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Il Cagliari, non c’è tempo da perdere

Non c’è tempo da perdere. La delusione per l’eliminazione Europea si accumula tra i tifosi, e sicuramente più di qualche scoria rimane annidata anche nello spogliatoio. La reazione deve essere veemente, perchè l’unica possibilità di riscatto per cancellare quello che è stato il girone peggiore della nostra storia passa dalla vittoria del Campionato.  A questo punto unico modo per migliorare la stagione passata e giustificare ambizioni, tempo speso ed investimenti.

Tutto passa da Cagliari e da ogni singola partita che ci condurrà alla fine della competizione. Non ci possono essere battute d’arresto, non ci possono essere passi falsi. Men che meno domani, quando probabilmente gli stessi interpreti di mercoledì scenderanno in campo e dovranno dimostrare di non aver accusato il colpo.

Chiariamoci, un colpo pesantissimo. 

Uscire da questo girone come ultimi classificati, con un record negativo peserà.

Peserà tantissimo sui giocatori e sull’ambiente.

Di fronte avremo un Cagliari che viene da una serie di risultati poco gratificanti e che vorrà tornare alla vittoria.

Difficilmente Di Francesco snaturerà il suo modo di giocare, e questo ci toglie dal più grande spauracchio da un anno a questa parte: affrontare una squadra che si schiera con un 352, che in fase difensiva diventa spesso e volentieri un 532. Modulo che permette agli avversari non solo di contenere le nostre migliori qualità ed i nostri migliori interpreti, ma anche di rendere insidioso lo sviluppo dell’azione rendendo critica per noi la fase di pressione. Un 352 fatica a prendere alto un altro 352. Rinunciando al pressing i nostri avversari hanno solo da guadagnare da una disposizione che invece penalizza chi deve fare la partita, soprattutto quando la costruzione è affidata a giocatori prettamente difensivi.

Non credo Di Francesco percorrerà questa strada, ma ne avrebbe ben donde.

Dal canto nostro proveremo a sfruttare la qualità e imprevedibilità di Sanchez. Un altro cambio rispetto a mercoledì, se le probabili formazioni saranno confermate saranno i quinti di centrocampo. Darmian e Perisic, che dovranno assicurare freschezza.

Parlavamo del Campionato come unico modo per dare un senso a questa stagione. E del primo posto come unico risultato di cui gioire.

Sarebbe un miracolo. Ad oggi, questa squadra, che non riesce a segnare in 180 minuti allo Shakhtar pare una candidata poco credibile. Soprattutto non dovessero esserci cambi sostanziali.

La qualità dei singoli per me è indiscussa. Forse numericamente non siamo completissimi, e le seconde linee non sono all’altezza dei titolari in difesa e in attacco. Ma, dimenticando che molti degli attori in questione erano titolari negli anni passati, i problemi si sono palesati proprio quando si è potuta schierare la formazione migliore.

Le risorse ci sono, e oggi serve convinzione e forza di volersi imporre, quella grinta che si dava per scontato in un pacchetto unico con il nostro mister.

E’ necessario che i giocatori comprendano di essere tra le due rose più attrezzate a contendersi il titolo, con alle spalle un bel divario. Dopo la figuraccia europea è necessario sentirsi forti, e soprattutto vincere. Vincere a ripetizione.

Cagliari è solo un altra partita.

Ma cosa significa solo un altra partita? Per un Top Team significa “solo altri 3 punti”. Questa deve diventare l’accezione da dare ad ogni scontro da qui a fine anno. Sennò avremo fallito. E tra le tante discontinuità dal nostro passato non avremo tracciato la più importante.

Siamo forti, e dobbiamo dimostrarlo. Non per una o due partite, ma per mesi e mesi. Non c'è più tempo per altro. twittalo
L’immagine di copertina ma A SPECCHIO

Nic92

Nato dall'incontro tra l'unico tifoso cagliaritano non isolano e una grande tifosa di Batistuta, fortunosamente incontra l'Inter e se ne innamora. Ha in Julio Cesar il suo spirito guida.

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