A corrente alternata

Il match di Catania è stato uno dei più strani a cui ho assistito in questa stagione. Una partita dalle molteplici identità, mutata più volte nell’inerzia durante l’arco dei novanta minuti. Partenza a favore degli etnei, che nel primo quarto di gara ci hanno messo alla frusta, non sfruttando due occasioni da gol nitide ed un altro paio di opportunità nate sullo sviluppo di calci piazzati. Scampato il pericolo i ragazzi sono usciti fuori e, pur non brillando, hanno creato alcuni grattacapi alla difesa rossazzurra. Su tutte, la conclusione di Snej deviata in angolo dal portiere sul finire della prima frazione.

Nella ripresa, con l’ingresso in campo di Quaresma ed il cambio di modulo, abbiamo decisamente preso in mano l’incontro, trovando il gol e un altro paio di incursioni che avrebbero potuto chiudere definitivamente la gara. Poi sono usciti fuori di nuovo gli avversari, con alcuni spunti prontamente rintuzzati dalla nostra difesa. Il pericolo sembrava scampato, ma proprio nel momento in cui credevamo di avere in pugno la situazione, è arrivato il pari di Maxi Lopez che ha nuovamente ribaltato tutto. Le successive sostituzione a sbilanciare la squadra per cercare i 3 punti  e le due incredibili ingenuità suicide commesso da Muntari, hanno dato come risultato una sconfitta tutto sommato non troppo immeritata.

Come dicevo all’inizio, questo è stato forse il match più strano che ho visto sin qui, ma che comunque contiene un comune denominatore con quasi tutte le partite disputate nell’anno solare 2010. Si, perché se andiamo a vedere, è quasi d’abitudine che all’interno dello stesso match ricorrano dei cambi di atteggiamento, come se i nostri camminassero appunto a corrente alternata. Improvvise fiammate, seguite da momenti di totale svagatezza e viceversa.

Escludenndo la vittoriosa partita interna col Cagliari ed il derby, in campionato con Siena, Bari, Parma, Napoli, Samp, Udinese, Genoa, Catania, in Champions col  Chelsea e in Coppa Itala con Fiorentina e Gobbi, sono le occasione nelle quali  questo è accaduto. Il motivo non è assolutamente la condizione atletica, perché molto spesso i ragazzi sono usciti fuori alla distanza, dando il meglio proprio nel finale di gara. Inter-Siena, Bar-Inter, Inter-Genoa, Napoli-Inter, Inter-Samp giocata in 9 cotro 11 per quasi un’ora e Inter-Juve di Coppa Italia ne sono l’esempio. In altre circostanze invece, a una buona partenza è seguito un improvviso calo di rendimento, come successo in Parma-Inter, Udinese-Inter, Inter-Chelsea e Inter-Fiorentina di Coppa Italia. L’unica partita che fa storia a se è proprio l’ultima disputata in terra siciliana, che ha visto per  più volte il ribaltamento dell’inerzia a favore di una delle due compagini in campo.

Nel post-gara di venerdì Marco Branca ha parlato proprio di mancanza di attenzione ed effettivamente la cosa pare plausibile, ma non solo in riferimento alla sconfitta col Catania. Da qui a fine campionato, se vogliamo essere interpreti di un finale degno della parte iniziale, Josè Mourinho dovrà lavorare su questo, facendo si che certe situazioni non si ripetano, perchè l’approccio alla gara e la tenuta mentale saranno fondamentali. I prossimi impegni, a partire dalla determinante gara col Chelsea di martedì prossimo, saranno la cartina tornasole di quello che andremo a vedere da qui al prossimo 16 maggio, con la speranza che la trasferta di Siena non sia proprio l’ultima partita ufficiale della stagione.

About SNIS