Calciopoli. Ultimo atto?

 È in arrivo la sentenza di Calciopoli, ha buone sensazioni?
“Io ho sempre la stessa sensazione, credo assolutamente che non c’entriamo niente con Calciopoli, quindi spero e credo che la giustizia faccia la strada giusta”.

-Massimo Moratti-

Sono attese per il 30 giugno le conclusioni del Procuratore Federale Stefano Palazzi relative all’esposto presentato dalla Juventus contro lo Scudetto 2006 vinto dall’Inter, e il mondo del web -nerazzurro, ma soprattutto biancorossonero- è in fibrillazione.

A me, ve lo dico onestamente, la cosa non interessa affatto. Ritengo queste ultime fasi della vicenda talmente banali ed oziose, talmente forzate e campate per aria, da lasciare volentieri la trattazione dell’argomento a chi ha la voglia e la pazienza di ripetere all’infinito determinati concetti ad un branco di esagitati che -al contrario- non ha nè la voglia nè probabilmente la capacità di comprenderli. Ma oggi, per fortuna, un caro amico ha avuto questa voglia e questa pazienza, e ha messo tutto nero su bianco. Il post completo di Watchdogs lo trovate su Inter Blog: io mi permetto di riportarne un ampio stralcio, riservandomi di sottolinearne alcuni passaggi fondamentali.

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Ci sono possibilità che l’esposto venga totalmente accolto?
No, le possibilità sono dello 0,00001%. L’Inter non può essere deferita per prescrizione e nemmeno si pensa che la FIGC, in caso di revoca dello scudetto interista possa restituirlo alla Juventus stante le risultanze del processo del 2006 che, se fosse aggiornato anche per la Juve, peggiorerebbe la loro situazione. Dunque, qui si discute solo la revoca del 14° scudetto interista.

Come venne assegnato lo scudetto interista?
Qui i pareri sono contrastanti, ma più per colpa della “prostituzione intellectuale” che altro. Guido Rossi disse più volte di non avere assegnato alcuno scudetto all’Inter, e in effetti – al contrario di quanto scritto nell’esposto – non esiste alcun “atto del commissario straordinario Guido Rossi” con cui è stato assegnato lo scudetto. Leggendo il celeberrimo parere consultivo dei tre saggi si evince chiaramente che l’assegnazione è automatica in base alla classifica risultante dalle penalizzazioni (questo lo scrive anche la Juve nell’esposto, salvo poi appunto contraddirsi) e che, come da prassi, non esiste alcun atto federale con cui si proclama il Campione d’Italia in alcun caso, anche quando il campionato si svolge regolarmente. Quindi, tanto per cominciare, non c’è alcuna “proclamazione”, “assegnazione” da annullare con un colpo di bianchetto, a seconda di come si sveglia la mattina il presidente Abete.

Quindi la FIGC non poteva far altro che assegnare il titolo all’Inter?
No, la FIGC poteva prendere provvedimenti ma solo per NON assegnare lo scudetto all’Inter, se le irregolarità avessero falsato l’intero campionato o se, anche senza prove di illeciti, fossero emersi comportamenti poco limpidi anche da parte di club non penalizzati.

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La presunta assegnazione del titolo di campione d’Italia 2006 all’Inter ha a che vedere con l’etica?
Sì e no. Nonostante si sia fatta parecchia retorica sull’onestà (anche da parte interista) e sullo scudetto come risarcimento etico, a far diventare l’Inter campione d’Italia è la classifica della Serie A 2005-2006 risultante dai provvedimenti su Calciopoli. Sebbene criteri di ragionevolezza ed etica avrebbero potuto far sì che lo scudetto NON venisse assegnato, la frase del presidente federale Abete (“l’etica non si prescrive”) appare totalmente fuori luogo o, se applicabile a questo caso, lo sarebbe anche per decisioni che riguardano altri campionati i cui eventi sono prescritti.

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Mettiamo però che Federazione stabilisca che si trattava effettivamente di comportamenti poco limpidi e che si debba giudicare comunque, su che base può revocare lo scudetto 2005-2006?
Qui le cose si fanno più complicate. Nei loro recenti articoli, sia Ruggiero Palombo che Fulvio Bianchi sostengono che sulla revoca dello scudetto non c’è prescrizione, ma non ci spiegano su quali basi giuridiche. E’ vero che lo scudetto dell’Inter è passato al vaglio di un parere consultivo e che se fossero emersi alcuni fatti lo scudetto avrebbe potuto non essere assegnato, ma una volta stabilito che i comportamenti poco limpidi ci furono, può essere revocato in qualsiasi momento con un atto federale che non esca da un processo sportivo?

Qual è la posizione dell’Inter in merito?
Un po’ per volontà propria (secondo i critici per mancanza di strategia comunicativa) un po’ perché i media non hanno volutamente trattato l’argomento, la posizione della società è poco nota ma chiara, per chi la conosce. L’Inter nel merito la pensa come Travaglio ma soprattutto ritiene che la revoca potrebbe passare solo attraverso un processo e che pertanto qualsiasi addebito sia prescritto. Persino Tuttosport, schierato apertamente pro-Juve, parla di un possibile parere chiesto a dei saggi circa “l’imperscrivibilità dei presupposti morali (il corsivo è nostro) addotti nel 2006 a sostegno dello scudetto interista”, imperscrivibilità che non è quindi certa, contrariamente a quanto scrivono Palombo e Bianchi.

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-Watchdogs-

1) Da Stefano Palazzi non è attesa alcuna sentenza ma semplicemente delle “conclusioni” sull’esposto presentato dalla Juventus e sulle relative osservazioni (meno pubblicizzate, ma non per questo inesistenti) proposte dall’Inter. Le conclusioni del Procuratore Federale potranno portare ad una archiviazione definitiva o -nella peggiore delle ipotesi- ad un deferimento: che non è affatto una condanna (anche se sarà eventualmente fatta passare come tale da certa stampa, sono pronto a scommetterci), ma semplicemente la richiesta di sottoporre il deferito al giudizio della Giustizia Sportiva. Esattamente come successo pochi mesi fa, per esempio, con il caso-Pandev: Società deferita da Palazzi e assolta dalla Commissione Disciplinare che “non ha riscontrato nessuna anomalia nel trasferimento”.

2) Le possibilità che quello Scudetto finisca alla Juventus sono nulle: e questo la dice lunga sui codici di comportamento della società bianconera, che si sta spendendo così tanto su una vicenda che non la riguarda neanche di striscio. Sperando di guadagnare punti agli occhi della tifoseria, sperando di passare per più credibile di quanto in realtà sia, sperando di distogliere l’attenzione dal suo disastroso operato concreto, dai suoi disastrosi risultati ottenuti, dalla sua manifesta incapacità di svolgere il proprio lavoro. Lo stile-Juve è ufficialmente morto, ammesso che sia mai nato.

3) Lo Scudetto all’Inter non è stato assegnato da nessun atto federale: non esistono atti da annullare, non esistono assoluzioni da rivedere, non esistono sentenze da riformulare. L’Inter ha vinto quello Scudetto perchè ALTRE società hanno subito delle condanne per una vicenda in cui l’Inter all’epoca dei processi non è mai stata coinvolta. E’ esattamente il contrario rispetto a quello che si legge di solito: non è all’Inter che è stato assegnato lo Scudetto grazie a una sentenza, è ad altre squadre che è stato tolto lo Scudetto con una sentenza. La differenza non è cavillosa o di forma, ma sostanziale: dal punto di vista giuridico-federale quello Scudetto è stato assegnato in maniera assolutamente identica a tutti gli altri Scudetti della storia della Serie A, mentre le sentenze hanno inciso su altre squadre e su altre posizioni. Quello Scudetto è stato automaticamente assegnato alla prima classificata del Campionato, e quindi per revocarlo non basta cancellare un atto amministrativo (che non esiste, appunto), ma è necessario avviare un procedimento. E mentre gli atti amministrativi secondo una corrente di pensiero (tutta da discutere, fra l’altro) non sono soggetti a prescrizione, per avviare un procedimento è necessario basarsi su fatti non prescritti: e fatti non prescritti relativi all’Inter, in questa vicenda, non ce ne sono.

4) Non esistono quindi basi giuridiche su cui appoggiarsi per revocare quello Scudetto, a meno di non introdurre un principio completamente nuovo per l’ordinamento sportivo: la non prescrivibilità di atti contrari all’etica sportiva. E quindi la non prescrivibilità di qualsiasi illecito e di qualsiasi frode, la non prescrivibilità di qualsiasi atto “non etico”. Per esempio la vicenda dei Rolex nell’anno dello Scudetto della Roma, per esempio la vicenda-doping accertata a carico di Agricola e di tutto lo staff medico della Juve di fine millennio, per esempio i pagamenti in nero a Lentini e compagni all’inizio degli anni 90: tutti fatti accertati, per 20 anni di Scudetti tutti da rivedere. E chissà quanti altri prima di questi. Rimettiamo in discussione tutto? Io ci sto…

5) La posizione dell’Inter è chiarissima e intransigente, nonostante il silenzio della stampa. Le parole di Moratti riportate all’inizio di questo post sono inequivocabili, e altrettanto dura e inequivocabile è la memoria presentata dalla Società a Palazzi in risposta all’esposto della Juventus. Non solo: la tranquillità che regna negli ambienti societari sulla vicenda è tale che certe voci e certe presunte “anticipazioni” non vengono neanche prese in considerazione. Bollate come fuffa purissima. Banalità campate per aria, come dicevo all’inizio.

6) Gli scenari possibili sono due: una pacifica e inevitabile applicazione delle norme in vigore, o una decisione politica e forzata che stravolgerebbe l’ordinamento. La prima vedrebbe l’Inter completamente sollevata da qualsiasi diatriba, la seconda sarebbe la certificazione finale del fallimento del sistema-calcio in Italia, la pietra tombale su un sistema già ad un passo dall’autoconsunzione, che perderebbe definitivamente, insieme alla certezza dell’ordinamento, qualsiasi credibilità nazionale ed internazionale. A quel punto, qualsiasi scenario sarebbe possibile.

Io il 30 giugno vado in vacanza tranquillo.
Voi?

About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.