
Che poi, dico: sono anni che va avanti con questo ritornello. Solo lui e i suoi adepti, solo prima degli scontri con la Juventus. In un qualsiasi altro periodo dell’anno, provate a chiedere a una qualsiasi persona che cos’è il derby d’Italia. Non ne troverete uno che vi risponderà “Juventus-Milan”. Al limite qualcuno citerà la “polemica” (fra chi, poi? Per far polemica bisogna essere almeno in due), ma più per dovere di tifo che per altro.
I derby sono storie di scontri veri, di rivalità, di sangue negli occhi, di voglia di vincere a tutti i costi…cosa c’entra Juventus-Milan con tutto questo? E’ sicuramente una partita particolare, una partita ricca di fascino, una partita a suo modo storica (si è disputata in tutti i campionati della storia…in tutti tranne tre, ovviamente), ma la rivalità è un’altra cosa. Juventus-Milan è una partita tra amici, tra ragazzi che quando d’estate non hanno niente da fare si organizzano per tirare due calci a un pallone e poi andare a bere una bella birra insieme, tra persone riconoscenti che quando devono fare un favore a un amico non si tirano indietro (vero, signor Pieri?), tra persone disponibili che quando hanno bisogno non esitano ad aiutare l’un l’altro. Come si fa a chiamare derby quella che, piuttosto, somiglia a una scampagnata in famiglia, a un pic-nic al lago con gli amici?

I complessi di inferiorità in età adulta, secondo Adler, sono strettamente correlati alla condizione di bambino viziato o trascurato. O meglio prima viziato, da un Presidente che lo ha fatto sentire importante come mai era stato nella sua storia, e poi trascurato dal Presidente stesso e da tutto il resto del mondo del calcio, che lo vede come un bimbo abbandonato al suo destino, mai cresciuto e con l’impossibilità di diventare grande. Per superare il complesso bisogna determinare come si è formata questa sensazione e poi smascherare i falsi obiettivi a cui il paziente tende e sostituirli con mete esistenziali più idonee. Focalizzare l’attenzione sull’abbandono subito da parte del Presidente e superarlo, per portare il paziente stesso a smascherare i castelli di carte che si è costruito (dal “club più titolato al mondo” in giù) e permettergli quindi di affrontare la sua vera situazione, di guardare in faccia la realtà senza manie di grandezza e sogni di gloria: questa la strada per una completa guarigione.
Il problema, però, è che a noi il geometra e i suoi adepti piacciono così. Noi, si sa, siamo dei bastardi senza cuore. Ipocriti, scorretti, razzisti e provocatori. E allora non muoveremo un dito per aiutare il geometra e i suoi seguaci ad uscire da questa brutta situazione. Anzi, rilanciamo: hai perfettamente ragione, Adriano. Juventus-Milan è il vero derby d’Italia. Perchè a noi di avversari al nostro livello non ne sono rimasti. Il nostro unico derby potrebbe essere ad Appiano fra Inter A e Inter B se non fosse che l’Inter, si sa, con la B non ha niente a che fare.
Affrontatevi, scornatevi, fatevi le vostre solite riverenze e lasciate punti sul campo, dunque.
Buon der-B a tutti!

