Finalmente giovani (più o meno)

La storia di queste ultime sette partite ci ha detto una cosa sorprendente ma sostanziale: per quanto ancora acerbe e fallaci, le forze fresche messe dentro a puntellare la squadra hanno fatto la differenza.

Settore

Il 2011 è finito, la prima parte di stagione è finita e forse è finalmente arrivato il momento di iniziare a tirare qualche somma. E la situazione di classifica, i risultati e il trend delle ultime partite di questa Inter, finalmente, consentono di tirare le somme con una maggiore serenità rispetto al recentissimo passato. Sì, perchè solo due mesi fa -era il 15 ottobre- l’Inter usciva malamente sconfitta dal campo di Catania facendosi rimontare il vantaggio iniziale.

Perchè iniziare proprio da Catania-Inter? Perchè l’11 titolare  schierato dall’Inter in quella partita lasciò molti a bocca aperta per l’elevatissima età media, dando il via a diverse discussioni sul ruolo che avrebbero dovuto avere i giovani in questa squadra. Catania-Inter fu seguita da circa quindici giorni di partite sulla stessa falsariga nelle quali arrivarono risultati altalenanti (vittorie con Chievo e Lille, pareggio con l’Atalanta, sconfitta con la Juventus) fino a quando, con la pausa per le nazionali e l’inizio del mese di novembre, finalmente lo spartito è cambiato: da allora 10 partite con 7 vittorie, un pareggio e due sole sconfitte, una delle quali peraltro ininfluente (quella con il CSKA in Champions, a primo posto già conquistato).

Ma cos’è cambiato dall’inizio di novembre ad oggi? Ce lo spiega Settore nella frase riportata all’inizio di questo post. Sono loro, i tanto vituperati giovani, quelli “non adatti all’Inter”, “troppo scarsi per giocare in questa squadra”, che “sbagliano tutti i movimenti”, che “non hanno abbastanza classe/tecnica/rabbia”, che “sono strapagati” e che “chissà dove li sono andati a pescare”: sono loro quelli che ci stanno tirando fuori dalle sabbie mobili.

Largo ai giovani!

Numeri alla mano, l’ultima partita risolta grazie ai “vecchi” è stata Inter-Lille prima della sosta, il 2 novembre (gol di Samuel e Milito). Poi Thiago Motta e Coutinho segnano contro il Cagliari (con assist di Pazzini e Alvarez), Alvarez (assist di Milito) firma il pareggio con il Trabzonspor che ci porta il primo posto nel girone di Champions League, Castaignos stende il Siena al 90′ su un filtrante di Thiago Motta, Pazzini e Nagatomo liquidano la Fiorentina (assist di Coutinho e dello stesso Pazzini), ancora Nagatomo (cross di Alvarez) segna il gol della vittoria sul Genoa, Ranocchia su punizione di Maicon quello al Cesena e infine, mercoledì, due assist di Nagatomo, uno di Alvarez e uno di Maicon consentono a Pazzini, Cambiasso, Milito e lo stesso Alvarez di firmare il 4-1 ai danni del Lecce. Tiriamo le somme? Sette risultati utili in nove partite: 10 gol (su 12) e 9 assist (su 12) realizzati da giocatori con meno di 30 anni. Con Pazzini e Thiago Motta, Nagatomo e Ranocchia, certo, tutta gente tutt’altro che esordiente: ma nessuno chiedeva di vedere una squadra primavera in campo. Solo forze fresche, giocatori in grado di reggere più dei famosi 40 minuti che sembravano il limite massimo dell’Inter di inizio stagione.

Con il concreto -concretissimo- aiuto di alcuni senatori ovviamente, e ci mancherebbe che non fosse così. Ma è esattamente quello che qui e altrove scriviamo dall’inizio dell’anno: in campo i senatori e i giovani messi nel loro ruolo naturale, messi nelle condizioni migliori per fare bene e per imparare dai compagni più esperti. E così, se i gol e gli assist dei Coutinho e dei Castaignos vanno per il momento (e solo per il momento) archiviati sotto la categoria degli exploit, hanno invece il dolce sapore della conferma i numeri che giocatori come Alvarez (miglior assist-man di queste partite), Pazzini e Nagatomo (6 gol e 7 assist in tre, la metà o poco più di tutta la squadra) iniziano finalmente a mostrare. E’ la celebre “classe di mezzo”, quella dei giocatori tra  i 23 e i 27-28 anni che finalmente girano insieme a Maicon, insieme a Cambiasso, insieme a Lucio e Samuel, insieme a Zanetti: il cui rendimento, è fin troppo evidente, è migliorato anche grazie al maggiore apporto di corsa, forza e resistenza fornito dai più giovani.

Forse eravamo noi a parlare troppo presto, forse Ranieri aveva in mente sin dall’inizio un inserimento graduale (sì, ce l’aveva: lo ha detto più volte molto chiaramente). Di certo c’è che i risultati attuali danno ragione al mister tanto quanto i precedenti gli davano torto, ma non sapremo mai se velocizzando i tempi di questi inserimenti i risultati sarebbero stati gli stessi o se, piuttosto, i giovani si sarebbero bruciati girando a vuoto.

Di certo, ancora, c’è che l’opera di ringiovanimento di questa squadra è tutt’altro che conclusa: con il mercato di gennaio capiremo chi farà parte o no della rosa almeno fino a giugno, capiremo quali saranno i -giovani- nuovi acquisti (Juan Jesus? Il tanto sognato e irraggiungibile Lucas?) e continueremo certamente a dare più spazio ad alcuni di questi ragazzi con probabilmente Poli e Faraoni su tutti. Con calma e pazienza: la strada è quella giusta.

E i risultati, finalmente, si iniziano a vedere.

About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.