Bauscia Cafè

Divertitevi.

Siamo più tranquilli?

Lo sono soprattutto loro. I vincitori, i calciatori che hanno costruito giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, questo giocattolo altamente sofisticato che ha infine portato molti di loro alla conquista del primo grande trofeo della loro carriera, il titolo di Campioni d’Italia. Nell’ultimo mese, grazie all’imponente vantaggio acquisito nei confronti delle avversarie, abbiamo giocato con il tempo e con noi stessi, per conquistare quei pochi punti che ci separavano dalla matematica certezza di alzare il diciannovesimo titolo. Ciononostante abbiamo potuto percepire nelle sfide contro Crotone, Cagliari, Verona, e in misura minore Spezia e Napoli, la tensione che saliva, l’insicurezza che prendeva la testa e le gambe di chi si rendeva piano piano conto che la festa si faceva sempre più vicina, il meraviglioso contrasto tra la meraviglia dello scudetto che si avvicinava, e l’ansia che questa causava. Tutto a causa del piccolo tarlo che era entrato nella testa, perché con 11 punti di vantaggio non puoi più negarlo, sei perfettamente consapevole che c’è un solo traguardo per noi, un lungo, estenuante, liberatorio, conto alla rovescia. Una consapevolezza che fa venire le ali ai piedi, ma che allo stesso tempo rende le gambe dieci chili più pesanti del normale. D’altra parte come dice lo psicologo Daniel Goleman: 

Lo stress è il prodotto di un atto cognitivo.

Come per incanto, alle 16:55 di Domenica 2 Maggio, al fischio finale di Sassuolo-Atalanta, la magia si è fatta realtà, la liberazione, la gioia, le urla per le strade, gli abbracci con i compagni. Per alcuni, un inizio di un ciclo di vittorie, per altri, il coronamento di un sogno inseguito per lungo tempo nelle loro carriere. Per tutti, una grande liberazione. Per noi, la felicità come un tappo di spumante lasciato ad agitare per undici, lunghi, anni.

È dolce, mentre nel grande mare i venti sconvolgono le acque,

guardare dalla terra la grande fatica di un altro;

non perché il tormento di qualcuno sia un giocondo piacere,

ma perché è dolce vedere da quali mali tu stesso sia immune.

Lucrezio, De Rerum Natura, Libro II.

Adesso è tutto finito. Eppure c’è ancora il 10.5% di campionato ancora da giocare. C’è la Sampdoria, per la prima volta in casa da Campioni d’Italia, ci sono altre tre sfide. Ci sono battaglie per entrare tra le prime quattro, per entrare in Europa, per non retrocedere. E poi ci siamo noi, che ci godiamo il meritato riposo, spettatori ed arbitri dei destini altrui.

E quindi, con quale spirito possiamo scendere anche noi nella battaglia assieme alle altre squadre che dovremo comunque affrontare da qui fino al 23 Maggio?

Il calcio, tolta la pressione e la responsabilità ritorna il motivo per il quale tutti i calciatori professionisti hanno deciso di dedicare la propria vita a questo sport: la passione smisurata per un gioco, per inseguire il pallone che rotola e correre per prenderlo a calci. Loro ne hanno fatto un lavoro e la ragione di vita, adesso chi scenderà in campo potrà riscoprire il piacere come quando giocavano a pallone, prima ancora che a calcio. Sicuramente la mente sarà libera, la gamba molto più leggera e il pallone andrà molto più velocemente tra Skriniar e De Vrij, tra Brozovic e Barella, tra Hakimi e Lautaro. Anche noi, finalmente potremo vedere la squadra per la quale facciamo così tanto il tifo, per una volta tanto, esattamente per il piacere di vederla, senza ansie, senza calcoli, senza tensioni, solo per celebrare lo scudetto in campo come in una ripresa della festa ubriacante di Domenica scorsa.

Divertitevi ragazzi, a fare la cosa che vi piace di più. Divertiamoci noi, a guardare la squadra che ci piace di più.

Tzara

Nella vita ha cambiato città, Nazione, lavoro e amori ma l'Inter è sempre rimasta. Non ha molti desideri, ma se riavesse un centrocampo con Veron, Cambiasso Stankovic e Figo non si dispiacerebbe.

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