Gasperini: dieci sì, dieci no.

Pian piano la nebbia di questi giorni si sta assottigliando, pian piano la margherita tenuta in mano da Moratti ed i suoi collaboratori sta perdendo petali, e molto verosimilmente oggi siamo arrivati all’ultimo: a meno di (forse qualcuno dirà piacevoli) sorprese, il prossimo allenatore dell’ FC Internazionale sarà Gian Piero Gasperini. Una scelta che a molti farà piacere, mentre ad altri farà storcere il naso, tirare un sospiro amaro, e in qualcuno addirittura venire un po’ di acidità di stomaco. In effetti non è mai facile trovarsi unanimamente d’accordo riguardo i vari allenatori della squadra per cui si tifa, sicuramente, in questo caso specifico, le opinioni discordanti saranno molteplici. Proviamo a spiegare perchè Gasperini è l’allenatore giusto per l’Inter, proviamo a spiegare anche perchè non lo è, avvalendoci di due interlocutori medi, il “mediamente ottimista”, ed il “mediamente pessimista”.

Finalmente un tecnico italiano! Dopo un trittico tecnico straniero, si ritorna con il made in Italy, idea che sta maturando anche dal punto di vista della rosa, visti gli innesti recenti di Pazzini e Ranocchia. Una buona risposta a chi critica la “multinazionale Inter”!
Beh, nell’Inter non conta la nazionalità. Nell’Inter conta la bravura, penso e spero. Mourinho è un gran tecnico, prima di essere portoghese. Mancini è un bravo allenatore, ed è italiano. Benitez e Leonardo hanno deluso, per varie ragioni, e sono stranieri. Non abbiamo mica la pretesa di autoproclamarci “bacino per la nazionale”, quindi non vedo perchè stare a guardare il colore del passaporto di chi ingaggiamo. Se uno è bravo è bravo, sia esso italiano o del Lesotho.

In Italia Gasperini non è secondo a nessuno dal punto di vista tecnico. Le sue squadre, specialmente il Genoa, han sempre giocato bene ed offensivamente parlando, son sempre state spettacolari! Magari ci stupirà in positivo, perchè non dovrebbe? E’ comunque un allenatore molto preparato!
Mah, sicuramente un tecnico deve essere elastico e cercare di far rendere al meglio gli uomini che ha a disposizione, questo è chiaro. Altrimenti di solito, a determinati livelli non ci arrivi. Però è altrettanto vero che ogni tecnico ha il suo modo di giocare preferito, com’è giusto che sia, e siamo sicuri che quello del Gasp sia compatibile con i calciatori che abbiamo a disposizione?!

L’ex allenatore del Genoa conosce benissimo Motta e Milito, due tra gli uomini che hanno brillato di meno nella scorsa stagione. Io sono convinto che il suo insediamento in panchina possa solamente giovare nel prossimo rendimento dei due fuoriclasse. Per di più, avere due big dello spogliatoio dalla propria, sin dall’inizio, è un buon punto di partenza no?
Sicuramente, ma qui il discorso è diverso: Thiago Motta e Milito, sicuramente due straordinari calciatori, quanto futuro (interista ma non per forza) hanno davanti? Stiamo parlando di un centrocampista di 29 anni e di una punta che di primavere ne ha quasi 32. Ben venga la rivalutazione dell’usato, è chiaro, ma secondo me questo deve essere un “di più”, non un aspetto “basilare”. Siamo sicuri che lo sia?

Gasperini è oltretutto molto bravo a far crescere i giovani calciatori. Le sue esperienze nelle giovanili, agli inizi della carriera, ma anche in tempi recenti, al Genoa, ne sono la dimostrazione.
Si, bene, ma… quanti giovani abbiamo attualmente da far crescere?

Messi come siamo, con i (presunti) sogni catalani di Massimo Moratti, è anche intelligente far firmare ad un tecnico un contratto corto, non vincolante. Ciò non toglie che questo contratto possa essere allungato in futuro, no? Sotto questo punto di vista siamo salvaguardati!
Sicuramente dal punto di vista economico è un vantaggio, non c’è dubbio. Il dubbio però é: e se le fantasie di Moratti dovessero rimanere tali? Se imposti un anno di “transizione” è perchè vuoi transitare, lo dice la parola stessa, da una fase A ad una fase B. Ma se la fase B non la concretizzi poi, rimani con un pungo di mosche in mano, e con una rosa più vecchia di un altro anno. Ma sicuramente ciò non è colpa del Gasperson…

…Anzi ti dirò di più: non ho mai visto Massimo Moratti così “distante” e poco preso da situazioni di questo tipo. La mia idea è che il Gasp non sia nemmeno una sua scelta, figurati.
E con ciò? Leonardo è stato presentato addirittura dal presidentissimo in persona. Si è visto come siam messi ora… Moratti è umano, e come tutti gli umani sbaglia. Ma è anche una persona capace di vedere, al netto di risultati speriamo positivi, se cambiare idea o meno.

Sarà, ma Gasperini è comunque un “figlio (calcisticamente parlando) di Moggi”. Quando sento certi nomi non riesce a non venirmi un leggero fastidio alla bocca dello stomaco, che ti devo dire.
Beh, anche Ibrahimovic e Vieira lo erano in qualche modo, anche loro hanno rivendicato quei famosi scudetti, eppure non mi pare che ai gol dello svedesone tu non abbia esultato no? Se un professionista è bravo, si concentra su quello che deve fare e lascia da parte queste questioni. Conta solo il campo.

Eh, il campo, appunto. Vogliamo parlare dei molteplici trofei vinti da Gasperini finora, o della sua grandissima esperienza in campo europeo?
Vabbè, sicuramente
certi trofei sinora li ha visti solo dalla tv, ma ciò non vuol dire che non sia preparato. Semplicemente non lo sappiamo! Perchè partire negativi? In fondo Mourinho al primo anno al Porto aveva un’esperienza misera, ma ha vinto la Coppa UEFA, e l’anno dopo la Champions. Seguendo il tuo ragionamento, non avrebbe mai potuto sedersi su quella panchina, e portare al trionfo la squadra portoghese!

Sì ma, oltre a questo fatto, un altro mio dubbio riguarda la capacità di farsi rispettare all’interno dello spogliatoio. Dai, parliamoci chiaro, i nostri giocatori di sicuro non difettano in personalità, lo sai meglio di me.
Beh, anche qui… chi ti dice che non ne sia in grado? Un calciatore è un calciatore, sia che guadagni dieci milioni di euro l’anno, sia che prenda mille euro al mese. Se un giocatore è un professionista, segue le direttive del tecnico. Punto e basta. Semmai è compito dell’allenatore quello di veicolare tutte queste sfaccettature mentali, e coadiuvarle al raggiungimento di un obiettivo di gruppo. Mourinho ce l’ha fatta alla grande, Benitez è franato quasi all’istante. Eppure entrambi avevano vinto trofei importantissimi prima. Anche qui, vedremo. Io ti posso dire che vedendo il Genoa negli ultimi anni, mi sembrava una squadra ben organizzata ed in cui i giocatori giocavano all’unisono, l’uno per l’altro. E questo mi lascia ben sperare.

Sperare, vedere, credere… io voglio certezze. Voglio un allenatore che mi dia sicurezza, nel quale possa credere sino in fondo. Gasperini è una scommessa, lo sappiamo entrambi.
Sai meglio di me che nel calcio non esistono certezze. Che questo sport sia in continuo rinnovamento, sia tecnico, che organizzativo, che, in piccolo, mentalmente. Nuovi allenatori si stanno affacciando in campo europeo, vecchi mostri sacri stanno finendo pian piano nel dimenticatoio. Io cerco soltanto di vedere le cose in maniera positiva!


About Vujen

Classe '85, marchigiano, ex-petroliere in carriera e musicista fallito. Appassionato di fotografia, Balcani e di calcio straniero, specialmente francese. Non ha mai visto l'Inter vincere al Meazza. I suoi pupilli sono Walter Samuel e l'indimenticabile Youri Djorkaeff.