Lettera a Marco Travaglio

Pubblico anche qua una lettera che ho appena spedito (firmata) a Marco Travaglio, sull’articolo di cui abbiamo discusso nei commenti al post precedente.

Egregio Travaglio,
chi le scrive è un suo attento lettore che oltre alla cronaca giudiziaria e politica (da lei ben descritte) segue pure le vicende pallonare, per passatempo e passione.
Non le nascondo di essere rimasto sorpreso dal riscontrare il suo nome a firma di un articolo, mi riferisco a quello su “A” intitolato “Special-One o furb-one?” che definirei quantomeno approssimativo; siccome mi spiace che un giornalista preciso come lei incappi in certi scivoloni, mi prendo la libertà di correggerla, certo che non ci sia malafede nel pezzo in questione.

1) le frasi che riporta, tanto quella dello “Special” che quella su “Dio” andrebbero contestualizzate: disse di essere speciale perché attaccato prima della presentazione da diversi tabloid che in risposta gli chiesero “si considera uno speciale per aver vinto la Champions?” e lui semplicemente lo confermò; la seconda era più estesa: “potevo rimanere al Porto, con la Champions vinta, Dio e poi solo io” (in risposta al fatto che non amasse le sfide), e credo che sia semplice reperire informazioni su come e quanto sia considerato in patria l’ex allenatore del Porto a suffragio di tale tesi.

2) da mero redattore di un blog frequentato quasi esclusivamente da interisti, e da amante del gioco di Mancini, le devo dire che in realtà Mourinho viene adorato per gli stessi motivi per cui veniva stimato in precedenza Roberto Mancini, ovvero la capacità di reagire agli attacchi mediatici che il sistema televisivo che conosciamo tutti riserva ai nemici della squadra del padrone. E’ un qualcosa che succede anche in politica, mi sembra abbastanza palese la similitudine tra il metodo del “Panino” e la struttura degli attacchi: provocazione-risposta-controrisposta con tono offeso da parte del provocatore.
Il problema è che il provocatore non è Mourinho, ma il frustrato e perdente di turno, tipici esponenti dell’italietta ipocrita e fintobuonista che ben conosciamo.

3) al di là dell’aspetto mediatico, nel giudicare il suo curriculum “tecnico” mi affido anc’io a Wikipedia, come fa lei nel suo articolo, e trovo: “il suo valore tecnico è riconosciuto: per due anni consecutivi, nel 2004 e 2005, è stato indicato come miglior allenatore del mondo dall’Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio”; inoltre ha iniziato ad allenare nel 2000, vincendo in questo breve lasso di tempo 2 scudetti portoghesi, 1 coppa e 2 supercoppe portoghesi, una coppa Uefa ed una Champions League con il Porto, 2 campionati, 3 coppe ed una supercoppa in Inghilterra con il Chelsea, una supercoppa italiana con l’Inter alla prima partita ufficiale. Non lo definirei “un fenomeno da baraccone”, nè “un incompetente” nè uno che si è fatto strada con le chiacchiere a dispetto dei fatti.

4) mi piacerebbe conoscere i nomi di questi 30 allenatori italiani che vincerebbero il campionato a mani basse; so per certo però che non rispondono ai nomi di Ranieri, Ancelotti e Spalletti, visto che loro si hanno fatto autentici disastri, chi in prima persona chi avallando scelte quantomeno bizzarre da parte delle rispettive società.

5) la storia che “vincerebbe anche senza allenatore” ha molte smentite possibili, non serve andare molto indietro nel tempo, per vedere le storie di Real Madrid e Barcellona che in anni recenti in cui erano pieni di Campioni hanno rimediato solo figuracce, perchè allenati male.

6) in base a cosa si può dire che l’Inter “rischia di perdere lo scudetto perchè in panchina c’è Mourinho”? Mi pare che il vantaggio sia di 7 punti, senza segni di cedimento nelle ultime partite… insomma, dove sta il problema?

7) Mourinho ha capito benissimo in che paese è capitato, su questo ha ragione a metà.
Ha capito che in questo paese che non conosce il significato del termine “Meritocrazia” l’invidia nel proprio mondo di lavoro è a livelli pazzeschi, e le persone che non hanno alcun titolo per dare lezioni le danno.
Anzi, meno titoli hanno per farlo, più forte sarà la loro voce.
Ma cortesemente, mi spiega la differenza tra gli Ancelotti, Spalletti, Ranieri (ed il codazzo di giornalisti in malafede del mondo del calcio) ed i vari politici che predicano bene e razzolano malissimo (con l’aiuto dei compiacenti giornalisti di “regime”) ?
Qual’è la differenza tra il suo definire “prostitussione intellectuale” chi ad arte manipola le informazioni per far passare una versione totalmente distorta delle cose, e lei quando ben spiega “la scomparsa dei fatti”? mi sembrano due concetti molto simili, in realtà.

A me il parallelismo scatta in automatico, può essere un problema di tifo? Forse, non lo escludo, ma mi pare che questo sistema mediatico che gravita intorno all’azienda-calcio sia esattamente il medesimo che c’era prima del 2006. Siccome non mi pare che lei avesse in simpatia i dirigenti che controllavano quella piramide di potere illecito, mi sono molto meravigliato nel leggere un suo articolo così “fuori bersaglio”.

La saluto con immutata stima, ma la prego di approfondire meglio l’argomento prima di scriverne, mi (in quanto lettore) ha abituato decisamente meglio.

MrSarasa

P.S. per gli altri redattori: se volete/avete post pronti, metteteli pure domattina presto, di questo argomento abbiamo parlato a sufficienza (e comunque se Vano o altri volessero continuare, stasera vado a bere di brutto alla facciazza vostra, fate pure eheheh)

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