Lettera al direttore

Gentilissimo Dott. Suma, innanzitutto devo chiederLe scusa. Si, perché non frequentando gli spazi virtuali nei quali Lei scrive, senza la segnalazione di un utente del nostro blog (grazie Pietro!), mi sarei sicuramente perso questa  Sua perla. Mi permetto quindi di risponderLe con una sorta di lettera aperta che, mi perdonerà ancora, non potrà certo raggiungere i livelli e gli standard ai quali Lei è abituato.

“In attesa del ricorso dell’Inter contro la riduzione di una giornata della squalifica a Ibrahimovic, sappiamo bene che non si potrebbe secondo le leggi del nostro calcio ma non si sa mai, un ricorso anche di cartone a certe latitudini lo si può produrre da un momento all’altro, vale la pena commentarla.”

Stia tranquillo, il ricorso dell’Inter contro la decisione di ridurre la squalifica ad Ibra non ci sarà, come non c’è stato in occasione della squalifica inflitta a Chivu per il pugno rifilato al “solito” Marco Rossi. Sa com’è, non siamo abbastanza fantasiosi e, di fronte ad immagini inequivocabili, non saremmo stati in grado di argomentare le nostre controdeduzioni in maniera così convincente come hanno invece fatto altri. Che poi, sbaglio o ad essere di cartone erano solo gli scudetti (dell’Inter)?

“Intanto la Corte Federale ha tolto a tutti gli amanti del coupe de theatre la soddisfazione di vedere il Club nerazzurro ritirare la squadra in caso di riammissione al derby dello Svedese, al dna non si comanda, scelta nel caso possibile, un po’ come avvenne negli anni Sessanta a Torino contro la Juventus. Poco male, la vita continua e ci sarà sempre l’occasione per compensare.”

Mi spiace deluderLa, ma al derby l’Inter sarà regolarmente in campo. Con la prima squadra e non con la formazione primavera come accaduto negli anni Sessanta in quel di Torino. Le perdono quindi l’imprecisione relativa a quel Suo vago ricordo, capendo quanto sia difficile documentarsi su argomenti per Lei così raccapriccianti come la gloriosa storia della Beneamata. Sa com’è, anche a me parlare del Milan crea identiche difficoltà. Che poi, diciamocelo: potremmo mai non presentarci al derby, evitandovi un’ulteriore  settimana di terrore come quella appena trascorsa? Potremmo mai privarci di questa soddisfazione? Assolutamente no! Magari, nel malaugurato  caso che durante la partita le cose si mettessero male per noi (e a tal proposito faccio i dovuti scongiuri), a due minuti dalla fine potremmo sabotare l’impianto di illuminazione del Meazza, spegnere qualche riflettore, ritirare la squadra dal campo e chiedere  la vittoria a tavolino dell’incontro. Questo si che sarebbe un coupe de theatre coi fiocchi!

“Il fatto vero di questa vicenda è l’accanimento, costante nel tempo, dell’arbitro Brighi di Cesena nei confronti del Milan. Anche se parzialmente corretto e arginato da questa sentenza, il problema è riaffiorato. Il Milan ha già pagato cara, con una Coppa Uefa al posto della Champions League, una direzione di gara dello stesso arbitro. Accadde in occasione di un Milan-Atalanta, finito 1-2, nel girone di ritorno, zona cruciale del calendaro, del Campionato 2007-2008. Con la stessa gestualità e con la stessa unidirezionalità, l’arbitro Brighi fece innervosire fischio dopo fischio, soprattutto nel secondo tempo, un uomo buono come Nesta che venne espulso e anche in quel caso il Milan perse la partita successiva. Juventus-Milan 3-2, proprio a causa dell’assenza del giocatore espulso nella partita precedente. Come è accaduto con Ibra a Palermo. In quella stagione il Milan sfiorò la qualificazione Champions per un punto…”

Come le dicevo prima, anch’io trovo raccapricciante ripercorrere la storia del Milan, quindi non avendo elementi per confutarle, devo giocoforza fidarmi e prendere per buone le tesi da Lei sopra riportate. Ricordo però benissimo quando, in tempi bui, a noi tifosi interisti veniva affibbiato l’appellativo di “piangina”. Bene, alla luce di tutto ciò credo che sia arrivato il momento del passaggio delle consegne, come si faceva con la famosa stecca ai tempi del servizio di leva obbligatorio. Naturalmente l’auspicio è che quanto da Lei rievocato si ripeta anche stavolta.

“Il signor Brighi, in questo Campionato, ha deciso, rieccolo, in chiave anti Milan, in due situazioni che in altre partite hanno trovato ben altro epilogo. In Bari-Inter, sullo 0-0, Chivu-Rossi: Chivu non viene espulso e l’Inter anche grazie a questo particolare vince la partita. In Milan-Bari sappiamo invece com’è andata a finire, con l’espulsione a cielo aperto (a partita cioè ancora e del tutto in bilico, sullo 0-1) di Zlatan Ibrahimovic.”

Mi permetto di ricordarLe che il risultato finale di Milan-Bari è stato 1-1 e che la compagine pugliese è andata in vantaggio quando le due squadre erano ancora undici contro undici. Il pareggio di Cassano è arrivato invece con i pugliesi in superiorità numerica. Partendo dal presupposto che a Bari l’arbitro Brighi ha sbagliato a non espellere Chivu, squalificato poi per ben quattro giornate con la prova tv e senza ricorso, cosa Le da l’assoluta certezza che l’Inter, con l’uomo in meno, non avrebbe vinto quella partita? Non si trattava anche li di una situazione “a cielo aperto”? Ma al di di tutte le possibili ipotesi che lasciano comunque il tempo che trovano, l’unica colpa, se così vogliamo definirla, del direttore di gara cesenate è stata quella di non vedere il pugno da cartellino rosso di Christian a Marco Rossi, perché l’espulsione diretta ad Ibra per la manata allo stesso difensore barese,  è decisione più che giusta.

“In Inter-Lecce, Pazzini porta il braccio alto per coordinare la parte alta della spalla e andare al tiro: gol regolare. In Milan-Bari sulla stessa azione, con lo stesso spirito, anche se con una dinamica diversa, visto che Ibra non doveva aggirare l’avversario in corsa, l’esito è stato rete annullata con tanto di ammonizione per l’attaccante del Milan che grazie a questo regalino rientrerà in campo a Firenze sì ma diffidato proprio per via di quella decisione. Sul piano tecnico, decisione della Corte sotto gli occhi, non si può non concludere che per una manata Zlatan ha già pagato fin troppo. In questo torneo, per una manata, la sanzione massima è stata di una giornata.”

La ricostruzione che Lei fa dell’accaduto è quasi perfetta, ma manca di una piccola precisazione. Si, perché Pazzini stoppa il pallone di petto-spalla, quindi in modo regolare. Ibra invece, nonostante la similitudine del gesto, controlla la sfera con il braccio, cioè in una maniera che il regolamento del giuoco del calcio definisce irregolare. Per evitare ulteriori problemi in futuro, la proposta di un “lodo Ibra” potrebbe essere la soluzione al problema.


“La sensazione, invece, in chiave derby, è che il Milan si sentirà meno smarrito e scenderà in campo meno frastornato rispetto a Palermo, sapendo che nella a sua volta durissima gara successiva a Firenze rientrerà Ibra. Poi vedremo come la metterà il rumore dei nemici che l’anno scorso si limitavano ad auscultare ma che quest’anno devono gioco forza produrre. Certo non sono nemici il geometra Galliani e il dottor o i dottori che competono con lui. Scriviamo così, giusto per partecipare anche noi al simpaticissimo, divertente, gioco del dileggio che c’è in giro sul titolo di studio dell’amministratore delegato del Milan. Tanto non è un geometra o un dottor che cambia la vita, se sei peso massimo resti peso massimo e se sei peso mosca resti peso mosca. E non è nemmeno una questione di potere o di arroganza, è un semplice fatto di autorevolezza calcistica e di conoscenza delle dinamiche e dei regolamenti di questo sport.”

E allora, se alla fine il recupero di Ibra per la partita di Firenze  rafforza così tanto la convinzione della Sua squadra in vista del derby, dov’è il problema? In fondo, come per anni ci è stato rinfacciato, l’Ibra-dipendenza è una cosa brutta, bruttissima. Quindi meglio affrancarsi da un così pesante legame, dimostrando che una grande squadra resta tale chiunque vada in campo. Se però l’assenza del campione svedese continuerà a spaventarvi, più che del rumore, stavolta cominceremo a sentire la puzza dei nemici (cit.). Sorvolo infine sul gioco del dileggio dei titoli di studio da Lei evocato, ricordandole però che l’unico vero peso Massimo ce l’abbiamo noi.

E qui mi fermo, evitando volutamente di commentare la parte restante dell’articolo. Sa com’è, già parlare di Milan è per me un grandissimo sforzo. Chiedermi di aggiungere Felipe Melo, la J**e, Platini e compagnia cantante nello stesso post è davvero troppo.

Con immutata stima (ma anche no), porgo i miei più sinceri auguri per il derby di sabato.

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