Le note di Ricky Gianco ci accompagnano durante un momento terribile, rimandato ormai per troppo tempo: il tentativo di tirare le somme della gestione-Leonardo.
DICONO DI LUI – Capitato all’Inter quasi per caso a Natale dello scorso anno, si ritrova tra le mani una fuoriserie ingolfata. La squadra è fresca del titolo di Campione del Mondo per Club, è vero, ma i risultati nelle altre competizioni sfiorano lo psicodramma: secondo posto in un girone più che abbordabile in Champions League e 13 punti di ritardo dalla prima in campionato (saranno 16 al momento del debutto di Leonardo sulla panchina dell’Inter, in posticipo) anche se con due partite da recuperare. Il tutto con un vistoso crollo negli ultimi due mesi, che ha portato l’Inter a mostrare un gioco a tratti imbarazzante e l’assenza della più minima collaborazione in campo, in una palese lotta aperta tra la squadra e Benitez.
Leonardo arriva, a quel punto, col chiaro intento di limitare i danni. Ma fa molto di più. Riporta entusiasmo nell’ambiente e nello spogliatoio, riesce a far scendere di nuovo in campo l’Inter con una cattiveria e una voglia di vincere che non si vedevano ormai dalla stagione precedente. Bayern Monaco, Palermo, Lazio e chissà quante altre: vittorie di cuore e di rabbia che l’Inter di Benitez non aveva mai ottenuto e che -si pensava- l’Inter non fosse più in grado di ottenere. Paga sicuramente una certa inesperienza tattica e nella gestione delle partite, Leonardo, ma alla fine i numeri saranno brutalmente dalla sua parte: con 41 punti la sua Inter conquista un solo punto meno del Milan nel girone di ritorno, e con 2,30 punti a partita lui si prende non solo il “record” di allenatore con la media punti più alta del campionato ma si concede il lusso di mettere in riga tutta la storia nerazzurra recente in quanto a media punti in una singola stagione: più dell’ultimo Mancini, più dei due anni di Mourinho, secondo solo all’inarrivabile stagione dei record manciniana. “Solo merito della determinazione messa in campo dai giocatori”, dirà qualcuno. Sarà: resta il fatto che prima di Leonardo di quella determinazione non s’era vista neanche l’ombra, e resta il fatto che 87 punti virtuali sono uno sproposito da campionato vinto a mani basse. Il tutto condito da una Coppa Italia -primo trofeo della sua brevissima carriera da allenatore- conquistata interamente dalla “sua” Inter sin dalla prima partita.
L’inesperienza del brasiliano resta innegabile, insieme al tripudio di errori tattici, di formazione e di gestione degli incontri visti soprattutto nella prima parte della sua avventura in nerazzurro: altrettanto innegabili, però, restano gli enormi passi avanti mostrati da Leo in soli sei mesi: il ragazzo impara, e impara in fretta. I suoi evidenti miglioramenti hanno accompagnato e alla fine addirittura supportato le continue vittorie della squadra che, tirando le somme, è stata artefice nella seconda parte di stagione di un vero e proprio miracolo.
Un miracolo targato Leonardo. Il secondo, dopo quello dell’anno scorso in cui persino quel Milan riuscì -a tratti- a sembrare una squadra di calcio e in cui fu concesso persino a un Abate e un Antonini di diventare giocatori da alta Serie A. Grazie alla sua intelligenza e alla sua innata capacità di gestire gli uomini, Leonardo è riuscito ad andare oltre le più rosee aspettative per il secondo anno di seguito. La continuità è dalla sua, insieme ai risultati: cos’altro conta?
DICONO CONTRO DI LUI – Non si ricorda una sola partita, in questi mesi, vinta grazie a Leonardo. Non una idea geniale, non una mossa azzeccata. Al contrario, la squadra è crollata nei due momenti decisivi: farsi sbarrare dallo Schalke04 la strada verso le semifinali di Champions League -in quel modo, poi- resta una macchia indelebile nel cammino del tecnico, e altrettanto pesante e senza appello è stata la sconfitta nel derby che avrebbe potuto regalare all’Inter parecchie possibilità in più nella lotta scudetto.
Troppo spesso Leo si è incaponito in alchimie tattiche che finivano con l’incidere negativamente sul rendimento dei giocatori stessi (si pensi a Thiago Motta davanti alla difesa) inseguendo una idea di calcio che ad alti livelli non può funzionare. Il suo 4-2-fantasia altro non è che un velo davanti ad una realtà decisamente meno affascinante: la totale mancanza di un impianto tattico solido, l’affidarsi ciecamente all’estro dei singoli non solo in attacco (dove con giocatori come Sneijder, Eto’o e Maicon o con i colpi di Stankovic, Pazzini e Milito potrebbe anche avere senso) ma anche in difesa, con il risultato di spezzare troppo spesso la squadra in due e lasciare praterie davanti ai due difensori centrali, esponendoli a scontri uno contro uno in campo aperto e portandoli a commettere errori che con un po’ di accortezza in più sarebbero invece evitabilissimi.
Persino i giovani -considerati all’inizio dell’avventura di Leonardo il suo punto di forza- non hanno trovato poi tanto spazio. Alcuni sono completamente o quasi spariti dal campo (Natalino, Obi, Coutinho), Nagatomo è stato lanciato nella mischia in colpevole ritardo, e solo Ranocchia -più per necessità che per altro, viene da pensare- ha potuto giocare con continuità.
Inoltre il tecnico è nato e cresciuto in Italia sotto la scuola-Milan, e se questo può anche non essere un problema per il futuro, risultano invece insopportabili i suoi continui riferimenti alla gioia, al divertimento, all’amore che abbiamo sempre lasciato più che volentieri alla parte ridicola di Milano, quella degli slogan, delle toppe e della Milanello bianca. Insomma: quali sarebbero le certezze fornite da Leonardo in questi mesi? Quali i punti di forza messi in mostra dal tecnico brasiliano, tali da far sperare in un futuro roseo per la prossima stagione?
DICE MORATTI – “Leonardo, per conto mio, ha le qualità per essere un ottimo direttore generale perchè è una persona che sa vedere nell’insieme le cose”. Non troppo confortante, come parere su un allenatore. La Coppa Italia vinta sembra aver definitivamente fatto guadagnare a Leonardo la conferma per la prossima stagione, ma il problema -come al solito- è la convinzione con cui Moratti ha operato questa scelta.
Il contratto con scadenza 2012 rende evidente il fatto che la volontà sia quella di affidare a Leonardo il secondo e ultimo anno di transizione, con lo scopo di completare il risanamento del bilancio e il ringiovanimento della rosa per poi lasciare la squadra ad una guida diversa capace di portarla in un nuovo ciclo. Il che va bene, benissimo: purchè, però, non ci si lasci trascinare dalle emozioni (positive o negative) e non si stravolga il tutto in corso d’opera, come già fatto lo scorso anno con Benitez. L’allenatore avrà avanzato determinate richieste per avere le garanzie che ritiene opportuno, tecniche o gestionali che siano: è fondamentale supportarlo in tutto e per tutto, concedergli la massima fiducia e andare avanti restando sempre schierati dalla sua parte, sia in pubblico che davanti alla squadra. L’alternativa è l’ennesimo allenatore che parte senza l’appoggio della società e che va incontro, inevitabilmente, a un esonero entro la fine dell’anno solare.
Ma può essere questa la fine dell’unico allenatore presentato da Moratti in persona?
TIRIAMO LE SOMME – Leonardo è l’allenatore dell’Inter: viva Leonardo! Non esiste posizione alternativa, per quel che mi riguarda. Pur cosciente di tutti i limiti del caso e pur cosciente -soprattutto- del fatto che non rappresenta il top su piazza, se la società ha deciso di affidare a lui le chiavi della squadra io non posso che schierarmi dalla sua parte. Vedo i suoi limiti e i suoi progressi, vedo le sue incertezze e i suoi errori ma non posso bendarmi gli occhi davanti ai suoi risultati, e non credo che questi siano dovuti solo alla squadra che da sola, autonomamente e senza una guida, abbia deciso di iniziare a giocare. I miei occhi, piuttosto, saranno puntati sulla dirigenza: che ha fatto una scelta chiara e ha l’obbligo, secondo me, di sostenerla e portarla avanti senza mai metterla in discussione indipendentemente da ciò che potrà succedere.
Sarà questo il primo esame di questa nuova Inter, che prima di lanciarsi in un nuovo ciclo all’insegna dei giovani e della stabilità economica dovrà mostrare di essere pronta a rilanciarsi a livello societario, per non ripetere gli errori che nella passata stagione, forse, ci sono costati uno scudetto.

Nani ha le valigie in mano. Tanto oramai c’abbiamo fatto l’abitudine a vendere l’ala destra di talento (Beckham, R7, ora lui, avanti il prossimo…). Anche se 40 milioni di sterline a meno che non arrivi il Florentino di turno dubito che li caccino per lui.
Nasri io non lo vorrei (non perché sia uno schifo, ma perché non mi pare un acquisto di prim’ordine), e spero sia una boutade, anche se effettivamente se parte SUL SERIO a 10 milioni (di sterline), beh, direi che ne varrebbe la pena comunque.
Il costo di tutto quanto?
In sterline sono 18-19 per De Gea, 20 per Young, 16-17 per Phil Jones (altro centralino, secondo me probabilmente parte Evans).
Se arriva anche Rodwell (a gennaio-febbraio avevo letto che era preso) sono altri 20 (e, secondo me, assieme a quelli per De Gea sarebbero i meglio spesi).
Nasri sarebbero un’altra decina.
Al momento sono 55, si salirebbe 85 milioni (di sterline).
Se partissero Nani, Evra (ecco, lui credo sia un annetto buono che è giunto il momento di venderlo, ma dubito che Fergie lo farà andare) ed Evans, dovremmo rientrare di almeno una cinquantina di milioni (di sterline).
Contando che finalmente i Glazer hanno cominciato a ripianare il buco che LORO avevano fatto per COMPRARSI la squadra (mica migliorarla, stronzi), beh, direi che non è male.
Bwahahahahahah!
Effettivamente.
Il portoghese semi-trequartista sul mercato, comunque, potrebbe far scendere la valutazione di Sanchez. Bellissimo leggere che la Juve se lo porterebbe a casa (il lusitano) con 12-13 milioni di euro.
ti ricordi il cazzottone a Bicicli?
Sarasa fa il prezioso
un milanista che parla di calcio e’ stucchevole
come un culo in uno spogliatoio maschile
che parla di fidanzati
di silvio tanto non si puo’ parlare
penne alla sancho per tutti
di silvio sappiamo già abbastanza
IN GALERA
ma che succede qua
se si nomina silvio scappano tutti?
oh ha cominciato antonino
pigliatevela con lui
Sfido che scappano tutti! Se sei uomo ti deruba, se sei donna ti tromba (e poi ti deruba)!
Ma non ti allarmare Nino, è solo perché è venerdì: 2011 fuga dall’ufficio
Vendere Wesley per comprare Sanchez e Pastore..lo fareste?
Era un post di Nicoletti di qualche tempo fa.
Se vendendo Sneijder e comprando quei due non vado troppo sotto, e sempre ammesso che si prenda almeno anche un centrocampista coi piedi, ci penserei seriamente.
Io lo farei..a patto,come hai detto tu,di rinforzare BENE il centrocampo..
Per le cifre che circolano, potresti prendere Nasri E Aquilani senza svenarti (anche se Anima sostiene che Nasri sia praticamente loro). Il grosso problema di Aquilani è che ti metti in casa un altro tizio che non garantisce continuità.
Snejder è il più grande trequartista della storia, perchè, come giocatore di per sè atipico, è atipico anche nel suo ruolo, essendo una via di mezzo fra un centrocampista vero e una mezza punta.
Se per rinforzare la squadra dobbiamo partire dalla sua cessione credo proprio che siamo messi male.
Mi pare che Sanchez sia separato dal discorso “per comprare devi prima vendere”
Pastore mi garba, ma ad ora è un “prospetto di campione”, mentre Wes lo è.
Ci abbiamo messo anni a trovare il trequartista, abbiamo avuto il culo di prenderlo a 15 milioni, meno di bonucci per dire.., il ragazzo dice di trovarsi benissimo all’Inter e che adora Milano e lo dobbiamo dar via?
Lo farei solo per un offerta davvero indecente, del tipo ibra- Eto’o per intenderci, quindi tanti dindini e contropartita tecnica importante.
Per piglare Pastore e Sanchez,è scontato che ci debba essere un’offerta indecente..per cui..
“Praticamente nostro”?
Naaaaaah…
Se si facesse una la lista di giocatori “praticamente nostri” (ovvero, tolti Xavi, Iniesta e Messi, più o meno chiunque), tra top player e presunti tali che sparano credo che di faremmo due o tre squadre.
Per me le “voci” finché non ci sono firme sono calciominchiate (cit.). Infatti temo per Rodwell (sigh!).
Anche perchè per un bidone come Torres hanno speso 60 MILIONI DI EURO..Quanto volete che paghino uno come Sneijder?Dobbiamo sempre essere i pirla a prenderla nel didietro?Quindi o si tirano fuori i soldi (tanti) o rimane lui..
dato che non credo si possa ripetere la congiuntura astrale Ibra-Eto’ò, anche perchè il giocatore valutato 70 milioni l’anno dopo lo valutano 24…lo accetteresti lo scambio secco, alla pari, senza conguagli, Fabregas/Snejder?
No. Ma io sono anche un po’ prevenuto nei confronti di Fabregas.
Si :D
Io mi tengo Wesley tutta la vita..tra i due..
No. Non credo che uno spagnolo possa fare bene nel nostro campionato. Tutto qui.
.
io avevo un appuntamento importantissimo col mio temporale del venerdì delle 17:30
non potevo proprio mancare
Ho letto che James Rodriguez, 3/4ista del Porto nonché capitano dell’under 20 colombiano potrebbe essere comprato per l’inter, lo spero vivamente
Pensa…
Ah, il mio era puntualissimo. Io ero in ritardo di una mezz’ora buona e lui mi ha aspettato con tutta calma. Che tenero.
Beh ora, tutto il rispetto delle opinioni altrui, ci mancherebbe, però “Torres bidone” davvero non si può sentire. :D
Buonanotte.
//((££
Infatti io tifo per il Como. Pensa che anche adesso che vivo a Brescia ho ancora adesso un appartamento in provincia per andare ogni tanto nel WE :-). Poi faccio un po’ come gli appassionati di basket, che tifano per la squadra italiana e per un’altra in NBA. Però quando anni fa il Milan é venuto al Sinigaglia ovviamente non avevo dubbi su chi tifare ;-)))))))))))
Buongiorno a tutti.
No Torres non potete valutarmelo come un bidone.
Non si e’ ambientato al Chelsea ma ha sempre e comunque fatto bene.
Su Fabregas nel campionato italiano continuo ad avere forti dubbi.
E’ dai tempi di Luisito che non vedo uno spagnolo fenomeno nel nostro campionato.
Certo Pep Guardiola ha giocato negli ultimi anni della sua carriera a Brescia ma non lo seguivo quindi ditemi voi se era un fenomeno.
Uesly invece so gia’ quanto vale e me lo terrei. Niente scambio alla parti anche se fosse (ma e’ calciominchiata).
Buongiorno a tutti i Nerazzurri
In alto i(l) quorum
W L’INTER SI
Abbasso le bombe del calciominchiato Si
giuve* merda Si
ACSilvio* merda certo che SSSSSSI
Scusate per le parolacce contrassegnate dall’asterisco.
Mi piacerebbe poi capire, ad esempio, come mai Wesley non vale più di 30 ml, mentre i sigg.ri Pastore-Bale-Fabregas dai 40 in su……valutazioni farlocche, OFFSHORE
Certo che Van der Wiel..
Tolta un’unica eccezione, un certo Luisito Suarez (quello vero!)
i calciatori spagnoli in Italia sono il più straziante caso di disadattamento ambientale dopo i pinguini e i panda. Non ce n’è uno che sia andato bene.
A parte questo, Fabregas a quant’è? 50-60? Allora non ne parliamo neanche. Neanche con Wesley in versione “conguaglio umano”.
lo avanzato del cliente intelectuale
fate qualcosa per maurino il sudato
nonostante lo scudo elettorale
il fegato è sempre pronto lixli per esplodere
*
scritto da Nk³ il 9 giugno 2011 alle 10:55
Leonardo sì, Leonardo no, Leonardo un caz’…
Le note di Ricky Gianco ci accompagnano durante un momento terribile, rimandato ormai per troppo tempo: il tentativo di tirare le somme della gestione-Leonardo.
DICONO DI LUI – Capitato all’Inter quasi per caso a Natale dello scorso anno, si ritrova tra le mani una fuoriserie ingolfata. La squadra è fresca del titolo di Campione del Mondo per Club, è vero, ma i risultati nelle altre competizioni sfiorano lo psicodramma: secondo posto in un girone più che abbordabile in Champions League e 13 punti di ritardo dalla prima in campionato (saranno 16 al momento del debutto di Leonardo sulla panchina dell’Inter, in posticipo) anche se con due partite da recuperare. Il tutto con un vistoso crollo negli ultimi due mesi, che ha portato l’Inter a mostrare un gioco a tratti imbarazzante e l’assenza della più minima collaborazione in campo, in una palese lotta aperta tra la squadra e Benitez.
Leonardo arriva, a quel punto, col chiaro intento di limitare i danni. Ma fa molto di più. Riporta entusiasmo nell’ambiente e nello spogliatoio, riesce a far scendere di nuovo in campo l’Inter con una cattiveria e una voglia di vincere che non si vedevano ormai dalla stagione precedente. Bayern Monaco, Palermo, Lazio e chissà quante altre: vittorie di cuore e di rabbia che l’Inter di Benitez non aveva mai ottenuto e che -si pensava- l’Inter non fosse più in grado di ottenere. Paga sicuramente una certa inesperienza tattica e nella gestione delle partite, Leonardo, ma alla fine i numeri saranno brutalmente dalla sua parte: con 41 punti la sua Inter conquista un solo punto meno del Milan nel girone di ritorno, e con 2,30 punti a partita lui si prende non solo il “record” di allenatore con la media punti più alta del campionato ma si concede il lusso di mettere in riga tutta la storia nerazzurra recente in quanto a media punti in una singola stagione: più dell’ultimo Mancini, più dei due anni di Mourinho, secondo solo all’inarrivabile stagione dei record manciniana. “Solo merito della determinazione messa in campo dai giocatori”, dirà qualcuno. Sarà: resta il fatto che prima di Leonardo di quella determinazione non s’era vista neanche l’ombra, e resta il fatto che 87 punti virtuali sono uno sproposito da campionato vinto a mani basse. Il tutto condito da una Coppa Italia -primo trofeo della sua brevissima carriera da allenatore- conquistata interamente dalla “sua” Inter sin dalla prima partita.
L’inesperienza del brasiliano resta innegabile, insieme al tripudio di errori tattici, di formazione e di gestione degli incontri visti soprattutto nella prima parte della sua avventura in nerazzurro: altrettanto innegabili, però, restano gli enormi passi avanti mostrati da Leo in soli sei mesi: il ragazzo impara, e impara in fretta. I suoi evidenti miglioramenti hanno accompagnato e alla fine addirittura supportato le continue vittorie della squadra che, tirando le somme, è stata artefice nella seconda parte di stagione di un vero e proprio miracolo.
Un miracolo targato Leonardo. Il secondo, dopo quello dell’anno scorso in cui persino quel Milan riuscì -a tratti- a sembrare una squadra di calcio e in cui fu concesso persino a un Abate e un Antonini di diventare giocatori da alta Serie A. Grazie alla sua intelligenza e alla sua innata capacità di gestire gli uomini, Leonardo è riuscito ad andare oltre le più rosee aspettative per il secondo anno di seguito. La continuità è dalla sua, insieme ai risultati: cos’altro conta?
DICONO CONTRO DI LUI – Non si ricorda una sola partita, in questi mesi, vinta grazie a Leonardo. Non una idea geniale, non una mossa azzeccata. Al contrario, la squadra è crollata nei due momenti decisivi: farsi sbarrare dallo Schalke04 la strada verso le semifinali di Champions League -in quel modo, poi- resta una macchia indelebile nel cammino del tecnico, e altrettanto pesante e senza appello è stata la sconfitta nel derby che avrebbe potuto regalare all’Inter parecchie possibilità in più nella lotta scudetto.
Troppo spesso Leo si è incaponito in alchimie tattiche che finivano con l’incidere negativamente sul rendimento dei giocatori stessi (si pensi a Thiago Motta davanti alla difesa) inseguendo una idea di calcio che ad alti livelli non può funzionare. Il suo 4-2-fantasia altro non è che un velo davanti ad una realtà decisamente meno affascinante: la totale mancanza di un impianto tattico solido, l’affidarsi ciecamente all’estro dei singoli non solo in attacco (dove con giocatori come Sneijder, Eto’o e Maicon o con i colpi di Stankovic, Pazzini e Milito potrebbe anche avere senso) ma anche in difesa, con il risultato di spezzare troppo spesso la squadra in due e lasciare praterie davanti ai due difensori centrali, esponendoli a scontri uno contro uno in campo aperto e portandoli a commettere errori che con un po’ di accortezza in più sarebbero invece evitabilissimi.
Persino i giovani -considerati all’inizio dell’avventura di Leonardo il suo punto di forza- non hanno trovato poi tanto spazio. Alcuni sono completamente o quasi spariti dal campo (Natalino, Obi, Coutinho), Nagatomo è stato lanciato nella mischia in colpevole ritardo, e solo Ranocchia -più per necessità che per altro, viene da pensare- ha potuto giocare con continuità.
Inoltre il tecnico è nato e cresciuto in Italia sotto la scuola-Milan, e se questo può anche non essere un problema per il futuro, risultano invece insopportabili i suoi continui riferimenti alla gioia, al divertimento, all’amore che abbiamo sempre lasciato più che volentieri alla parte ridicola di Milano, quella degli slogan, delle toppe e della Milanello bianca. Insomma: quali sarebbero le certezze fornite da Leonardo in questi mesi? Quali i punti di forza messi in mostra dal tecnico brasiliano, tali da far sperare in un futuro roseo per la prossima stagione?
DICE MORATTI – “Leonardo, per conto mio, ha le qualità per essere un ottimo direttore generale perchè è una persona che sa vedere nell’insieme le cose”. Non troppo confortante, come parere su un allenatore. La Coppa Italia vinta sembra aver definitivamente fatto guadagnare a Leonardo la conferma per la prossima stagione, ma il problema -come al solito- è la convinzione con cui Moratti ha operato questa scelta.
Il contratto con scadenza 2012 rende evidente il fatto che la volontà sia quella di affidare a Leonardo il secondo e ultimo anno di transizione, con lo scopo di completare il risanamento del bilancio e il ringiovanimento della rosa per poi lasciare la squadra ad una guida diversa capace di portarla in un nuovo ciclo. Il che va bene, benissimo: purchè, però, non ci si lasci trascinare dalle emozioni (positive o negative) e non si stravolga il tutto in corso d’opera, come già fatto lo scorso anno con Benitez. L’allenatore avrà avanzato determinate richieste per avere le garanzie che ritiene opportuno, tecniche o gestionali che siano: è fondamentale supportarlo in tutto e per tutto, concedergli la massima fiducia e andare avanti restando sempre schierati dalla sua parte, sia in pubblico che davanti alla squadra. L’alternativa è l’ennesimo allenatore che parte senza l’appoggio della società e che va incontro, inevitabilmente, a un esonero entro la fine dell’anno solare.
Ma può essere questa la fine dell’unico allenatore presentato da Moratti in persona?
TIRIAMO LE SOMME – Leonardo è l’allenatore dell’Inter: viva Leonardo! Non esiste posizione alternativa, per quel che mi riguarda. Pur cosciente di tutti i limiti del caso e pur cosciente -soprattutto- del fatto che non rappresenta il top su piazza, se la società ha deciso di affidare a lui le chiavi della squadra io non posso che schierarmi dalla sua parte. Vedo i suoi limiti e i suoi progressi, vedo le sue incertezze e i suoi errori ma non posso bendarmi gli occhi davanti ai suoi risultati, e non credo che questi siano dovuti solo alla squadra che da sola, autonomamente e senza una guida, abbia deciso di iniziare a giocare. I miei occhi, piuttosto, saranno puntati sulla dirigenza: che ha fatto una scelta chiara e ha l’obbligo, secondo me, di sostenerla e portarla avanti senza mai metterla in discussione indipendentemente da ciò che potrà succedere.
Sarà questo il primo esame di questa nuova Inter, che prima di lanciarsi in un nuovo ciclo all’insegna dei giovani e della stabilità economica dovrà mostrare di essere pronta a rilanciarsi a livello societario, per non ripetere gli errori che nella passata stagione, forse, ci sono costati uno scudetto.
Allenatore
« Siamo la seconda scelta
254 comments to Leonardo sì, Leonardo no, Leonardo un caz’…
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Animamigrante
10 giugno 2011 at 16:07 AnimamigranteQuote
Nani ha le valigie in mano. Tanto oramai c’abbiamo fatto l’abitudine a vendere l’ala destra di talento (Beckham, R7, ora lui, avanti il prossimo…). Anche se 40 milioni di sterline a meno che non arrivi il Florentino di turno dubito che li caccino per lui.
Nasri io non lo vorrei (non perché sia uno schifo, ma perché non mi pare un acquisto di prim’ordine), e spero sia una boutade, anche se effettivamente se parte SUL SERIO a 10 milioni (di sterline), beh, direi che ne varrebbe la pena comunque.
Il costo di tutto quanto?
In sterline sono 18-19 per De Gea, 20 per Young, 16-17 per Phil Jones (altro centralino, secondo me probabilmente parte Evans).
Se arriva anche Rodwell (a gennaio-febbraio avevo letto che era preso) sono altri 20 (e, secondo me, assieme a quelli per De Gea sarebbero i meglio spesi).
Nasri sarebbero un’altra decina.
Al momento sono 55, si salirebbe 85 milioni (di sterline).
Se partissero Nani, Evra (ecco, lui credo sia un annetto buono che è giunto il momento di venderlo, ma dubito che Fergie lo farà andare) ed Evans, dovremmo rientrare di almeno una cinquantina di milioni (di sterline).
Contando che finalmente i Glazer hanno cominciato a ripianare il buco che LORO avevano fatto per COMPRARSI la squadra (mica migliorarla, stronzi), beh, direi che non è male.
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Animamigrante
10 giugno 2011 at 16:12 AnimamigranteQuote
vitarob:
Anima
facciamo così
leonard non è la Leggenda
il portoghese semi-trequartista lasciamolo dove è
de GEA
alla lunga mi sa che non porta bene
Bwahahahahahah!
Effettivamente.
Il portoghese semi-trequartista sul mercato, comunque, potrebbe far scendere la valutazione di Sanchez. Bellissimo leggere che la Juve se lo porterebbe a casa (il lusitano) con 12-13 milioni di euro.
*
nino44
10 giugno 2011 at 16:19 nino44Quote
vitarob: suarez sbaglia un rigore e quel fuoriclasse di sani pareggia
ti ricordi il cazzottone a Bicicli?
Sarasa fa il prezioso
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antonino verdi.
10 giugno 2011 at 16:33 antonino verdi.Quote
un milanista che parla di calcio e’ stucchevole
come un culo in uno spogliatoio maschile
che parla di fidanzati
di silvio tanto non si puo’ parlare
penne alla sancho per tutti
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nino44
10 giugno 2011 at 16:45 nino44Quote
antonino verdi.: di silvio tanto non si puo’ parlare
di silvio sappiamo già abbastanza
IN GALERA
*
nino44
10 giugno 2011 at 17:45 nino44Quote
ma che succede qua
se si nomina silvio scappano tutti?
oh ha cominciato antonino
pigliatevela con lui
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Gigi Di Biagio
10 giugno 2011 at 18:30 Gigi Di BiagioQuote
Sfido che scappano tutti! Se sei uomo ti deruba, se sei donna ti tromba (e poi ti deruba)!
Ma non ti allarmare Nino, è solo perché è venerdì: 2011 fuga dall’ufficio
*
Pietro
10 giugno 2011 at 18:47 PietroQuote
Vendere Wesley per comprare Sanchez e Pastore..lo fareste?
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Linus
10 giugno 2011 at 18:53 LinusQuote
Pietro:
Vendere Wesley per comprare Sanchez e Pastore..lo fareste?
Era un post di Nicoletti di qualche tempo fa.
Se vendendo Sneijder e comprando quei due non vado troppo sotto, e sempre ammesso che si prenda almeno anche un centrocampista coi piedi, ci penserei seriamente.
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Pietro
10 giugno 2011 at 18:59 PietroQuote
Io lo farei..a patto,come hai detto tu,di rinforzare BENE il centrocampo..
*
Linus
10 giugno 2011 at 19:10 LinusQuote
Per le cifre che circolano, potresti prendere Nasri E Aquilani senza svenarti (anche se Anima sostiene che Nasri sia praticamente loro). Il grosso problema di Aquilani è che ti metti in casa un altro tizio che non garantisce continuità.
*
Valeri@
10 giugno 2011 at 19:12 Valeri@Quote
Pietro:
Vendere Wesley per comprare Sanchez e Pastore..lo fareste?
Mi pare che Sanchez sia separato dal discorso “per comprare devi prima vendere”
Pastore mi garba, ma ad ora è un “prospetto di campione”, mentre Wes lo è.
Ci abbiamo messo anni a trovare il trequartista, abbiamo avuto il culo di prenderlo a 15 milioni, meno di bonucci per dire.., il ragazzo dice di trovarsi benissimo all’Inter e che adora Milano e lo dobbiamo dar via?
Lo farei solo per un offerta davvero indecente, del tipo ibra- Eto’o per intenderci, quindi tanti dindini e contropartita tecnica importante.
*
Pietro
10 giugno 2011 at 19:19 PietroQuote
Per piglare Pastore e Sanchez,è scontato che ci debba essere un’offerta indecente..per cui..
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Animamigrante
10 giugno 2011 at 19:22 AnimamigranteQuote
Linus:
Per le cifre che circolano, potresti prendere Nasri E Aquilani senza svenarti (anche se Anima sostiene che Nasri sia praticamente loro). Il grosso problema di Aquilani è che ti metti in casa un altro tizio che non garantisce continuità.
“Praticamente nostro”?
Naaaaaah…
Se si facesse una la lista di giocatori “praticamente nostri” (ovvero, tolti Xavi, Iniesta e Messi, più o meno chiunque), tra top player e presunti tali che sparano credo che di faremmo due o tre squadre.
Per me le “voci” finché non ci sono firme sono calciominchiate (cit.). Infatti temo per Rodwell (sigh!).
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Pietro
10 giugno 2011 at 19:24 PietroQuote
Anche perchè per un bidone come Torres hanno speso 60 MILIONI DI EURO..Quanto volete che paghino uno come Sneijder?Dobbiamo sempre essere i pirla a prenderla nel didietro?Quindi o si tirano fuori i soldi (tanti) o rimane lui..
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Daniele
10 giugno 2011 at 19:27 DanieleQuote
Valeri@: Lo farei solo per un offerta davvero indecente, del tipo ibra- Eto’o per intenderci, quindi tanti dindini e contropartita tecnica importante.
dato che non credo si possa ripetere la congiuntura astrale Ibra-Eto’ò, anche perchè il giocatore valutato 70 milioni l’anno dopo lo valutano 24…lo accetteresti lo scambio secco, alla pari, senza conguagli, Fabregas/Snejder?
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Linus
10 giugno 2011 at 19:33 LinusQuote
Daniele: lo accetteresti lo scambio secco, alla pari, senza conguagli, Fabregas/Snejder?
No. Ma io sono anche un po’ prevenuto nei confronti di Fabregas.
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Valeri@
10 giugno 2011 at 19:34 Valeri@Quote
Daniele: dato che non credo si possa ripetere la congiuntura astrale Ibra-Eto’ò, anche perchè il giocatore valutato 70 milioni l’anno dopo lo valutano 24…lo accetteresti lo scambio secco, alla pari, senza conguagli, Fabregas/Snejder?
Si :D
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Pietro
10 giugno 2011 at 19:41 PietroQuote
Io mi tengo Wesley tutta la vita..tra i due..
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Hura76
10 giugno 2011 at 20:23 Hura76Quote
No. Non credo che uno spagnolo possa fare bene nel nostro campionato. Tutto qui.
*
miss green
10 giugno 2011 at 20:31 miss greenQuote
Gigi Di Biagio: Ma non ti allarmare Nino, è solo perché è venerdì: 2011 fuga dall’ufficio
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io avevo un appuntamento importantissimo col mio temporale del venerdì delle 17:30
non potevo proprio mancare
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Gigi Di Biagio
11 giugno 2011 at 00:41 Gigi Di BiagioQuote
miss green: .
io avevo un appuntamento importantissimo col mio temporale del venerdì delle 17:30
non potevo proprio mancare
Pensa…
Ah, il mio era puntualissimo. Io ero in ritardo di una mezz’ora buona e lui mi ha aspettato con tutta calma. Che tenero.
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Vujen
11 giugno 2011 at 07:34 VujenQuote
Beh ora, tutto il rispetto delle opinioni altrui, ci mancherebbe, però “Torres bidone” davvero non si può sentire. :D
Buonanotte.
//((££
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Silvano65
11 giugno 2011 at 08:19 Silvano65Quote
antonino verdi.: un milanista che parla di calcio e’ stucchevolecome un culo in uno spogliatoio maschileche parla di fidanzatidi silvio tanto non si puo’ parlarepenne alla sancho per tutti
Infatti io tifo per il Como. Pensa che anche adesso che vivo a Brescia ho ancora adesso un appartamento in provincia per andare ogni tanto nel WE :-). Poi faccio un po’ come gli appassionati di basket, che tifano per la squadra italiana e per un’altra in NBA. Però quando anni fa il Milan é venuto al Sinigaglia ovviamente non avevo dubbi su chi tifare ;-)))))))))))
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Hura76
11 giugno 2011 at 10:47 Hura76Quote
Buongiorno a tutti.
No Torres non potete valutarmelo come un bidone.
Non si e’ ambientato al Chelsea ma ha sempre e comunque fatto bene.
Su Fabregas nel campionato italiano continuo ad avere forti dubbi.
E’ dai tempi di Luisito che non vedo uno spagnolo fenomeno nel nostro campionato.
Certo Pep Guardiola ha giocato negli ultimi anni della sua carriera a Brescia ma non lo seguivo quindi ditemi voi se era un fenomeno.
Uesly invece so gia’ quanto vale e me lo terrei. Niente scambio alla parti anche se fosse (ma e’ calciominchiata).
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Valeri@
11 giugno 2011 at 11:14 Valeri@Quote
Buongiorno a tutti i Nerazzurri
In alto i(l) quorum
W L’INTER SI
Abbasso le bombe del calciominchiato Si
giuve* merda Si
ACSilvio* merda certo che SSSSSSI
Scusate per le parolacce contrassegnate dall’asterisco.
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Pietro
11 giugno 2011 at 11:41 PietroQuote
Certo che Van der Wiel..
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alexdoc
11 giugno 2011 at 12:24 alexdocQuote
Tolta un’unica eccezione, un certo Luisito Suarez (quello vero!)
i calciatori spagnoli in Italia sono il più straziante caso di disadattamento ambientale dopo i pinguini e i panda. Non ce n’è uno che sia andato bene.
A parte questo, Fabregas a quant’è? 50-60? Allora non ne parliamo neanche. Neanche con Wesley in versione “conguaglio umano”.
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Jerry
11 giugno 2011 at 14:09 JerryQuote
Vujen: “Torres bidone”
lo stato avanzato del cliente intelectuale
fate qualcosa per maurino il sudato
nonostante lo scudo elettorale
il fegato è sempre pronto lixli per esplodere
jerry, cazzo hai fatto?
Jerry, questo commento è una forma di protesta perché il post è rimasto troppo a lungo
o sentivi il bisogno di fare il punto della situazione?
;))
Jerry
SI concordo
Volete voi abrogare il commento di Jerry?
SI
anche se comunque ha più senso del 23 bis
mitttttico Jerry
Jerry
chetteseifumato?
Che Mourinho sia un grande allenatore lo sappiamo tutti.
Che Mourinho sia un po’ deboluccio in termini di calciomercato lo sappiamo altrettanto bene,basti pensare il suo avallo all’acquisto di Mancini,la sua insistenza per Quaresma,il suo ok per Muntari come alternativa a Lampard (………………..).
Il secondo anno poi non scordiamoci che aveva mandato Branca a monaco per Van Buyten e che voleva Deco e Carvalho,dopo aver dato cmq l’ok per Motta e Milito sebbene più che per l’argentino il suo interesse fosse rivolto ad affiancare Drogba a Ibra.
Per fortuna che poi la Società ha decisamente corretto il tiro e gli obiettivi.
Tutto questo per dire cosa? Semplicemente per ribadire il fatto che quantomeno il Mou si era,giustamente,esposto tatticamente e voleva un calciomercato che ne fosse diretta conseguenza. Il primo anno voleva provare il 4-3-3 ed è andato in cerca degli uomini per farlo,il secondo ha capito che la squadra doveva modificarsi ed ha chiesto il centrale dai piedi buoni,un centrocampista d’ordine e il 10 dietro le due punte.
Poi Branca ha preso gente diversa,ma l’ha presa in base alle caratteristiche richieste in base alle idee dell’allenatore.
L’Inter più vincente che abbiamo mai visto in vita nostra è nata grazie ad un allenatore che ha detto chiaro e tondo cosa voleva,chi voleva,perchè li voleva e come voleva farli giocare,cosa questa che dovrebbe essere la più normale del mondo.
Se vogliamo dirla tutta,ma più in piccolo,lo stesso Benitez con Kuyt e Mascherano voleva i suoi uomini per fare il suo gioco,cosa altrettanto normalissima.
Ora,qualcuno ha sentore di un comportamento analogo da parte di Leonardo???
Ovvio che magari questi sono discorsi fatti in privato con Branca e Moratti,di certo,visto che siamo in pieno calciomercato e visto che poi siamo noi tifosi quelli che sganciano il grano per biglietti,abbonamenti,SKY etc etc,io da tifoso dico semplicemente che mi piacerebbe sentire Leonardo parlare dell’Inter che ha in mente.
Non voglio nomi e cognomi,voglio sapere qual’è il progetto,quanto possiamo spendere,,cosa stiamo cercando,che tipo di squadra stiamo facendo su.
Se invece si profila un’estate come quella dello scorso anno non c’è nessunissimo problema,tanto io l’Inter la segui comunque;basta che lo si dica chiaro e tondo.
Speriamo non siano tornati i tempi bui delle cose fatte o alla cazzo di cane o non fatte proprio.
La mia speranza è che non ci si continui a cullare sugli allori delle recenti vittorie.
Grazie fantastica Inter del 2010,ma ora è il momento di ricominciare;una grande squadra non deve vincere sempre,ma deve essere sempre nelle condizioni di poterlo fare.
41%
Novara – INTER???
INTER – Novara???
bene bene 6 punti garantiti per noi
Pietro
magari domani facciamo 60%
Basta un 56% Nino