Fantastico Ibra! Torna la vera capolista

zlatan ibrahimovicL’Inter risponde alla capolista-per-due-giorni savoiarda offrendo una prova convincente, ma dai due volti. La più grossa sorpresa della giornata è il centrocampo a rombo, con Muntari che ha il compito di accompagnare le punte e togliere fiato a Liverani. Dopo il primo tempo è evidente che il ghanese è riuscito a isolare il regista basso dei siciliani, ma è mancato nella fase propositiva, apparendo un po’ spaesato quando si trattava di cucire il gioco. Poco male, perchè i veri problemi per l’Inter, dopo un inizio di possesso palla, vengono soprattutto a destra. Dalla parte di Maicon il Palermo attacca in massa, consentendo a Miccoli, Balzaretti e Simplicio di gravitare nella zona del brasiliano, mettendolo sovente in difficoltà. Mentre Samuel tappa la bocca a Cavani è Cordoba a uscire spesso in raddoppio. Il Palermo punge, potrebbe persino passare in vantaggio con Migliaccio, ma al primo acuto solista di Ibrahimovic (delizioso nel liberarsi in area d rigore) rischiano grosso. Fontana salva. Primo tempo equilibrato e arbitro abbastanza monodimensionale: Carrozzieri ha licenza di far tutto, colpisce Ibrahimovic, anche se per Antonio Di Gennaro (commentatore SKY) non c’è nulla.

Nella ripresa la squadra è la stessa, ma la partita cambia subito. Ibrahimovic si smarca sulla destra, ma anzichè crossare, lancia una violenta sassata sul secondo palo, che lascia di sasso Fontana. L’Inter è padrona del campo e il Palermo appare privo di idee: tolto il contropiede rimane poco. La nostra squadra invece accorcia, c’è Cambiasso che rumina gioco, Vieira che si propone e Maxwell che sembra Maicon.  Così arriva il raddoppio. Ibra conquista una punizione al limite dell’area e si capisce dalla rincorsa che il gol è questione di secondi. Si apre la barriera e la squadra esulta. 2-0. Nel frattempo però sprechiamo tanto: Vieira, Ibra e Cruz graziano Fontana. I cambi rivitalizzano ancora di più la squadra: Stankovic ci mette pressing, Amantino Mancini aggiunge qualità e spunti personali, sfiorando due volte il gol. Alla fine, nell’Inter più vecchio stile della stagione, si rivede persino un Burdisso a centrocampo, prima che Ibra sfiori la tripletta personale. Peccato per l’ingenua ammonizione di Cordoba, che dunque salterà la sfida con i gobbi. Probabile che giochi Materazzi, anche se a preoccuparsi, di fronte a questo Ibrahimovic, dovrebbero essere Lefrattaglie e soci.

Una nota tattica: la squadra ha giocato bene, ha saputo tenere palla e soprattutto non si è sfilacciata. Anzi, ha via via accorciato le distanze, a partire da quelle tra le punte (nel primo tempo Ibra e Cruz erano larghissimi e Muntari non si inseriva). Nella ripresa si è visto un calcio semplice, ma efficace, fatto di passaggi stretti, cambi di fronte, continui cross e sovrapposizioni sulle fasce, che hanno prodotto palle gol a grappoli. Ora comunque viene il vero test. Abbiamo imparato a non montarci la testa. Ma se troviamo la quadra là in mezzo siamo sempre noi quelli da battere.

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