Un D-Day disastroso

In questa foto manca Trofino.

In questa foto manca Trofino.

L’avevano presentata come una giornata campale per i negazionisti tifosi della J**e e come il giorno del giudizio per quelli dell’Inter, come se alla sbarra non ci fosse Moggi e gran parte della melma del calcio ita(g)liano, ma una società estranea ai fatti come più volte ribadito dai pm.

L’obiettivo di don Luciano è chiaro: è stato, da (quasi) sempre, il “tutti colpevoli nessun colpevole”. La cosa scandalosa, però, non riguarda l’amico dell’associato a delinquere (Giraudo, ndl) in primo grado, ma il comportamento dei media. Da alcune settimane è iniziata la grancassa mediatica sulle presunte intercettazioni che avrebbero in un sol colpo mandato in B l’Inter, ridato 2 scudetti alla J**e, restituito milioni di fegati ai gobbi e incentivato le nascite dei simil Cozzolino.

Noi ci siamo fidati di Moratti e Facchetti. Moratti che ha rilasciato la benedetta intervista a Claudio Sabelli Fioretti nell’estate 2006 e Facchetti il cui curriculum umano non ha certo bisogno di presentazioni.

Oggi doveva essere il D-day, dicevamo. E se gli Usa e la Gran Bretagna avessero organizzato lo sbarco in Normandia come gli avvocati di Moggi hanno preparato la difesa del proprio assistito a questo punto avremmo una svastica sul tricolore e dei forni crematori con tanto di recupero di energia come gli inceneritori per ne(g)ri e gentaglia varia.

L’avv. Trofino, presenta la madre di tutte le telefonate, così trascritta: “Facchetti: «E allora per domenica?». Bergamo: «Facciamo un gruppo di internazionali così non rischiamo niente». Facchetti: «Va bè, metti dentro Collina»”. Premesso che anche così la cosa non è rilevante, in quanto ascoltando l’audio si capisce che Bergamo la griglia l’avesse già composta (e non avrebbe certo potuto escludere l’arbitro migliore del mondo nonché appassionato di cene carbonare).

Ma non è questo il punto. Ascoltando l’intercettazione si è venuto a scoprire che la trascrizione esatta sarebbe stata: “Facchetti: «E allora per domenica?». Bergamo: «Facciamo un gruppo di internazionali così non rischiamo niente». Facchetti: «Va bè, metti dentro qualche…». Bergamo: «Collina». E’ Bergamo che sovrasta la voce di Facchetti che non conclude la frase. Insomma, revisione dolosa o errore da Azzeccagarbugli? Nel dubbio li consideriamo incapaci (risata).

Passi l’errore (sic). Ma i media da stamane non hanno fatto altro che riportare queste frase: “Anche Facchetti faceva le griglie”, “Facchetti a Bergamo: ‘Metti Collina!'”. Passi per le puttane di Mediaset (ma anche no), passi per le mignotte di Tuttosport (ma anche no), passi pure per le escort de La Stampa (ma anche no), ma da Repubblica e Corriere bisognerebbe aspettarsi come minimo che riportino correttamente i fatti. Invece i titoli più gettonati sono: “Moggi segna un punto a suo favore” o “Primo round a Moggi”. Incredibile.

Nel marasma generale, invece di ricordare i metodi mafiosi di Moggi, le minacce della Gea ai calciatori, le scuse pietose di un arbitro a Moggi, i giornalisti prezzolati e le sim svizzere (oggi è emerso che le telefonate protette sono state “104 in entrata e 74 in uscita con Bergamo; 72 in entrata e 128 uscita con Pairetto”) con lo stesso Bergamo che ha usato più volte la patetica scusa del calciomercato per giustificare la riservatezza di quelle chiamate, si tira in ballo l’Inter per una telefonata in cui (non) chiede il miglior arbitro in circolazione e si lamenta di qualche arbitraggio di Bertini, il mitico visionario di Perugia-Inter 4-1.

Moggi, dal canto suo dice che non è finita qui e che tireranno fuori altre intercettazioni. Noi siamo sul divano pronti ad assistere all’ennesima sceneggiata della mafia del pallone alle prese con la canna del gas.

D’altronde, la madre delle intercettazioni è sempre incinta (quasi cit.)

Da registrare le parole di Ganfelice Facchetti: “Una falsificazione dei fatti grave, vergognosa e inaccettabile, oltre che lesiva della memoria di mio padre”. Un caso che siano pressoché le stesse di inquirenti e Pm?

Update: L’avvocato di Moggi ha ammesso di aver riferito l’intercettazione in aula senza nemmeno ascoltarla. Si è fidato di colui che le ha sbobinate e trascritte, un certo Nicola Penta, tifosissimo bianconero e portavoce di Moggi in più di una occasione. Grazie alla segnalazione di Luca, abbiamo saputo di più del suo passato non proprio edificante. Qui, qui e qui potrete constatare i suoi trascorsi con la giustizia e con l’informazione in tv. Un curriculum che non poteva essere proprio ignorato da Lucky Luciano.

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