Stampa e TV: Mourinho ha capito tutto

josè mourinhoNella conferenza stampa pre-derby Mourinho torna a parlare coi giornalisti italiani e segna il solco definitivo, circoscrivendo il ruolo dei media nostrani a quella dimensione provinciale che li contraddistingue. Era necessario che qualcheduno parlasse chiaro, perché anche il mite Ancelotti si mettesse sulla scia. Mourinho dà l’affondo decisivo parlando del post-partita di Inter-Lecce e delle polemiche riguardanti la sua assenza:

“Vedo tutti preoccupati di piccole cose, che nello spettacolo calcio non significano niente, e nessuno preoccupato per uno sport che è importante nel mondo. Nessuno si preoccupa per il fatto che il calcio italiano è considerato un prodotto molto piccolo fuori dall’Italia, non paragonabile alla Premier League. Il Lecce mercoledì ha giocato con 3 portieri e 8 difensori eppure a fine gara tutti si sono preoccupati sul perchè a parlare con la stampa è venuto Baresi. Questo è il nostro mondo, che io ho scelto. La decisione di venire in Italia è stata mia, ma pensavo che l’Italia avesse più passione per il calcio e meno per tutto quello che c’è intorno. Non mi sono pentito comunque di essere venuto in Italia, assolutamente”.

L’accusa è diretta alla stampa specializzata che concorre al provincialismo del nostro calcio. Molti chiacchieroni, tanti in cerca di polemiche inutili, nessuno che si proponga con un’idea nuova. Mourinho, dopo aver distrutto Mario Beretta, affonda il coltello nella piaga, rende pan per focaccia a Claudio Ranieri che aveva parlato di mancanza di rispetto e a tutti coloro che hanno assaltato in modo rozzo Beppe Baresi:

“Qui c’è un allenatore che in due mesi ha studiato italiano 4-5 ore al giorno per arrivare in un paese nuovo e parlare con i giornalisti e con i tifosi, un allenatore che ha imparato a parlare in maniera sufficiente con i tifosi, con i giornalisti. E questa è una mancanza di rispetto? Negli ultimi anni mi è capitato di mandare i miei collaboratori 21 volte in conferenza e solo negli ultimi giorni si è parlato di mancanza di rispetto. Per Ranieri è stato difficile imparare dopo 5 anni good afternoon e good morning e poi proprio lui viene a dire certe cose? Solo Moratti mi può dire che Baresi non ha lo status per rappresentare la società, non un altro allenatore o un giornalista in tv. Se Moratti me lo dice allora parlo sempre io. Ma io prima di arrivare all’Inter ho indicato in un documento quali collaboratori volevo, con quali funzioni, e in quel documento c’è scritto che una delle ragioni per cui voglio una persona con un determinato profilo, con una storia nel club, è per avere qualcuno che possa rappresentarmi con dignità, con status, con classe davanti alla stampa e ai tifosi. Il problema è che qui non è stato rispettato Giuseppe Baresi“.

Infine sul derby. Per Mourinho il fatto che venga presto, non ad autunno inoltrato, potrebbe liberare le squadre dalla tensione. “Nel derby non c’è la squadra più forte: generalmente, chi vive il momento più negativo tante volte vince. Meglio che il Milan abbia vinto nelle ultime partite perché così arriviamo alla sfida alla pari psicologicamente”.

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