una condizione fisica non ottimale in buona parte dei pochi giocatori in grado di reggersi in piedi e una condizione mentale molto fragile dopo le 5 sconfitte nelle ultime 6 partite.

Al San Paolo Stramaccioni manda in campo i disponibili ma già dopo 4 minuti un errore di posizionamento di Chivu e Ranocchia lascia lo spazio a Cavani per raccogliere il preciso passaggio filtrante di Pandev e battere Handanovic.
Il solito brutto inizio che rende ancora più difficile la strada già in salita.
I ragazzi provano a reagire e creano qualche pericolo alla porta di De Sanctis con Guarin e Pereira e al 23° riescono a pareggiare con

Alvarez

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calcio

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rigore.

Nk - PANICO TRA I GIOCATORI DELL'INTER. Alvarez si guarda intorno: "Mister, cosa cazzo è un calcio di rigore?"

Nk – PANICO TRA I GIOCATORI DELL’INTER. Alvarez si guarda intorno: “Mister, cosa cazzo è un calcio di rigore?”

Un gesto eversivo dell’arbitro Giannoccaro che solo le prodezze di Cavani faranno passare in secondo piano.
Il Napoli riprende ad attaccare e si vede restituire il rigore per un contatto in area tra Jonathan e Zuniga, dal dischetto Cavani mira l’angolino dove Handanovic non può arrivare.

Nell’intervallo Stramaccioni sostituisce Benassi con Cambiasso ma la partita non cambia: l’Inter ci prova ma non riesce a mettere in difficoltà la retroguardia partenopea, il Napoli riparte con Hamsik, Cavani e Pandev e sembra sempre in grado di trovare il terzo gol.
E’ così che sull’ennesima ripartenza il Matador sigla la tripletta su assist di Pandev in collaborazione con Handanovic e l’imbambolata difesa nerazzurra.
La partita finisce praticamente qui perchè gli ingressi di Pasa e Schelotto al posto di Kuzmanovic e Ranocchia non riescono a modificare nulla sull’andamento dell’incontro.

Alla fine rimane una partita che nulla toglie e nulla aggiunge a questa disgraziata stagione, e niente di diverso potranno dire i prossimi 3 incontri con Lazio, Genoa e Udinese.

Sono stati fatti diversi errori e si è aggiunta una buona dose di sfortuna, il risultato è che a maggio abbiamo pochissime certezze per la prossima stagione. Possiamo pensare che l’Inter dei primi mesi giocasse al di sopra delle proprie possibilità ma non possiamo non considerare le precarie condizioni in cui ha dovuto lavorare Stramaccioni in questi ultimi mesi tra infortuni, sostituti non all’altezza e adattamenti tattici forzati e non rispondenti alla sua idea di gioco.

Stramaccioni o no sembra evidente che la rosa sia incompleta e che necessiti di almeno 4-5 titolari per tornare competitiva da subito, altrimenti si può seguire la strada più lunga e difficile dei giovani possibili talenti: servono idee chiare o obiettivi a medio termine. Dove si compra però la pazienza?

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Organizza eventi per gli amici Bauscia da quando ha smesso con il calcio giocato, perché dicono si debba correre. Dicono. Ama l'Inter come ama l'Inter.