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In cerca di continuità

Inter – Torino lo scorso anno è stata la partita della festa. In quell’indimenticabile 28 aprile 2024, quando milioni di nerazzurri si riversarono nelle strade di Milano, la partita finì 2-0 per noi con due gol di Calhanoglu, uno bello al volo su azione e uno su rigore. La giornata dell’estasi.

Cinque mesi dopo, Inter – Torino è una partita interlocutoria di una stagione che ormai è alla nona partita ufficiale e alla seconda sosta ma sembra ancora dover realmente iniziare. I nostri ci arrivano dopo la conquista non di una stella ma di due vittorie importanti seppur diverse, con le gambe e la testa assai più pesanti e la necessità di non sbagliare, anzi di concentrarsi selvaggiamente sul rettangolo verde.

L’Inter non è ripartita bene. Le prime tre partite erano state in realtà ottime, peccato per un’ingenuità di Sommer e una di Bisseck che a Genova ci erano costate due punti ma nulla di grave. I danni veri sono stati fatti al rientro, con il pareggio di Monza ma soprattutto con la sconfitta in un derby osceno, troppo brutto per essere vero.

Una prestazione del genere ha lasciato strascichi nell’ambiente ma anche nei calciatori, improvvisamente ritrovatisi in discussione e – perché no – insicuri. Se ne sono sentite tante, su Lautaro, su Mkhitaryan, su Pavard, su Darmian, su Sommer, su Frattesi, sull’allenatore e sostanzialmente su tutti – e credo che tutti le abbiano sentite. La strada si è rimessa in salita. Forse Inzaghi e i calciatori se la immaginavano diversa questa stagione, una tranquilla veleggiata in gestione verso una primavera finale di fuoco, invece il campo non solo li ha richiamati alla realtà ma anzi li ha impietosamente messi ora nella condizione di inseguire.

Sia chiaro: 5 punti a 31 giornate dalla fine non sarebbero un margine incolmabile (anzi, vincendole tutte si sarebbe matematicamente campioni, pensate un po’), però è cambiata la sensazione. Se prima era una gara a chi ci definiva i più forti con più convinzione e retorica, ora abbiamo nuovamente tutto da dimostrare. È il bello e il brutto di questo sport e – appunto – starà ora all’Inter e alla sua squadra far vedere quanto vale.

Di fronte si troverà un Torino profondamente cambiato e che, in un solo aggettivo, definirei ambizioso. Paolo Vanoli, allenatore, è uno storico collaboratore di Antonio Conte e dal tecnico leccese ha mutuato non solo il 3-5-2 di partenza ma anche le combinazioni fra gli attaccanti, vero fiore all’occhiello dei granata in questo inizio di campionato. Che Adams e Duvan Zapata sono una bella coppia di duri, i working class heroes di cui un po’ per storia e un po’ per carattere il tifo granata tende a innamorarsi immediatamente. L’altra eccellenza sta in porta, dalla parte opposta del campo, ed è anche lui un duro, Vanja Milinkovic-Savic, che per i tifosi è croce e delizia ma con la freddezza dell’osservatore esterno si fa fatica a non reputare un portiere capace di portare punti e vittorie, pur con gli svarioni che ogni tanto gli capitano. Elementi da attenzionare saranno Saul Coco, un nuovo Bremer in rampa di lancio, e Samuele Ricci, centrocampista versatile e di qualità che si è messo in scena nelle ultime partite della nazionale. Al suo fianco in mezzo giocano altri due calciatori apprezzabili, l’esperto Linetty e invece l’estroso Ilic, mentre sulle fasce il Torino ha le carenze più grosse, schierandosi con Lazaro e Borna Sosa.

Tra i nostri Inzaghi tornerà a puntare su Thuram, Dimarco, Lautaro, Acerbi, Darmian e soprattutto Bisseck e Frattesi. Questi ultimi saranno gli osservati speciali, perché è chiaro che i successi dell’Inter in questa stagione dipenderanno dall’apporto che questi giocatori sapranno dare: i big e i titolari rappresentano ormai, dopo perloppiù 3 o 4 anni in nerazzurro, delle garanzie con le quali si può stare certi di arrivare nelle prime quattro, in semifinale di Coppa Italia e agli ottavi di Champions. Quello che verrà in più sarà determinato da questi “X factor” che possono ritrovarsi in Taremi, Zielinski, Carlos Augusto, Josep Martinez ma anche e soprattutto in Frattesi e Bisseck: hanno intrapreso un percorso di crescita importante, la speranza è che stasera diano continuità e possano dimostrarsi sempre più determinanti in positivo.

seppia

Laureato in lettere, sogna di fare il giornalista sportivo ma il tifo per l'Inter compromette la sua obiettività e la sua esistenza. Non ha un ricordo slegato dai nerazzurri e i due anni di Spalletti sono stati i più belli della sua vita.

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bellins (Il Rincoglionito Patentato)
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1 anno fa

#primotitulo2024/25

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Il Subcomandante Dimarcos (Chun-li)
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Roger Roger
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1 anno fa

Dopo la sosta inizia un filotto niente male: speriamo siano tutti sani perchè ci sarà da sudare.
Io sbaglierò ma il turnover grosso lo riserverei ancora per la Champions League mente in campionato andrei a testa bassa con i migliori

Ultima modifica 1 anno fa by Roger Roger
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Rispondi a  Roger Roger
1 anno fa

Io sbaglierò pure

GuS
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Rispondi a  Roger Roger
1 anno fa

A Roma con i titolari, in Svizzera turn over, con i gobbi chettelodicaffà, con l’Empoli turnover blando, con il Venezia turnover, Arsenal turnover blando e Napoli da sorpasso. Poi cominceremo a capire il sapore di questa stagione.

GuS
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1 anno fa

Se Lautaro è in condizione atletica, non puoi farne a meno. Idem dicasi del Ticus. Però quest’ultimo ha caratteristiche fisiche e tecniche uniche in rosa e troppo importanti per il gioco di Inzaghi. Io dico il Tikus.

GuS
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Rispondi a  GuS
1 anno fa

Era per Roger. Va beh, fai conto di essere su Settore…

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Rispondi a  GuS
1 anno fa

ti prego, metti le gif testuali anche

Roger Roger
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Rispondi a  GuS
1 anno fa

Effettivamente Markus sembra saper fare tante cose….cmq me li tengo entrambi 😁

Roger Roger
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1 anno fa

Secondo voi oggi, aldilà dei numeri comunque importanti, il vero irrinunciabile davanti è il Toro o Tikus?

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Rispondi a  Roger Roger
1 anno fa

è un cane-lupo che li indirizzi al momento del tiro.

GuS
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Un rottweiler va bene uguale?

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Roger Roger
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Rispondi a  GuS
1 anno fa

🤣 🤣 🤣 🤣

veleno
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1 anno fa

visto il BBilan con la Fiore. Giocavano in 12 e nonostante ciò si riassume in una solo una parola: “patetici” due rigorini concessigli a favore ambedue parati. Nonostante ciò continuavano a tuffarsi, agni qual volta l’ombra di un viola li sfioravano. Manca un rigore a favore della Fiore. La Fiorentina poteva fare il terzo goal prendendo una traversa che ancora sta tremando. Come abbiamo potuto perdere cin questi scarponi?

bellins (Il Rincoglionito Patentato)
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Rispondi a  veleno
1 anno fa

“Come abbiamo potuto perdere cin questi scarponi?”

Bella domanda…

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Rispondi a  veleno
1 anno fa

Genoa e Monza insieme hanno due punti in meno degli scarponi di cui dici, eppure nel doppio confronto con loro abbiamo perso 4 punti su 6 disponibili.
Mi pare ancora più grave.

Cipe64 ⭐️21⭐️
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Rispondi a  Interista Leninista
1 anno fa

Secondo me non c’è confronto.
Col bbilan non abbiamo giocato e non abbiamo reagito alla loro aggressività…mi sembra veramente più grave sta cosa, soprattutto perché in un derby.

Con Monza e Genoa abbiamo comunque fatto la nostra partita…sbagliando molti gol fatti in avanti e con le note amnesie e grandi cazzate difensive.

Nel derby l’approccio molle e la mancanza di carattere, rendono veramente quella partita …la partita da dimenticare.
Anzi da ricordare perché non si ripeta più.

Per fortuna la reazione morale alla botta del derby pare, sembra, ci sia stata. Adesso Inzaghi dovrà lavorare per aumentare l’efficienza del nostro attacco e ridurre quella degli altri che pare superi il 90%.

Con una difesa che prende 2 gol a partita non si va lontano in alcuna competizione.

Ultima modifica 1 anno fa by Cipe64 ⭐️21⭐️
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Rispondi a  Cipe64 ⭐️21⭐️
1 anno fa

Il tuo ragionamento si può ribaltare, compare.
Nel derby hai sfidato una competitrice per il vertice: ed è ovvio (e al contempo rassicurante) che, se sbagli l’approccio con una tua pari livello, vai sott’acqua.
Ma Genoa e Monza non sono competitrici per il vertice e per di più sappiamo che il campionato si vince più battendo squadre come queste che con gli scontri diretti. E allora, se peraltro riconosci che “abbiamo fatto la nostra partita”, come fai a non trovare più gravi del derby le amnesie e le cagate difensive che ci hanno fatto perdere quattro punti?
Più esattamente: è ammissibile che si compiano cagate così marchiane che due squadre ampiamente inferiori a noi hanno potuto approfittarne?

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Rispondi a  Interista Leninista
1 anno fa

Si è ribaltabile perchè indice di uno scompenso sistematico.
Quello però lo trovo rimediabile con un lavoro tattico e soprattutto mentale.

La rinuncia a combattere in un derby la trovo grave su un altro piano, quello della voglia di difendere dei colori in una partita che si colloca – per i tifosi – in un piano di valori differente e speciale…che i giocatori in campo dovrebbero sentire.

Parlo del derby di Milano come quello d’Italia.

Per me è inaccettabile che si abbia un approccio a queste gare come quello che si è avuto.

Vale anche il tuo ragionamento.
Dipende da quale punto di vista guardi la cosa.

Ad ogni modo siamo all’inizio della storia e, bene o male, siamo lì.
Il Napoli sarà il problema maggiore ma abbiamo il gioco ed i mezzi per giocarcela al meglio.

Bisognerà fare tesoro di certi errori di presunzione e resettare.

Ultima modifica 1 anno fa by Cipe64 ⭐️21⭐️
bellins (Il Rincoglionito Patentato)
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1 anno fa

Le minchiate in difesa e i cali di tensione generali sono gli stessi di 2 stagioni fa.
La rosa è praticamente identica alla scorsa stagione.
L’allenatore è sempre quello da 3 stagioni.

Mi sfugge qualcosa…

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Mutatis mutandis, era la domanda che avevo posto più sotto a Seppia.

Roger Roger
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Forse qualcuno cala di prestazioni ed altri migliorano….forse

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Rispondi a  Roger Roger
1 anno fa

Difesa vecchia?

Roger Roger
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Troppo giovane forse.
Eppure ho visto czgste da Bisseck, acerbi, de vrj, pavard, chala, frattesi, ecc.
Credo dovremo convivere con le cagate…

Ultima modifica 1 anno fa by Roger Roger
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1 anno fa

Inzaghi a DAZN: “Thuram? Spero non sia nulla di grave”.
Thuram in conferenza: “La caviglia si è girata, farò gli esami”.
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Pericolo scampato, per ora.

GuS
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1 anno fa

L’applicazione mentale necessaria quest’anno la vedremo solo in CL, facciamocene una ragione.
Ergo, lo scudo lo vincono gli altri (spoiler, la CL pure).
La sostituzione di Bisseck mi suona punitiva, poco inzaghiana. Da monito?

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Rispondi a  GuS
1 anno fa

più che da monito, da ammònito.

vado, vado.

Roger Roger
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Rispondi a  GuS
1 anno fa

Giallo, giallo…ho detto giallo?

GuS
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Rispondi a  Roger Roger
1 anno fa

Giusto. Si vede che mentre si beccava il giallo stavo annaffiando la pizza…Resta il fatto che Bisteccone did it again.

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Rispondi a  GuS
1 anno fa

Iniziano ad essere pesanti le sue crisi di identità tattica.
Questa volta non sono costate punti ma rimangono gravi.
Penso seguirà un altro periodo di fermo per lasciarlo riflettere sulla cosa.

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1 anno fa

presi due gol dal torino in 10. fai clean sheet con city e atalanta, poi prendi oramai gol da cani e porci ed è sempre diverso il calciatore che fa la troiata.

zdenek lemon ci sta facendo capire che sarà un’annata un po’ così.

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veleno
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1 anno fa

Il titolo dell’articolo è “in cerca di continuità” l’Inter la continuità l’ha trovata, quella di far rizzare i capelli a noi tifosi ogni volta che l’avversario varca il centrocampo. Mi sembra di rivedere l’Inter di due anni fa. Non è possibile soffrire un Torino in dieci. Primo goal paperata difensiva. Il secondo rigore stupido di Chala. in ogni partita c’è sempre un errore grave di un difensore, quando Sommer, quando Bissek o Pavar oggi Chala, Darmian & C. Così non andiamo lontano. Bene la vittoria, bene i tre punti, ma si diano una regolata dietro, a centrocampo e davanti sprechino meno

Roger Roger
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Rispondi a  veleno
1 anno fa

Hai ragione….se sbagliano in tanti purtroppo è un problema strutturale

Deki
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1 anno fa

Continuità si cercava e continuità è stata: ormai i 2 gol subiti a partita sono tradizione.

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Rispondi a  Deki
1 anno fa

Buona questa.
Non si riesce più a vedere una partita senza goccine.

Ultima modifica 1 anno fa by Cipe64 ⭐️21⭐️
veleno
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Rispondi a  Cipe64 ⭐️21⭐️
1 anno fa

Forse Sanas o Valium o tutte e due

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Rispondi a  veleno
1 anno fa

Con un’oncia di gin ed una spruzzata di seltz

veleno
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1 anno fa

primo tempo con il Torino. Palla quasi sempre in orizzontale con Frattesi che la vedeva passa con lui nel mezzo. Lautaro credo che l’abbia toccata due volte. Darmoam che sulla derstra diventa una fascia inutilizzata. Poi ciliegina sulla torta la stra papera difensiva fra Darmian e un altro difensore che non ho visto bene il numero con Zapata che passa in mezzo ai due dopo che Acerbi è stato atterrato da una spinta dello stesso Zapata.
Possibile che non siamo capaci di contenere una squadra che gioca in 10? e che prendiamo goal ad ogni occasione anche la più banale? Espulsione più che giusta, E’ andata bene che Marcus non c’abbia rimesso la caviglia

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Rispondi a  veleno
1 anno fa

Entrata da denuncia penale.
In difesa troppe amnesie collettive e individuali (vero Bistek?).
Inzaghi deve molto lavorare su questo.

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1 anno fa

Pagelle 1° quadrimestre

Sommer s.v.
Bisseck 4,5
Acerbi 6+
Bastoni 7+
Darmian 6-
Frattesi 5,5
Calhanoglu 6,5
Mkhitaryan 6+
Dimarco 7
Lautaro 6+
Thuram 8-

(Demone, mitt’ a Pavard: e digli di tirare ogni tanto, invece di fare sempre i triangoli volanti della fessa della mamma)

GuS
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1 anno fa

Toro da non sottovalutare, l’ho visto bello frizzantino fin qua. E oltre a quelli citati da Seppia, perfino Lazaro sembra un giocatore di calcio (occhio ai cross dalla trequarti per la spizzata di Duvan, abbiamo già dato in questo specifico…).
Non dobbiamo perdere contatto da un Napoli che mi sembra già pericolosamente entrato in sintonia con il proprio tecnico. E sappiamo cosa vuol dire nella maggior parte dei casi.
OT Letto il comunicato della Nord che adesso si chiamerà “secondo anello verde” (bel nome, devono avergli arrestato pure il creativo…). In pratica non si erano accorti che c’era chi rivendeva a 800 euri biglietti da 80, faceva affari con i capi della Sud (che probabilmente da ora in avanti si chiamerà “secondo anello blu”), gestiva tutte le attività fuori dallo stadio e che il loro capo dei capi era gobbo.
Ma hanno già la soluzione a tutti i problemi: torneranno ciascuno a mettere il proprio striscione in curva (e a scannarsi per chi ce l’ha più grosso).

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Rispondi a  GuS
1 anno fa

“secondo anello al naso”. questo sarebbe un bel cambio di rotta. gli cedo gratuitamente il claim.

p.s. Per gli incontri casalinghi dato il divieto disposto dalla questura degli striscioni OLD FANS, BOYS, VIKING e BRIGATA a cui son ricondotti alcuni indagati, tutti i gruppi hanno deciso, come anticipato approssimativamente da qualcuno, di continuare ad aggregarsi dietro uno striscione comune di cui sarà richiesta regolare autorizzazione”

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Secondo anello al naso è da oscar 🤣🤣🤣

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Rispondi a  Interista Leninista
1 anno fa

oscar luigi scalfaro, però.

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Una prece

GuS
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“…nel caso in cui, a partire dalla prossima stagione e a fronte dei nuovi referenti che hanno sostituito le persone coinvolte a livello giudiziario, gli striscioni vietati dovessero essere consentititi, si è deciso di ridare alla curva la storica fisionomia estetica con gli striscioni di tutti i gruppi di nuovo al loro posto”.
E la giostra ripartirà con un caporione per ogni gruppo.

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Rispondi a  GuS
1 anno fa

ADV ha fatto una scelta intelligente ed il Napoli sarà una grossa grana.

Il Torino si sta chiudendo benissimo…è una di quelle volte in cui vorrei vedere qualche dribbilng in più.

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Rispondi a  Cipe64 ⭐️21⭐️
1 anno fa

PS …o qualche giusta espulsione😄

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1 anno fa

Ciao Seppia, per quel che vale il mio giudizio mi trovo quasi completamente d’accordo con quel che scrivi.
Una sola domanda: come valuti l’inizio stagione del direttore d’orchestra, ossia di Inzaghi?

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Rispondi a  Interista Leninista
1 anno fa

IL, secondo te chi quali sarebbero punteggio e andamento delle gare tra EZLN All Stars e le Inter di: 1) Inzaghi, 2) Conte e 3) Triplete? Dopo ci penso e, se battiamo il Torino (del duo d’attacco Che-Zapata: paura), te lo dico: in caso contrario, me ne vado a fare in culo al pub ad annegare nella Guinness questo anticipo del sabato.

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Allora facciamo così: ci penso pure io e mi riservo anch’io di dirtelo dopo la vittoria contro lo squadrone cairense. E anch’io, in caso contrario, annegherò il dispiacere (anzi: di-spiaze-re) nella birra: ma Ichusa non filtrata, in omaggio a Barella!

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Rispondi a  Interista Leninista
1 anno fa

Attendo volentieri: ma con Uvbano Caivo che ingaggia Ché lo Scozzese e Duviliano Zapata e plasma con Vanoli un toro da guerrilla, ho visto tutto nella vita. Mi aspetto, di conseguenza, una gara da 1X2 e un weekend di merda.

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Ecco i miei pronostici:
Ezln-Inter del triplete: 0-2, doppietta di Milito, come a Madrid;
Ezln-Inter di Conte: 3-0, il gobbo in campo internazionale è notoriamente scarso;
Ezln-Inter di Inzaghi: 2-xG, ché due gol ormai ce li fanno tutti, perfino i gonzi, mentre noi abbiamo da sempre il primato per gli expected goals.

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Rispondi a  Interista Leninista
1 anno fa


grazie, dopo immagino universi paralleli e ti dico anche io.

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1 anno fa

1) EZLN-Inter 2010:
Stanchi dalle fatiche del triplete, i nostri eroi trovano la forza per passare in vantaggio con ‘el jefecito’ Cambiasso. Poi Cordoba con la sua faccia da indio si confonde e pensa di giocare con quegli altri, 1-1 e tutto rimesso in discussione, prima che un intervento killer di Materazzi sul vice capitano della all stars del Chiapas scateni una rissa. Eruttano anche le panchine, Marcos invita alla calma ma l’AK-47 in mano aumenta l’ambiguità, Mourinho dice agli zapatisti che sono delle mammolette e che Matrix non gioca mica a pallavolo, seguono parole forti col subcomandante che dà a Mourinho del Salazar della panchina, mentre lo Special One dà al “capitàn” del “fascista” e del reazionario, affermando che il vero rivoluzionario è lui. Campo abbandonato e match che si riaggiorna a data da destinarsi. Tuttavia, le traiettorie dei due comandanti (le sorti calcistiche del Vate di Setubal e la crescita, come la panna, del socialriformismo europeo in salsa blairiana e della destra complottista dei minions) non permisero mai più che le due selezioni si sfidassero. Oggi, i due allenatori vivono ancora in esilio, uno nella foresta e l’altro in Turchia, hanno cambiato nome, allenano squadre minori ma non hanno perso un decimo della loro autostima.

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(continua)

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1 anno fa

2) EZLN-Inter di Conte:
La vera gara, ma alla vigilia in pochi l’avrebbero immaginato, si era consumata nelle conferenze stampa di presentazione dell’inedita sfida tra gli esponenti di due delle regioni più aspre e affascinanti del mondo, la lingua di terra del Chiapas e la penisola salentina, relegando i 90 minuti sul campo a mera appendice. Aveva cominciato Antonio Conte, mettendo le mani avanti e parlando di sfida campale per i suoi:
“Non si può mangiare con 10 euro in un ristorante nella giungla da 100 pesos”.
La replica di Marcos non si era fatta attendere: “Meglio dirsi addio quando si arriva. Così sarà meno doloroso quando ci si dovrà lasciare”.
Stizzito l’ex juventino: “Se l’EZLN non vuole giocare ce lo dica subito: dobbiamo essere dinamite, non scintilla”
il Capo dell’EZLN prendeva subito la palla al balzo: “Dinamite? Questa è l’ora del male e del malvagio. Non si nascondono più, camminano alla luce del Sole e alla luce del Sole appestano e imputridiscono tutto ciò che toccano. Di notte no. La notte… la notte è nostra.”
I toni della polemica si alzavano: “Se Marcos oltre alla notte vuole pure portarsi pallone e arbitro ce lo dica…Chi vince scrive, chi arriva secondo ha fatto un buon campionato ma non ha fatto la storia”
Botta e risposta dei rossi: “E così il primo accordo che raggiunsero i primissimi dei fu di riconoscere la differenza e di accettare l’esistenza dell’altro”.
Riferite le parole a zio Tonno, ecco la stilettata ironica: “Il Chiapas l’ho lasciato antipatico e l’ho trovato simpatico. Voglio che torni antipatico presto. Io se perdo muoio”.
Serafica la ribattuta di Rafael Sebastián Guillén Vicente che la prendeva con filosofia: “Imparando a sognare imparano a diventare grandi, a diventare degni, imparano a lottare”.
Non così il collega che, tuttavia, provava a chiudere così la querelle: “Più vai in vetta e più sono forti le folate di vento e più il toupet va a farsi benedire. Chi affronta l’Inter fa sempre la partita della vita. Per noi è normale amministrazione”.
In archivio, andò invece un soporifero anche se intenso 0-0 con gli zapatisti, meno dotati tecnicamente, ad attaccare dall’inizio alla fine, e la testuggine contiana poco pericolosa davanti ma con le maglie difensive così strette da far sembrare il muro di Stalingrado una spugna. Media e pubblico delusi, ma una domanda restava a volteggiare sulla balaclava e il parrucchino dei due Comandanti: e se l’attesa del piacere fosse essa stessa il piacere?

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(continua)

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1 anno fa

3) EZLN-Inter di Inzaghi:
Il tattico della guerrilla polverizzata e il professore della tattica fluida: così Steven Zhang, neo eletto presidente del Zhōngguó Gòngchǎndǎng, ha presentato la gara amichevole tra Zapatisti e Limonisti, gli amici dell’EZLN in trasferta a Nanchino (stranamente l’affitto dello stadio è stato addebitato da ignoti a Oaktree Capital Management, Inc.S Grand Ave, 333, Los Angeles…) e la sua ex squadra, trasformata in soitaria enclave di resistenza nel governo delle larghe intese con baricentro a destra guidato dal premier ad interim Pietrangelo Buttafuoco. L’Inter di Inzaghi, favorita alla vigilia, fa un possesso palla ossessivo, costringendo quelli del Ciapas a venire fuori dalle frasche e colpendoli con blitz mirati: su una ripartenza di Buchanan, è Lautaro a infilare l’1-0 e urlare “la concha de tu madre” alla tifoseria avversaria. Superiorità confermata dal raddoppio di Frattesi lanciato in porta dall’unica cosa di sinistra che funziona, la fascia presidiata da Bastoni e Dimarco. 2-0 e apotesi del lemon-ball. Poi, l’harakiri: Massimiliano Farris, notata la pressione feroce e sovente fallosa di due zapatisti sugli attaccanti nerazurri, sussurra a Simone: “Attenzione ai rossi sui nostri due attaccanti”. L’allenatore fraintende e toglie Lautaro e Thuram dal campo per evitare l’espulsione: è la fine. Il baratro si spalanca sotto i piedi dei nerazzurri: l’EZLN sfrutta il momento e prima pareggia su una ‘feijoada’ in area di rigore interista (spazzo io, spazzi tu, alla fine ne approfitta un avversario: il classico Chiapas Nò [chiedo scusa…, NdChun]), poi con i Limonisti buttatisi in avanti a difendere il 2-1 (…), il team di Marcos trova il pareggio in contropiede, facendo entrare tutti e 11 i calciatori nella porta di Sommer come segno di supremo scuorno e piantando pure sulla traversa una bandiera con le due stelle, ma ora rosse su sfondo nero, a mò di sfottò verso gli interisti e anche di monito che la rivoluzione, e il possesso palla sterile, non sono certo un pranzo di gala. “Spiaze, ci lecchiamo le ferite ma non dimentichiamo il valore dell’avversario” commenta il 2-2 finale Inzaghi nel dopo partita; parole apprezzate dal subcomandante che decide di fare un’offerta a Oaktree (che, come Zhang, quando fiuta i soldi non ci pensa due volte) e chiede che l’allenatore piacentino torni con loro in Messico, a fare il Ministro-ombra dell’Economia (una frase in particolare ha stregato Marcos, tra le massime dello stratega emiliano: “Dove alleno io aumentano i ricavi e si vincono trofei”) nel direttivo che si propone, tempo due-tre anni, di ribaltare il potere costituito e fare del Chiapas la sede del nuovo governo e l’ombelico del mondo, centro radiale e lombare del nuovo corso. Perché “il socialismo è come l’universo: in continua espansione”.

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(fine)

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Leggenda Bauscia

Memorabile.
Soprattutto la richiesta di Simone come ministro ombra dell’economia.
Un ruolo analogo ricoprì anche il Che: esistono ancora banconote del Banco Nacional de Cuba firmate da lui.
Pensa: noi Trichet, Draghi e Lagarde, loro il Che.

Il Subcomandante Dimarcos (Chun-li)
Il Subcomandante Dimarcos (Chun-li)
Leggenda Bauscia
Rispondi a  Interista Leninista
1 anno fa

grazie.
dopo cerco quelle banconote, sono curioso.

trichet, che gigante… l’avevo rimosso.
dal che a draghi: beh, è un po’ come l’evoluzione negli anni dei maitre à penser della destra (ora qualcuno si offende): fallaci, maglie, hoara borselli, maddalena corvaglia. la prossima sarà angela carini o la pimpa. lo stesso discorso si potrebbe fare con l’evoluzione dei portieri dell’inter (ora qualcuno si offende) o con i calciatori di punizione dell’inter degli ultimi 30 anni (ora qualcuno si offende).

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