Un mese che ha riscritto la nostra Storia e quella dell’intero calcio italiano, un mese -anzi 18 giorni- che mai nessuno in Italia ha vissuto né prima né dopo di noi. Il mese del Triplete.
Bauscia Café c'era, allora come oggi. Vi riproponiamo quindi a 10 anni di distanza i post di quei giorni in versione originale, per rivivere esattamente quello che vivevamo allora: dall'incertezza, all'esaltazione, al trionfo. twittaloOggi, 6 maggio, è il giorno dopo il Primo Titolo. Una Coppa Italia voluta fortemente, inseguita, conquistata in un clima infame.
Si parte con uno Stadio -teoricamente campo neutro- nel quale risuona l’inno della Roma, si procede con un avversario incattivito e frustrato dall’avere di fronte una squadra, l’Inter, che gli arriva sistematicamente davanti da anni. La partita è una resa dei conti: sportiva da una parte, senza esclusione di colpi dall’altra. Fino al vergognoso fallo di Totti su Balotelli, episodio che altrove sarebbe costato una carriera e che invece a Roma, in quella Roma, fu glorificato e celebrato con eventi ad hoc (l’indimenticabile “Totti day”).
A rivederla si possono provare due sensazioni, uguali ma opposte: la rabbia, per il vergognoso spettacolo offerto dalla Roma. Oppure la tenerezza, nel vedere l’impotenza di chi proprio non aveva altri mezzi per giocarsi una unica, miserabile chance di fermare un’armata inarrestabile.
A caldo prevalse la rabbia, nello sconcertato racconto di Grappa in I vincitori morali.

