Giudichiamo noi: Bologna-Inter

Riparte la rubrica nella quale cerchiamo di capire bene, regolamento alla mano, tutto quello che è successo sul campo di calcio nell’ultima partita dell’Inter. Oggi è il turno di Bologna-Inter: partita tutto sommato tranquilla e tenuta bene in mano da Rosetti che, come vedremo, ha usato esperienza e buon senso -a volte agendo ai limiti del regolamento- per non esasperare il match. Qui trovate il regolamento del gioco del calcio corredato dalle decisioni ufficiali FIGC e dalla guida pratica AIA, per tutti i riferimenti.

Roberto Rosetti, della sezione di Torino

Roberto Rosetti, della sezione di Torino

Le immagini sembrano mostrare abbastanza chiaramente che la posizione di Zalayeta sul lancio di Adailton in occasione del gol del Bologna è regolare: nulla da dire. Più complicato analizzare la posizione di Milito all’inizio del triangolo con Cambiasso che ha portato alla terza rete dell’Inter: l’attaccante argentino è proteso in avanti e, mentre i suoi piedi sono sicuramente “in posizione regolare” la sua testa e il suo corpo sembrano al di là del difensore del Bologna. Questo è uno dei punti del regolamento che ha subito più modifiche negli ultimi anni: quando la posizione di un attaccante diventa irregolare. “Ci dev’essere luce fra i due corpi”, “basta una mano avanti”, “deve essere con tutto il corpo al di là del difensore”….niente di tutto questo, nel 2009. Oggi il regolamento (regola 11, pagina 105) dice che ovviamente “un giocatore si trova in posizione di fuorigioco quando è più vicino alla linea di porta avversaria rispetto sia al pallone, sia al penultimo avversario” e un po’ meno ovviamente che ““più vicino alla linea di posta avversaria” significa che qualsiasi parte della testa, del corpo o dei piedi del calciatore è più vicina alla linea di porta avversaria sia rispetto al pallone, sia al penultimo avversario. Le braccia non sono incluse in questa definizione“. Al di là dell’italiano come al solito discutibile, questa frase chiarisce definitivamente il caso in questione: come detto la testa e il corpo di Milito sembrano chiaramente al di là del difendente, quindi la posizione è irregolare. Tuttavia la chiamata è difficilissima perchè si tratta di centimetri, e a quanto pare esiste una direttiva UEFA che consiglia ai guardalinee di NON chiamare il fuorigioco nel dubbio. Non si può parlare di errore di Ayroldi dunque, secondo me.

Sono altri due i casi da analizzare, ed entrambi riguardano la Regola 12 (Falli e scorrettezze): la manata di Thiago Motta ad un avversario a palla lontana e l’incredibile rosso di Maicon a partita ormai finita. Abbastanza grave il primo episodio con Thiago Motta che, a palla lontana, “colpisce o tenta di colpire un avversario“, per dirla a termini di regolamento. Il numero 8 nerazzurro, in realtà, si rende colpevole di condotta violenta perchè “in mancanza di alcuna contesa per il pallone, usa vigoria sproporzionata o brutalità nei confronti un avversario” (sic: non “di un avversario” ma “un avversario”. La lingua italiana, questa sconosciuta…). Per questo tipo di infrazione non solo è previsto il rosso diretto, non solo vale il richiamo generico all’applicazione letterale della Regola 12 (“La Regola 12 deve essere applicata con il massimo rigore, particolarmente allo scopo di evitare che il gioco diventi violento“, decisioni ufficiali FIGC, pagina 134) ma c’è addirittura un richiamo particolare: “si ricorda agli arbitri che la condotta violenta spesso conduce a scontri tra più calciatori e, pertanto, devono impegnarsi attivamente al fine di impedire che ciò accada“. Cosa salva Thiago Motta dal rosso? Il buon senso di Rosetti cui facevamo riferimento prima: seppure nel regolamento si parla genericamente di “vigoria sproporzionata“, con questo intendendo di fatto qualsiasi tipo di intervento (nel caso specifico, a palla lontana, qualsiasi intervento volontario è “sproporzionato” visto che risulta fine a sè stesso), la manata di Motta non sembra particolarmente violenta nè volta a causare un danno grave all’avversario…avversario che, dal canto suo, esagera evidentemente gli effetti del contatto. Mano morbida di Rosetti e giallo per Motta: visto il clima generale in campo, giusto così.

Rosetti assolutamente incolpevole anche sul rosso diretto a Maicon: indipendentemente da ciò che è successo con Ayroldi e dalle parole uscite dalla bocca del brasiliano, se il guardalinee dice con quella sicurezza che un giocatore deve essere espulso l’arbitro, anche per una questione di “equilibri” interni, non può fare altro che prendere quella decisione. Diverso il discorso sulle parole effettivamente pronunciate da Maicon: “fanculo” secondo le prime interpretazioni, “fuck you” secondo le successive, “vai tu” (in risposta a un “vai via” di Ayroldi) secondo Branca. A norma di regolamento, “un calciatore che manifesta dissenso protestando (verbalmente o non) contro una decisione dell’arbitro deve essere ammonito“, mentre deve essere espulso se “usa un linguaggio o fa gesti offensivi, ingiuriosi o minacciosi“. E’ evidente che, per scatenare tanta certezza nelle azioni di Ayroldi, qualche parola di troppo dalla bocca di Maicon sia uscita (anche se Branca ha detto che a fine partita si è chiarito tutto)…parole di troppo che se confermate nel referto porteranno a due giornate di squalifica per il terzino e alla conseguente assenza contro Fiorentina e Juventus. Certo si potrebbe discutere sul fatto che a qualcuno è concesso di mandare platealmente a quel paese l’arbitro (tre volte: vero Totti?) prendendosi solo un giallo e a qualcun altro è concesso di insultare le madri di arbitro (bentornato, Pinturicchio) e avversari (lo faceva anche Zico, o è un’altra cosa in più che ha Diego rispetto all’ex-Udinese?), mentre Maicon questi lussi evidentemente non può permetterseli…ma, ovviamente, l’errore sta nelle mancate espulsioni degli altri: non si può pretendere la non applicazione del regolamento basandosi su errori precedenti.

About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.