Questa stagione che parte, si ferma, poi riparte, poi si riferma, poi ririparte, poi si ririferma, poi riririparte, poi si riririferma, non fa bene a nessuno. Serve una continuità diversa. I giocatori si trovano a fine luglio, giocano tre partite, si salutano per dieci giorni (due di viaggio) e vanno in nazionale. Tornano, fanno sette partite in venti giorni, si salutano per dieci giorni (due di viaggio) e vanno in nazionale. Tornano, altre sette partite in venti giorni, si salutano per dieci giorni (due di viaggio) e vanno in nazionale. Poi tornano, fanno sette partite in venti giorni e poi c’è la sosta a cavallo di capodanno. Fa ridere perché sembra una figura retorica, un’iterazione per esasperare un concetto, invece è letteralmente ciò che succede nei primi quattro mesi di stagione, ciascuno con una sosta (settembre, ottobre, novembre, dicembre) apposita. Sono quattro weekend su 16 in cui non si gioca, mentre nelle settimane restanti ci si ammazza di campionato, coppe, turni infrasettimanali e recuperi. Questa cosa non fa bene a nessuno: innanzitutto a livello logistico, dover fare avanti e indietro quattro volte anziché soltanto una ti porta a perdere il quadruplo dei giorni solo per i viaggi. I percorsi delle squadre, poi, sono massacrati: una squadra sta trovando intesa o nuove soluzioni o nuovi equilibri e si deve interrompere, rivedendosi poi un po’ alla volta dieci giorni dopo con qualcuno che arriva prima, qualcuno che arriva dopo, qualcuno che arriva stanco e qualcuno che si è fatto male. Poi c’è tutto il lato pubblico: a nessuno dei tifosi un’organizzazione di questo tipo rende piacevole alcunché. Perdi l’abbrivio e le motivazioni rispetto al tuo club, provi antipatia per la tua Nazionale che se va bene deve giocare in questa strana Nations League e se va male deve giocare le qualificazioni ai Mondiali contro la Macedonia del Nord. Le soste, pensate come sono ora, fanno male a tutti: giocatori, allenatori e tifosi. Basterebbe davvero creare due finestre più lunghe, anziché quattro, in due momenti costanti della stagione. Ad esempio: il campionato inizia il 15 settembre, il mese prima si fanno quattro partite di qualificazione, ci si ferma dopo Natale, a gennaio si fa un mese di Nazionali di nuovo e da febbraio tornano i club. Questo permetterebbe sia alle società che alle federazioni di lavorare con più calma, progettazione e in fin dei conti qualità. Varierebbe lo spettacolo e creerebbe delle finestre rispetto alle quali anche gli stessi tifosi sarebbero meno confusi e più orientati. Sarebbe un discorso semplicissimo, possibile prima ancora di andare a toccare temi come la riduzione delle squadre o il formato dei trofei continentali, ma non l’ho mai sentito fare. Avresti i giocatori di livello internazionale che giocano più partite, gli infortuni e la loro gestione a carico di società e federazioni anziché le une a sistemare i cocci delle altre, e tutti gli altri capaci di giocare sostanzialmente sempre riposati nel corso dell’anno.
Cerchiamo di tornare al campo
Ricordo distintamente che due settimane fa, dopo la partita con il Torino, mi portavo a casa ottime sensazioni: ero convinto che i tantissimi gol presi e la squadra non sul pezzo fossero figli più che altro delle tante rotazioni stabilite ad inizio stagione da Simone Inzaghi. I minuti fatti in campo o in panchina diversamente dal solito hanno fatto girare la testa a tutti secondo me e questo ha portato tutti a non essere sempre mentalmente focalizzati al 100% nelle gare. Avevo stabilito che questa “confusione” o “svagatezza” di tutti i singoli, quindi allo stesso tempo individuale e collettiva, fosse figlia di una gestione dei carichi di lavoro fisici e mentali. L’anno scorso l’Inter andò in campionato al 150% fino ad aprile, viaggiò a una media da più di 100 punti e quattro gol fatti ogni gol subito. Quest’anno un approccio del genere sarebbe stato suicida, dunque i giocatori sono stati dosati maggiormente e – se è vero che fin qui hanno reso molto meno di 12 mesi fa – è anche vero che questo è anche un buon sintomo, perché dovrebbe significare che di benzina e di margine di crescita nelle gambe ne hanno parecchio. I frutti del turnover nascono lenti, nel senso che i benefici delle rotazioni inizieremo a raccoglierli tra tanto tempo ancora, sicuramente non in questi venti giorni, personalmente credo nemmeno entro quest’anno (solare).

D’altra parte il tempo è ora: lo scorso anno Roma – Inter è stata l’apoteosi, il trionfo decisivo che ha spalancato ai nostri eroi le porte delle stelle e del cielo. Quel gol di Bastoni allo scadere sotto una pioggia torrenziale, con la rimonta completata e la corsa a braccia aperte sotto la curva, è incastonato nella memoria di tutti noi. Era la partita immediatamente successiva allo scontro diretto con la Juventus ed è stata la mazzata definitiva ai ladri e al campionato. Nonostante la fatica, i 5 big match in tre settimane e una Roma in formissima, l’Inter vinse 4-2 e i gobbi si arresero: sconfitta interna con l’Udinese, distacco allargato a 7 punti con una partita ancora da giocare, e Campi Elisi imboccati per la maglia gialla. Quest’anno siamo ancora molto lontani da quel punto ma l’importanza della partita è la stessa: vincere significherebbe dire molto chiaramente al campionato che i più forti, con tutti i tempi e le difficoltà che abbiamo avuto, siamo e saremo ancora noi.
Fermarsi un’altra volta sarebbe invece un’ammissione di debolezza, un chiaro segnale di come lo Scudetto si possa davvero rimettere in discussione.
L’Inter sarà senza Zielinski e Asllani, motivo per cui a centrocampo ci sarà un po’ di emergenza dietro ai tre titolari. Barella rientra, Frattesi torna in panchina. Per la prima volta in stagione Inzaghi dovrebbe schierare la formazione tipo dello scorso scudetto, con Pavard – Acerbi – Bastoni davanti a Sommer, Darmian e Dimarco sugli esterni e la ThuLa davanti.
Di fronte ci sarà una Roma meno peggio di quanto dovrebbe: i pocci finanziari, tecnici, tattici e ambientali fatti negli ultimi anni sono veramente un caso di studio notevole, ma ciononostante e anzi a suon di milioni i giallorossi vanno a presentare un 11 decisamente da rispettare. In porta Svilar, unica garanzia costante in quest’anno di isterismi. Difesa a tre con Mancini, parlatore professionista ma tra una chiacchiera e l’altra anche roccioso e intelligente stopper di altri tempi, Ndicka perno e Hermoso a casa sua da braccetto di sinitra. L’affidabile Celik tornante a destra e il tecnico Angelino sulla sinistra, giocatori dal rendimento sostanzialmente certo ma senza grandi picchi in avanti. In mezzo il nuovo arrivato Manu Koné, mediano di corsa e quantità, al fianco dell’irreprensibile Bryan Cristante (un altro che spiega il calcio a tutti gli avversari e i direttori di gara che incontra, senza tuttavia mostrare di conoscerlo realmente, nemmeno nelle sue regole di base); in attacco Lorenzo Pellegrini, nella serata perfetta per un incostante per sciorinare 5 gol e 3 assist, Paulo Dybala e Artem Dovbyk. Dopo un inizio piuttosto sconcertante il colosso ucraino è cresciuto vertiginosamente di condizione e il caos generato dall’esonero di De Rossi sembra avergli fatto paradossalmente bene, visto che ha spostato i riflettori dalle sue spalle e gli ha permesso di sbloccarsi. A Monza è sembrato un caterpillar ‘Lukakiano’ (ahimé passatemi il termine, serve a rendere l’idea) e stasera Acerbi avrà pane per i suoi denti. Dalla panchina non restano grandi soluzioni, le migliori sicuramente sulla trequarti dove Baldanzi, Soulé e il nuovo acquisto Enzo Le Fée sono pronti a mettersi in mostra contro i Campioni d’Italia.
Le partite contro le squadre di Juric sono una costante: pochissimi gol, tanta corsa e tante botte. Inzaghi all’Inter lo ha battuto per tre volte in casa senza prendere gol, due con il minimo scarto e una 2-0 nel giorno della festa di fine aprile. In trasferta lo scorso anno aveva dilagato, con le reti di Thuram, Lautaro e Calhanoglu, aveva vinto 1-0 nell’ultima di campionato prima della finale di Champions (addio Marcelo Brozovic) e pareggiato 1-1 con grande fatica l’anno precedente.
Questa volta, con l’allenatore croato appena arrivato e i nerazzurri ancora non pienamente a fuoco, è giusto aspettarsi una partita più ricca di emozioni: sarà probabilmente la testa a fare la differenza tra una Roma allo sbando e un’Inter che non riesce ancora a ritornare ciò che vuole e che sa. Un bel test, comunque.


visto solo ora il rigore dato a napoconte, imbarazzante, il giocatore del Napoli va a sbattere sul difensore fermo, rigore, cosa doveva fare l’empolese, scansarsi e magari fare pure l’inchino?
Giornata pessima a livello arbitrale.
Secondo me questo casino per ridurre uso del Var sta producendo un effetto perverso: alcuni arbitri tengono il campo, altri ascoltano Var.
Io sarei per intervento costante laddove si sia commesso un errore.
Certo, poi servono varisti buoni …..
Secondo me, la cosa più incomprensibile della partita di ieri è stata la ripetizione della palla scodellata: ma cosa voleva l’arbitro, che l’azione romanista si sviluppasse esattamente come sarebbe stata se lui non l’avesse interrotta?
Eppure è la cosa di cui si parla di meno. E mi ricorda un’altra interruzione famosa e altrettanto insensata: ovviamente contro di noi e naturalmente a favore di chi?
Si, veramente imbarazzante.
Storicamente la Roma ha sempre avuto dei trattamenti iperfavorevoli…poi ci si ricorda meno perchè mediamente ha una squadra che fa cagare.
Se il tuo top player è Dybala non può che essere così….il fatto di non essere riuscito a sbolognarlo per loro è stati decisamente un minus
Stavo per scriverlo.
È una cosa sparita immediatamente dai radar dei moviolisti di professione e dai commentatori del match.
Ma perché…con Frattesi lanciato verso la porta romana viene fermato il gioco e ripetuto lo scodellamento?
Può darsi che mi manchi la conoscenza di un pezzo di regolamento ma qualcuno avrebbe dovuto spiegarlo.
Poi il commento di marelli sulla falciata di Thuram solo al limite dell’area….valutato come un contatto di gioco.
Allora tutto può essere interpretato come contatto di gioco ed il var non servire più ad una cippa secondo il “criterio marelli”.
Esatto, è questo il punto.
Di fronte alle lamentele di un uso eccessivo del Var hanno iniziato con questa storia del contatto di gioco….facendo un casino pazzesco.
Per cui alcune volte il Var interviene cambiando decisione arbitro mentre altre volte no.
E’ la cosa peggiore: la non uniformità non tanto decisionale, quanto di processo. Se Massa fosse andato al video per Thiram-Cristante e avesse deciso che non era fallo, personalmente sarei stato meno incaxxato
Si e marelli, nei limiti del possibile e spesso oltre quelli della decenza, regge il moccolo alla grande.
Marelli, ti ricordo, è su Dazn: che è la stessa che tu hai (giustamente) stigmatizzato per i commenti sistematicamente anti-Inter e i cui commentatori, ieri sera, si sono ben guardati dal chiedere al sullodato Marelli lumi su questa decisione arbitrale.
Ergo, di che ti stupisci?
Io non mi stupisco di nulla dopo calciopoli…solo non “basso i toni”…
Non ho visto il napoconte ma vedo qualche falla nella Marottaleague…razza di minchioni…adesso tacciono.
domanda, come mai Lazio rube espulso giocatore Lazio per fallo ultimo uomo, come pure il BBilan, mentre per fallo su Thuram di Cristante? Niente ed il VAR che in quel momento stavano vedendo a rallentatore un video su Youporn. Perchè in Lazio rube è intervenuto pur se l’arbitro aveva fatto continuare l’azione? Sempre il colore delle maglie non gradito?
Quando il tucu provava a difendere era imbarazzante….a questo punto meglio inserire carlos Augusto fuori ruolo se proprio Taremi non poteva giocare.
Diarrea……….
“Correa ci ha dato una mano dalla parte di Dimarco perché non sapevo se mettere Carlos che era un po’ indolenzito. Lui aveva dato disponibilità, ma avevo già perso due giocatori e tra 48 ore saremo di nuovo in campo. Dimarco e Bastoni avavano speso tanto, ho preferito tenere Fede”.
Pure Augusto indolenzito?
Cmq ormai è pazzesco come la componente fisica sia preponderante….Ormai si deve puntare gente sana e forte, se poi sa giocare a pallone tanto di guadagnato
È un bel paradosso.
Poi però vedi Modric al Real e qualche domanda te la fai.
O almeno io me la faccio.
“Correa ci ha dato una mano” è veramente sublime
Ora non per contraddirti (😄anche se adoro farlo)….ma i voti visti per Correa ieri sono tutti sul 6….non che abbia fatto faville ma anche io un sei di incoraggiamento glielo darei…
vista la partita solo a tratti, troppa confusione soprattutto a centrocampo, con scambi anche ravvicinati sbagliati, palle perse ingenuamente ecc. Poi di nuovo infortuni muscolari, preparazione sbagliata ed interpreti logori, bisogna correre ai ripari. Poi l’ennesimo rigore negato, si sa, un must con l’Inter
3 punti d’oro, considerando che gli ultimi 24 minuti li abbiamo giocati con un uomo in meno.
Dobbiamo abituarci a vedere partite giocate da interpreti spremuti (vedi un Dimash versione preombrellone, citofonare Spalletti). Dovevamo restare in scia dei favoriti (inutile che mister parrucca si nasconda) e così è stato. Senza beccare gol e senza farci rimontare, deo gratias.
Speriamo solo di non dover giocare troppo a lungo senza backup di centrocampo.
Partita sporca e cattiva come tutte quelle contro Juric.
Subito in salita per gli infortuni.
I lanci di Sommer sono stati tanti e poche le uscite con i triangoli dinamici che conosciamo. Per me cambi giusti.
I ragazzi sembrano tornati con i piedi per terra (🤘).
Finalmente zero gol subiti.
Bene così…tre punti preziosissimi.
Non ho capito perché Correa, che secondo me non è un giocatore, invece che Taremi.
Giusti Bisseck e Dumfries, ma stasera brutta partita.
Per fortuna, la rometta, specie in avanti, è poca cosa. Il loro schema su calcio di punizione me ne ha fatto tornare in mente uno celeberrimo:
A Datmian voglio bene ma Dum non può essere panchinato per lui in quel ruolo. Pur con i suoi difetti l’olandese ha forza per creare qualcosa.
Darmian piuttosto lo proverei al posto di Pavard che mi sta piacendo pochissimo
Sono le fisse da geometra del mister. Darmian l’equilibratore. Chissà non gli passino una volta messa la firmetta sul contratto dell’olandese.
Guarda, alla fine dopo nazionali parte sempre da chi è rimasto e ci può anche stare.
Darmian però penso non ne abbia più per quel ruolo
Dum è stratosferico rispetto agli altri nelle ripartenze.
Spero che molti si siano ricreduti su di lui.
Serviva uno in grado di partire palla al piede in ripartenza. Una volta il Tucu si faceva notare per quello…
Ciao il fatto è che ce l’abbiamo e che, quindi, dobbiamo cercare di salvarlo il soldato Tucu.
Non è stato male finora.
Mi ricorda Vidal
😂😂😂
Una volta, appunto
🤣 uno schema veramente magnifico
vabbe, manca solo il fanatico pro-israele di comunione e liberazione, quello che arnautovic è il miglior attaccante di serie a e poi ci sono tutti. vado a godermi questa vittoria da un’altra parte.
Dopo la sostituzione di Çalhanoglu non ho più visto un’uscita pulita o mi sbaglio?
Ma che prima di pulito c’è stato poco.
Oggi la partita è sporca a prescindere
Troppo sporca per i miei gusti.
Ma va bene lo stesso
E lo so ma bisogna saper vincere anche queste.
Anzi, in campionato…proprio queste.
si rompono sia quelli che vanno in nazionale e fanno 180′ giocando alla morte (mica come vlahovic e lukaku…) sia quelli che restano col demone ad appiano e si “allenano per bene” da luglio.
la preparazione atletica quest’anno fa acqua da tutte le parti più dell’ultima legge di bilancio. chiederemo conto ad antonio pintus o magari katherine ralph: è responsabilità loro, no?
😄 😄 Certo è palese che ha, ovviamente, stato Inzaghi.
Che NON ha stato Inzaghi, volevi dire…😂😂
😄 😄 nono….non mi pemetterei mai contraddirLa.
Anzi …proprio nel vincerla sicuramente NON avrà stato Inzaghi.
Avrà stato culo o al massimo avrà stata l’autogestione.
😜
No no, quando si vince è merito suo e basta.
È quando si perde o pareggia che lui non c’entra mai niente 😜
😂vabbé qui metto fine al loop…se vuoi continuiamo in chat privata
Over30 amico mio….Asslani unico con guaio traumatico. Altri tendono ad andare verso veloce cottura, come è anche normale che sia.
Veramente un 37enne è il perno difensivo? Anomalia è stagione scorsa….
ma no, è solo sfortuna e la volontà di dio. nulla di ciò era preventivabile da parte di una dirigenza che sa che i centrali difensivi hanno un’età media di 34 anni. poi mettici gli infortuni a catena da luglio a oggi (se l’anno scorso l’assenza di problemi muscolari era merito di inzaghi, quest’anno a rigor di logica va chiesto conto a lui) e l’amore per la maglia dei vari calhanoglu e lautaro che vanno a stancarsi come somari in nazionale ogni volta mentre loro colleghi fanno 1 gare su 2 o chiedono proprio di non essere convocati… il futuro pallone d’oro e l’auto-proclamato miglior centrocampista d’europa (che ha vinto il primo titolo importante a 30 anni) hanno altre priorità, ultimamente, o forse non hanno questo status fuori confine da poter declinare una convocazione come vlahovic e lukaku. pazienza, tanto il rinnovo è stato fatto, dai.
Ciao bauscioni, serve tenere botta perché le altre, di riffa o di raffa, han vinto tutte
PS. per Seppia: non conoscevo lo slang “poccio”, grazie!
NO.
🤣🤣🤣🤣🤣🤣