Siamo tornati?

Chivu gol Atalanta

Prima di tutto è la vittoria di Massimo Moratti, che ha giustamente rischiato, accantonando Balotelli, in una vigilia così tempestosa che avrebbe potuto bruciare le ultime energie (siamo alla partita numero 51). Poi, al netto del possibile infortunio di Sneijder – danno incalcolabile, soprattutto se al Camp Nou si sommasse all’assenza di Pandev – Inter-Atalanta è un altro capolavoro di Mourinho. L’ennesimo.

L’Inter sembra rinata. Quella che si era vista in febbraio e marzo (eccezion fatta per la Champions) non sarebbe mai riuscita a ribaltare lo svantaggio (Tiribocchi, ancora lui). Questa Inter, rigenerata sul piano atletico – quasi a smentire l’inutilità di Dubai – è riuscita a rovinare il sabato notte alla Roma.

Questo gruppo ha fame di vittorie. Fra i meriti di Mourinho, quello di averlo reso ancora più compatto di fronte alle idiozie di Balotelli, e la scelta di schierare dal primo minuto il tridente Sneijder-Eto’o-Milito ha dato il segnale della massima determinazione. Lo ribadisco: nesuna competizione può essere sacrificata, se si vuole diventare una grande squadra. Mourinho commise l’errore di farlo nella semifinale di Coppa Italia con la Sampdoria, regalando 3 gol in un tempo, e la sua autocritica fu immediata, imponendo alla squadra di cercare l’impresa impossibile nella partita di ritorno, fin quasi a ribaltare il risultato.

Oggi Mou ha risparmiato, Maicon, Lucio e Samuel, e dosato il minutaggio dei centrocampisti (Motta, Cambiasso, Sneijder), trovando, in un colpo solo, il primo gol nerazzurro di Mariga e di Chivu. Ne deriva una vittoria psicologicamente fantastica, agevolata da un soffio di buona sorte (sullo 0-1, il “Tir” stava per segnare di nuovo, e il pareggio di Milito è stato un regalo della difesa atalantina). Quella buona sorte – chiamatela, se volete, Eupalla – sembrava aver scelto i colori giallorossi. Forse Eupalla ha buon gusto, e ci ha ripensato.

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Rudi Ghedini, bolognese di provincia, interista dal gol sotto la pioggia di Jair al Benfica, di sinistra fin quando mi è parso ce ne fosse una.