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Il Troppio Stroppa…

Apprezzabile. Il fatto che una squadra venga a giocarsela a viso aperto a S. Siro è sempre motivo di stima. Il Crotone gioca un buon primo tempo e con la complicità di Vidal riesce a tenere la partita per tutto il primo tempo e non collassa fino al 57′ di gioco: poi crolla e ne prende sei. Si, insomma, noi da amanti del calcio ci auguriamo di tutto cuore che l’Inter possa sempre incontrare squadre che vengono a giocarsela a viso aperto e che non si fanno problemi a lasciare Luperto solo contro Lukaku a campo aperto. Scusatemi.

Scrivere a caldo subito dopo la gara non è semplice e si rischia di essere in parte fuori strada nell’analisi della gara, affidandosi molto alle sensazioni ma, nonostante le difficoltà iniziali, oggi davvero si respirava soltanto la vittoria.

Fig. 1

Se si concede campo all’Inter senza avere a disposizione giocatori realmente in grado di “tenere” nel confronto individuale si paga pegno, pare chiaro ormai. Persino Gattuso, che ha a disposizione la rosa del Napoli, contro di noi ha adottato un approccio equilibrato, teso al mantenimento dell’equilibrio. Giampaolo e Liverani, che di base cercano un calcio propositivo, contro di noi hanno impostato la partita in modo diverso e lo stesso ha fatto lo Shaktar in entrambe le partite in Champion’s League. Dopo diversi mesi è diventato chiaro come si possano creare difficoltà all’Inter, andando a battere dove il dente duole. Forse non per tutti, fortunatamente: anche De Zerbi, bravissimo tra l’altro, qualche soddisfazione ce l’aveva regalata.

Chiariamoci: non c’è nulla di male nel giocarsi la partita. Italiano non più tardi di due settimane fa ha preparato una buonissima gara, con attenzione e senza rinunciare a giocare, andando a lavorare tatticamente sulle situazioni da cui poteva trarre vantaggio. Quando a S. Siro passi in vantaggio su calcio d’angolo e alla fine dei novanta minuti hai preso 6 palle è evidente che ci sia qualche problema: di fatti il Crotone è ultimo in classifica con 35 gol subiti in 15 partite.

Non voglio essere troppo critico e chiudo qui la parentesi dedicata ai nostri avversari, ma continuando così gli uomini di Stroppa sono destinati a tornare in cadetteria. Giocando anche un buon calcio tutto sommato, ma una squadra che lotta per salvarsi non può prescindere da una sana dose di pragmatismo e conoscenza dei propri limiti; poi le partite si possono anche perdere, ma oggi davvero non c’è mai stata la sensazione che questa gara potesse avere un esito diverso da questo, nonostante l’inizio buono degli uomini di Stroppa. A pelle l’ho vissuta in questo modo.

Fig. 2

In base a quanto detto: la gara di oggi è da prendere con le molle. Probabilmente non esisteva avversario migliore per riattaccare la spina dopo la pausa e nei primi minuti abbiamo faticato a entrare subito dentro la gara, con tanti errori tecnici, nonostanti ci fossero spazi e modo per colpire l’avversario. I due gol subiti sono frutto di due grossi infortuni: il primo su calcio d’angolo e il secondo nell’andare a causare un calcio di rigore che pare la riproposizione sventurata di quello visto contro il Borussia Mon’Gladbach. Non se ne sentiva la necessità. Errare è umano, perseverare è diabolico e Vidal in questi primi mesi di Inter, a parte qualche scampolo di partita in cui ha dato anche consistenza al centrocampo, sta tristemente deludendo: oggi è parso in enorme ritardo di condizione.

“Ha margini di miglioramento importanti, deve lavorare: testa bassa e pedalare, qua nessuno ha il posto assicurato. Deve dimostrare di meritare di giocare: deve fare molto meglio di quanto sta facendo. Mi riferisco a quello che abbiamo visto finora: troppi alti e bassi, non possiamo permetterci di averli. Lui lo sa che deve tornare ad allenarsi, quando giochi in top club l’allenamento passi in secondo piano e vai di tacco e punta: bisogna alzare il campo qui. Lo sa benissimo, gli diamo tempo per adattarsi.”

Antonio Conte su Vidal (Sky Sport)

In tutta onestà è evidente come alcuni giocatori, tra cui Vidal, per un motivo o per un altro stiano sotto-rendendo. Sanchéz accusa spesso problemi di natura fisica, mentre Vidal, Kolarov e Young l’età: più che l’esperienza che avrebbero dovuto portare, quello che si tocca con mano oggi è più il peso degli anni. Parimenti, come detto da Conte, incrociamo le dita per Sensi, mentre su Vecino – spalanco le braccia – non so esattamente cosa aspettarmi.

Oggi non mi dilungherò troppo parlando di Lautaro e Lukaku, visto che ormai sono due garanzie. Lukaku oggi oltre al gol, dove ha letteralmente massacrato Luperto, è stato ancora una volta il nostro fulcro totale in avanti: distribuisce palloni, fa salire la squadra, attacca la profondità, si sbatte per la squadra. Un attaccante vero a 360° e nell’azione del gol va apprezzata anche la prima gestione del pallone che è di una finezza rara. Lautaro oggi era ispirato e si è visto da subito: tripletta e partita dove ha segnato in tutte le maniere. Più incostante rispetto al belga, meno straripante, ma ci sono delle partite dove fa letteralmente brillare gli occhi per come riesce ad abbinare qualità e concretezza.

Fig. 3

Non voglio esagerare, con tutto il rispetto si è vinto con il Crotone in casa e probabilmente stiamo diventando di bocca buona: questa è l’ottava vittoria consecutiva, ma predichiamo calma. Parliamo d’altro piuttosto e uno spunto interessante ce lo ha offerto l’AD Marotta nel prepartita:

Va innanzitutto rivisto il costo del lavoro: in Italia, dal 50%, oggi rappresenta il 75% dei costi di un club. Serve calmierarli e continuare nella programmazione, che è indispensabile”

Giuseppe Marotta

Ottimo, programmazione. Ce lo siamo detti tanti volte e oggi che siamo tutti contenti per la vittoria è tempo di ribadirlo, così da non farci mancare proprio nulla: se occorre fare un ragionamento sui costi in un momento di contrazione finanziaria, come lo ha definito il nostro AD, immagino sarà necessario fare anche una riflessione in base non solo all’apporto ipotetico, ma a quello concreto che tanti giocatori della nostra rosa offrono o hanno offerto. Non faccio listoni, ma quanti giocatori sono realmente “affidabili” in questa squadra? Su quanti si può fare un ragionamento pluriennale?

Su tanti giocatori nutro dubbi. Per alcuni di natura tecnica, per altri di natura fisica, per altri ancora di natura anagrafica. E in un momento come questo più che una rosa di 27/28 giocatori, dove alcuni sono vecchi e strapagati, credo che la direzione sia una rosa di 22/23 giocatori, ma integri, completata poi con qualche giocatore della primavera per salire ai canonici 25/26.

Non dimentichiamo infatti che l’Inter sul piano strettamente numerico aveva 8 centrocampisti quest’anno: Eriksen, Barella, Sensi, Brozovic, Nainggolan, Vidal, Vecino, Gagliardini. Di fatto in questo listone possiamo annoverare un giocatore fuori dal progetto (Nainggolan), due rotti-perenni (Sensi e Vecino), un giocatore giudicato non funzionale (Eriksen) e su Vidal ci siamo già espressi.

Fig. 4

Non mi addentro nel parlare di stipendi o altro, ma c’è margine per farsi marzullianamente delle domande e darsi delle risposte. Insomma, qui c’è da lavorare tanto e il discorso si può applicare anche ad altre zone del campo. Non so esattamente quello che accadrà, ma a me stanno a cuore due cose fondamentalmente: 1) che la squadra cresca e 2) che sia all’altezza delle proprie ambizioni. Visto che per raggiungere questi obiettivi nel calcio moderno pesa l’aspetto economico, mi auguro che nel prendere le decisioni si rifletta anche su quanto l’apporto offerto da ciascuno rispecchi quanto investito. Semplicemente.

Il problema non sarà mai pagare tanto il campione, ma pagare troppo un gregario sopravvalutato o un giocatore spremuto. twittalo

Appurato che a fine anno avremo tanti giocatori che mi auguro possano salutarci, comprendendo quelli in prestito in altre società, anche oggi l’Inter ha dimostrato di essere sul pezzo e di poter vincere partite anche pur non giocando con grande brillantezza fin dal primo minuto. Adesso arrivano le partite “pesanti” e c’è anche da valutare la condizione di Lukaku: Sampdoria, Roma, Juventus, Udinese. L’anno scorso nelle quattro partite tra andata e ritorno contro Roma e Juventus, per fare un esempio, raccogliemmo due punti segnando appena due gol in quattro partite. Credo alla possibilità di arrivare in fondo e di giocarmela, ma comincerò a credere realmente con forza allo scudetto una volta che riusciremo realmente a imporci negli scontri diretti. Aspetto questa squadra al varco.

Il_Casa

Interista, fratello del mondo. Dal 1992 un'unica fede a tinte rigorosamente nerazzurre. Sobrio come Maicon, faticatore come Recoba.

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