Verso il derby: meno 3

A scanso di equivoci, io sono fra quelli che baratterebbero la vittoria nel derby con un’eliminazione dalla Champions piena di recriminazioni (anche ai rigori). Lo so, Moratti ci tiene tanto alla Champions, Mourinho è stato preso proprio per puntare a quell’obiettivo, ma considerando la fallimentare campagna acquisti, il quarto scudetto consecutivo rappresenterebbe un risultato straordinario.

Un derby alla quinta di ritorno non può chiudere i giochi, resterebbero 42 punti da assegnare, ma è chiaro a tutti “quanto” ci si gioca domenica sera. Ci si gioca, innanzitutto, la rivincita sulla pessima partita d’andata, quando il Milan dominò per 70′ minuti, e l’Inter rischiò l’imbarcata prima di lanciarsi in un confuso, improduttivo arrembaggio. Il Milan ci diede una lezione tattica, non dubito che Mourinho abbia studiato alcune contromisure, ma l’incertezza sul risultato di domenica sera dipende da un paio di situazioni in cui eravamo e siamo inferiori.

Penso ai calci piazzati e alle triangolazioni palla a terra al limite dell’area. Pirlo e Seedorf, Beckham e Ronaldinho sono in grado di metterci in grave affanno. Non ho particolari timori circa il recupero di Kakà: lo considero improbabile, e poi abbiamo visto che Kakà e Ronaldinho tendono a elidersi. No, la mia preoccupazione sta nella qualità di palleggio dei rossoneri, tanto più significativa se riuscissero a passare in vantaggio e potessero gestire il contropiede (solo Cordoba ha la velocità per contrastare Pato, e non è detto che Cordoba sia in campo; e se andiamo sotto nel punteggio, temo che Muntari non arrivi al novantesimo).

Dipenderà, innanzitutto, dal ritmo della partita. Sotto ritmo, il Milan è ancora fra le 2-3 squadre più forti del mondo. Nella bagarre, negli strappi e nelle accelerazioni sta la diversa cilindrata fra le due squadre, e l’Inter dovrà farla valere, “picchiano” sui punti deboli dell’avversario. Rientra Kaladze, ma la difesa del Milan non è certo insuperabile. Semmai, è la nostra manovra d’attacco che deve sfuggire alla prevedibilità, approfittando del fatto che Ibra sarà sempre raddoppiato e porterà al largo 2-3 difensori avversari.

Fra le varie decisioni che Mourinho è chiamato a prendere (Santon o Chivu? Cordoba o Materazzi, accanto a Samuel?), credo che la più delicata sia quella del partner da affiancare a Ibra. Sembra scontato il rientro di Adriano, qualcuno ipotizza la riproposizione dell’Albero di Natale visto a Lecce, ma io spero venga data un’occasione a Cruz, l’unico attaccante in grado di aprire spazi e sostenere il centrocampo. Con Cruz in campo, credo che Stankovic potrebbe incidere come un coltello nel burro.

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Rudi Ghedini, bolognese di provincia, interista dal gol sotto la pioggia di Jair al Benfica, di sinistra fin quando mi è parso ce ne fosse una.