Ne abbiamo avute altre negli ultimi giorni, è vero. Sprecate.
Ci troviamo in una situazione nella quale, purtroppo, qualsiasi filotto positivo condotto da qui a fine anno, sarebbe una risposta troppo flebile, messa in relazione agli scivoloni altalenanti di questo 2020. Non tanto per l’annata in sé, ma per quello che siamo stati abituati a vedere nel passato recente e che pare oggi riproporsi.
Tuttavia le nostre rivali sono li, e noi dobbiamo allungare la mano, perchè un secondo posto sarebbe un deciso passo avanti, perchè arrivare dietro le nostre due attuali rivali sarebbe in qualche modo umiliante, e perchè ogni vittoria sarebbe comunque una conferma.
Certo il focus della nostra stagione si è improvvisamente spostato sul chiudere la pratica Champions League e prepararsi in maniera convincente per l’Europa League. Qualcuno potrebbe persino dire che queste ultime giornate potrebbero servire molto più per rodare nuove soluzioni che per esigenze di classifica.
Tuttavia il nostro unico pensiero deve essere la vittoria, di partita in partita. Perchè questo è ciò che fanno le squadre a cui ambiamo di assomigliare.
E’ un concetto ripetuto mille volte ma non c’è molto altro da dire.
A San Siro arriverà un Torino alla ricerca di punti che possano garantirgli la salvezza. Sarà partita vera, contro una squadra per cui, nella situazione attuale, ogni punto è oro.
In questo infernale tour de forces a fermarsi questa volta pare essere Lukaku, insieme a lui anche il centrocampo è ancora falcidiato da infortuni che portano il mister a scelte quasi obbligate. Torna Biraghi e Borja lascia spazio a Eriksen dietro le punte, che saranno Lautaro e Sanchez.

L’11 avversario invece si presenterà alla Scala del calcio probabilmente con un 3421, una formazione che ha già saputo metterci in difficoltà in passato, creandoci non poche difficoltà per quanto riguarda il come portare il pressing e come vincere i duelli tra le due punte e i tre difensori avversari.
La partita sarà il compimento di una settimana veramente dura per il mister ed i ragazzi, durante la quale per la prima volta si è respirato, anche tra i tifosi un aria stantia di pesantezza e delusione. Tra polemiche, patenti ritirate, articoli al vetriolo e discorsi sfiduciati. Vincere potrebbe allontanare questi nuvoloni neri e carichi di una pioggia di critiche e dare respiro ad una squadra e ad un progetto ingiustamente messi in discussione da più parti.
Ingiustamente proprio per il significato intrinseco della parola percorso. Non potevano non aspettarci momenti di smarrimento, di cui tutti sono colpevoli, da cui uscire tutti insieme con soluzioni per un futuro che si chiama ancora EL.

