Il Pazzo e la Pazza Inter

Giampaolo Pazzini è un giocatore della Juventus.

Ah, no.

Bando agli sfottò: ce l’ho qui in gola e voglio dirlo. L’Inter mette a segno un gran colpo. Uno di quelli veri, uno che -a differenza di improbabili Van Bommel e Toni- può legittimamente definirsi un gran colpo di mercato. A maggior ragione se si considerano prezzo e contropartite (12 milioni più Biabiany).

26 anni, italiano, stabilmente nel giro della Nazionale, Giampaolo Pazzini è ben più di una riserva o di un tappabuchi: è una alternativa vera e concreta a Milito nell’immediato, ed è il suo ideale sostituto per il futuro quando l’età e gli acciacchi inizieranno -inevitabilmente, come stiamo vedendo- a condizionare seriamente il rendimento del Principe.

Una alternativa a Milito. Niente di più e niente di diverso. Entrambi possono infatti giocare con tutti gli altri attaccanti della rosa, mentre sembra impensabile vederli in campo insieme. Come Milito, infatti, anche il Pazzo è indiscutibilmente una prima punta. Che anzi fa ancora meno movimento del Principe, amando giocare in area di rigore, per vie centrali, sgomitando per difendere la palla, per far salire la squadra e per attaccare la porta. Una prima punta letale, che chiude le stagioni regolarmente in doppia cifra grazie a un opportunismo fuori dal comune e a grandi doti acrobatiche e di colpitore di testa (memorabile la sua faccia stupita quando si sentì dire da Graziani a Controcampo “sei un grande attaccante, ma devi migliorare nel colpo di testa”).

Debutta tra i professionisti a 19 anni con la maglia dell’Atalanta: 9 gol in 40 partite in Serie B fanno presagire un futuro decisamente roseo per questo giovane attaccante toscano. L’anno succesivo arriva in Serie A per non lasciarla più: 6 gol in 16 partite nella prima metà della stagione bastano per scatenare i desideri di mezza Italia. La spunta la Fiorentina, che però l’anno successivo gli mette davanti un certo Luca Toni. Troppo, a 21 anni. Nonostante questo Pazzini segna 8 gol la prima stagione e 9 la seconda, guadagnandosi la fiducia della società che l’anno successivo punta forte su di lui: pur non convincendo a fondo, il Pazzo supera per la prima volta la doppia cifra stagionale per non lasciarla più. 12 gol a Firenze, 15 nei primi sei mesi con la Sampdoria, 21 ancora a Genova l’anno successivo, 12 in questo primo scorcio di stagione. E’ stato accusato di non reggere la concorrenza di Gilardino negli unici sei mesi opachi di questo lustro d’oro, è stato accusato di essere “solo” un grande finalizzatore incapace di costruirsi da solo le palle gol e senza grandi numeri a disposizione, di essere solo un’appendice di Cassano, che ora ritroverà da grande avversario.

Forse, chi lo sa. Di sicuro troverà all’Inter i cross di Maicon e i suggerimenti di Sneijder, Thiago Motta e Eto’o, che per un “semplice finalizzatore” con le sue caratteristiche rischiano di essere una vera manna dal cielo. Di fatto a 26 anni Giampaolo Pazzini è chiamato alla prima e decisiva grande opportunità della sua carriera: in coppia con Eto’o o Pandev nel rombo, o punta unica nel 4231 che Leonardo sembra non aver accantonato del tutto, avrà indosso la maglia numero 7 dei Campioni d’Italia, d’Europa e del Mondo. Si troverà davanti sfide che non ha mai affrontato e dovrà guardarle negli occhi e abbatterle, per sfruttare questa occasione. Per stabilire le gerarchie in Nazionale e per affermarsi, definitivamente, come il grande attaccante che tutti quelli che lo hanno visto crescere giurano che sia.

E poi, in fondo, lui i gol decisivi per lo Scudetto della sua squadra li ha già segnati.

Benvenuto a casa, Pazzo.

About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.