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Oltre a questo ci sarebbe poi un altro discorso, che discende direttamente dalla sentenza di Napoli. Una sentenza che da troppi forse non è stata capita fino in fondo.
Non è stato raro, in questi giorni, sentire dileggiare la difesa di Moggi, bollata come inadeguata e fallimentare. Una difesa -è questa la critica più frequente- “che ha passato più tempo a cercare di accusare altri che a difendere il suo assistito”. Ecco: diciamo che questa, sulla carta, non era propriamente una follia. Non lo era perchè il ragionamento della difesa di Moggi è stato il seguente: dato per spacciato Don Luciano sull’accusa di frode sportiva -un’accusa che in ogni caso va in prescrizione fra sei mesi, e per la quale quindi Moggi non sarà mai punito- ci si doveva giocare tutto sull’associazione per delinquere, cercando di farla cadere. Ecco spiegate le accuse all’Inter e a Facchetti: se fosse passata la “colpevolezza” (vera o presunta, accertata o da accertare) di altri, se ne sarebbe dedotto automaticamente che la frode sportiva messa in atto da Moggi non rientrava in un contesto di associazione per delinquere ma semmai in uno -meno grave- di sfascio generale del sistema, di corruzione reale e morale a tutti i livelli. Se “lo facevano tutti”, evidentemente, non c’era nessuna associazione. Ed ecco la vera portata della sentenza di Napoli: confermando l’associazione per delinquere, il collegio giudicante -possiamo azzardarci a dirlo, anche senza aver letto ancora le motivazioni- ha indirettamente riconosciuto l’estraneità di Facchetti e dell’Inter a determinati comportamenti. Estraneità confermata inoltre dal fatto che, come ci spiega anche Elena Nittoli, se fosse stato individuato all’interno del dibattimento l’eventuale coinvolgimento di Facchetti in condotte poco chiare, gli atti sarebbero stati trasmessi alla Procura della Repubblica. La mancanza di questo passaggio, unitamente alle considerazioni sulla condanna di Moggi fatte sopra, sancisce definitivamente l’uscita di scena dell’Inter da qualsiasi contesto in sede penale.
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Noi -ingenui- ci chiediamo: ma una associazione per delinquere viene messa in piedi dal nulla in un anno, e dopo un anno viene smantellata? O ci vuole del tempo?
Non è forse più credibile pensare che questa associazione sia nata, cresciuta, consolidata nel corso degli anni, andando a incidere su un numero di campionati ben più alto dei due oggetto dell’inchiesta?
1994: è da quella stagione che Luciano Moggi ha preso le redini della Juventus. E’ da quella stagione che, legittimamente, possiamo supporre sia iniziata la costruzione dell’associazione per delinquere smantellata (almeno lato-Juve) nel 2006.
Che facciamo Andreagnelli, rinunciamo alla prescrizione su questi 10 anni?
E giacchè siamo in vena di domande, spiegaci anche un’altra cosa:
ma se avete formalmente preso le distanze da Moggi, lasciando intendere che i suoi illeciti li commettesse all’insaputa della Juventus,
se dunque vi sentite vittime delle malefatte di Moggi,
perchè non lo citate in giudizio?
Perchè non li chiedete anche a lui i danni, e a Giraudo?
Paura che possano iniziare a parlare anche loro?
